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Un viaggio alla scoperta della cucina svizzera con San Pellegrino Sapori Ticino

Al via il 13 settembre la XX edizione di San Pellegrino Sapori Ticino che quest’anno celebra l’enogastronomia del nostro Paese – Dal 2027 la rassegna cambierà poi forma assumendo una visione più ampia capace di mettere in relazione persone, luoghi, cultura e territorio
Per la XX edizione della rassegna, il CEO di San Pellegrino Sapori Ticino Dany Stauffacher propone una celebrazione della cucina svizzera. © CdT/ Chiara Zocchetti
Mattia Darni
03.09.2026 22:30

Dopo vent’anni di viaggi culinari attraverso il mondo, San Pellegrino Sapori Ticino torna in Svizzera. La XX edizione, presentata oggi al Casinò Lugano, intende infatti celebrare, dal 13 settembre al 15 novembre, il nostro Paese e gli chef che ci lavorano. «In Svizzera abbiamo alcuni dei cuochi più bravi al mondo: anche alle nostre latitudini le competenze non mancano», spiega il CEO di San Pellegrino Sapori Ticino Dany Stauffacher. «Quella ai nastri di partenza sarà un’edizione molto interessante perché siamo riusciti a mettere assieme diversi modi di vedere la cucina».

Garanzia di eccellenza

A livello gastronomico, in effetti, il nostro Paese è garanzia di qualità. Negli ultimi vent’anni, la cucina elvetica è passata dall’essere una realtà prevalentemente regionale all’essere una gastronomia moderna e internazionale, varia e orientata alla valorizzazione dei prodotti locali. A favorire tale evoluzione anche le condizioni economico-lavorative e la posizione del nostro Paese al centro dell’Europa. «La Svizzera può vantare una delle più grandi cucine al mondo perché, a livello gastronomico, è diventata un crogiolo di nazioni, soprattutto di quelle confinanti. Tanti grandi chef sono venuti a lavorare nel nostro Paese portando importanti competenze e facendo conoscere la Svizzera a livello mondiale», spiega Stauffacher.

La crescita del settore enogastronomico elvetico è del resto resa evidente dai riconoscimenti ottenuti da ristoranti e produttori vinicoli. I locali stellati sono passati da 84 nel 2010 a 145 nel 2025, mentre la guida GaultMillau recensisce oggi 880 ristoranti in Svizzera e include anche una selezione dei 150 migliori viticoltori del nostro Paese.

Oggi il cibo è poi diventato una motivazione sempre più importante per viaggiare e conoscere territori, culture e tradizioni. Ecco allora che gli chef svolgono un ruolo centrale come innovatori e ambasciatori della cultura alimentare svizzera.

Una rassegna stellare

Tante, anche quest’anno, le stelle Michelin. Per festeggiare i vent’anni della rassegna saranno trentadue per la precisione e 558 saranno i punti GaultMillau. Tra i nomi di spicco figurano Tanja Grandits, Stefan Heilemann, Marcel Koolen, Reto Brändli, Kevin Fernandez, Franck Giovannini, Stéphane Décotterd, Pascal Steffen, Paolo Rota, Gilles Varone e Silvio Germann. Grazie alle proposte di questi undici chef il pubblico potrà intraprendere un viaggio nella cultura enogastronomica svizzera. «Abbiamo messo assieme una squadra di alto livello: ora spetta agli chef proporre piatti all’altezza e far mangiare bene gli ospiti», spiega Stauffacher.

Gli eventi si svolgeranno, come da tradizione, in alcune delle più belle e significative location del Ticino.

Anche per questa edizione, il programma del festival, consultabile qui, è ricco e capace di soddisfare i gusti di tutti. Come ogni anno, la rassegna inizierà ufficialmente con il «Grand Opening» all’Hotel Splendide Royal a Lugano dedicato agli chef di Swiss Deluxe Hotels e si chiuderà con il consueto «Final Party» a La Romantica Boutique Hotel di Melide con alcuni chef ticinesi che si possono considerare a tutti gli effetti amici storici di San Pellegrino Sapori Ticino. Non mancheranno inoltre le serate oltre San Gottardo dedicate al Ticino tra le quali vanno segnalate, il 13 ottobre, quella all’École hôtelière de Lausanne (EHL) dove affiatati gruppi di chef ticinesi porteranno il loro savoir-faire e le eccellenze enologiche del territorio ticinese e quella del 27 ottobre al Grand Hotel du Lac di Vevey.

Si chiude un ciclo

Oltre a fornire l’opportunità di tornare in Svizzera, la XX edizione di San Pellegrino Sapori Ticino rappresenta anche la chiusura di un ciclo. Già, perché dal 2027 la rassegna cambierà pelle e potrebbe avere anche un nome differente. «A mutare sarà la forma, ma non la sostanza fatta di grandi cuochi e alta gastronomia», assicura Stauffacher, che non ha voluto svelare troppo rimandando a una futura comunicazione che dovrebbe essere effettuata a fine mese. «Il progetto continuerà a vivere imboccando nuovi percorsi. L’alta gastronomia entrerà in una visione più ampia capace di mettere in relazione persone, luoghi, cultura e territorio. A partire dal prossimo anno ci sarà infatti un cappello globale che svilupperà le nostre iniziative a livello ticinese: non si parlerà più di Lugano, Ascona o Locarno, ma di Ticino. Si sta cioè realizzando un progetto più grande», chiarisce il CEO di San Pellegrino Sapori Ticino. Tra le ragioni alla base del futuro cambiamento di rotta anche la necessità di rispondere alle evoluzioni del mondo della gastronomia e dell’ospitalità. «Insomma, più che una conclusione, sarà l’inizio di un nuovo capitolo», conclude Stauffacher.