Calcio

Una partita desolante, senza qualità e soluzioni

Terzo pareggio consecutivo per il Lugano, fermato anche dal Servette a Cornaredo –Con il neoacquisto Carbone in campo e subito avanti con Behrens, i bianconeri appaiono svuotati e complice un erroraccio di Steffen vengono puniti –Il tecnico Croci-Torti: «Alla fine senza energie»
©Gabriele Putzu
Massimo Solari
12.02.2026 00:11

«Non si gioca a calcio, era ovvio che finisse così». Mraz ha appena trovato l’1-1 e un tifoso della tribuna principale lascia andare così la personale frustrazione. Difficile dargli torto. In campo c’è un Lugano spento, quasi inerme, contro un Servette tutto fuorché entusiasmante. «Non avevamo più energie» afferma con franchezza Mattia Croci-Torti nel post-partita. Ed eccolo servito, dunque, il terzo pareggio consecutivo dei bianconeri. Un 1-1 maturato al termine di una sfida desolante, su un fronte e sull’altro. «Ma da tempo non eravamo così in emergenza, senza l’intero centrocampo - per colpa nostra - e con una difesa incerottata» evidenzia il tecnico dei ticinesi.

Una misera conclusione

Orfano degli squalificati Grgic, Bislimi e Belhadj, il Crus ha operato scelte inevitabili - con Kendouci e Papadopoulos in mediana - e però ha altresì rischiato. Come? Gettando subito nella mischia il difensore e neoacquisto Carbone. «E quando João è uscito per crampi in avvio di ripresa - prosegue l’allenatore del Lugano - non siamo nemmeno più riusciti a impostare dalla sinistra. Sino a lì, a mio avvio, la nostra partita era stata discreta».

Behrens, in effetti, aveva avuto il merito di sbloccare il punteggio già al 13’. Peccato che la sua, a posteriori, risulterà l’unica conclusione nello specchio della porta ginevrina. Troppo poco, davvero. «Abbiamo provato a sfangarla» ammette non a caso Croci-Torti. «Senza poter contare sulle qualità che solitamente ci contraddistinguono e influenzano la nostra manovra, onestamente sarebbe stato ingiusto aspettarmi una squadra migliore di così. Se penso al sacrificio dei giocatori, quindi, vedo il bicchiere mezzo pieno. A fronte, come detto, della scarsa qualità mostrata, è invece da considerare mezzo vuoto. Ma ripeto: tutto nasce da dietro. Senza Carbone e con Mai impossibilitato a calciare lungo, abbiamo smesso di cercare la profondità ed essere diretti».

Che fatica Renato

Al netto della comprensibile assenza di ritmo, nel cuore del campo Kendouci non ha tuttavia brillato in termini di personalità. Anzi. «La verità è che non siamo riusciti a recuperare un pallone e, alla fine, il Servette ha preso possesso della nostra metà campo» rileva sempre il Crus. A loro volta alle prese con un numero non indifferente di defezioni e sin qui autori di una stagione balbettante, i granata hanno dapprima fallito un rigore - abile Saipi su Stevanovic - per poi tramutare in oro un imperdonabile regalo di Steffen. «Renato ha faticato, anche perché è entrato in campo proprio quando la squadra è calata» indica l’allenatore bianconero. Per poi aggiungere: «Non si tratta di difendere i miei uomini, ma di errori come il suo ne sono stati commessi parecchi durante la ripresa». Già. A calcio si era smesso di giocare da un bel po’. E a Cornaredo se ne sono accorti tutti.

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