Una ragazza ferita a Crans-Montana e curata al Niguarda non è ancora autonoma

All'ospedale Niguarda di Milano rimane ancora una sola ragazza ricoverata tra i giovani che sono rimasti feriti gravemente nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana (VS). «Speriamo a breve di trasferirla in un reparto a bassa intensità per quello che sono le cure fisioterapiche - ha spiegato a margine di una commissione consiliare al Comune di Milano Wilhelm Franz Baruffaldi Preis, direttore del Centro Ustioni e Chirurgia Plastica dell'Ospedale Niguarda e direttore del dipartimento Emergenza Urgenza di Niguarda - . Era la ragazza più grave come percentuale di superficie corporea ustionata, è rimasta molto ferma e un po' per il dolore, un po' per una questione psicologica non ha ripreso da un punto di vista dell'attività, della ripresa dei movimenti».
«I nostri fisioterapisti hanno ancora problemi a convincerla a insistere perché soffre un pochino nel movimento ed è ancora molto dipendente dai farmaci che gli tolgono il dolore e questo non ci permette di renderla autonoma al di fuori dell'ospedale», ha aggiunto.
Mostrate le immagini delle ustioni
In commissione al Comune di Milano sono state mostrate ai consiglieri le immagini delle gravi ustioni di alcuni dei ragazzi, delle mani, della schiena e della cute della testa. Per la prima volta con i ragazzi feriti a Crans sono stati usati, come ha spiegato il professore Preis, delle tecniche di cellule coltivate in vitro a Zurigo, con delle lamine fatte in laboratorio che hanno permesso di chiudere ad esempio gran parte del dorso di alcuni pazienti. «I ragazzi hanno sofferto e soffrono, così come le loro famiglie - ha rimarcato il medico -, c'è stata una grandissima gara di solidarietà per tutti loro».
Un appello al ministro italiano della Salute
Infine un appello che è stato fatto anche al ministro italiano della Salute Orazio Schillaci a fare in modo che le patologie legate agli esiti delle ustioni siano inserite nei livelli essenziali di assistenza, i Lea, come malattia rara e cronica. «Gli ustionati quando hanno finito il ciclo in ospedale per la gestione delle cicatrici devono pagarsi tutto, noi cerchiamo di andare loro incontro con associazioni e fondi per quanto possibile, ma le spese che hanno questi ragazzi per le guaine sono alte», ha concluso.