Caso Zali

Una sessione caldissima attende la politica

Dopo la pausa estiva, lunedì il Gran Consiglio tornerà a riunirsi in seduta – L’Ufficio presidenziale ha informato il Governo su come intende affrontare le numerose interpellanze sul «ministro» leghista dimissionario
©Gabriele Putzu
Red. Ticino&Svizzera
08.09.2026 06:00

«Sarà una sessione particolarmente calda». A microfoni accesi nessuno si vuole esprimere, ma il messaggio formulato da più parti è il medesimo: per la prima volta dopo la pausa estiva, il Gran Consiglio affronterà il caso Zali nella sessione al via lunedì. Lo farà di fronte al Consiglio di Stato, e non sarà una discussione tanto breve.

In primo luogo perché sulla vicenda che coinvolge il «ministro» dimissionario sono pendenti cinque interpellanze, quasi tutte presentate dal Movimento per il socialismo (MpS). Che di fronte a un eventuale silenzio o a una risposta non soddisfacente del Governo, è pronto a chiedere la discussione generale. Un’ipotesi che è già stata presa in considerazione anche dall’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, riunitosi proprio ieri pomeriggio per definire la linea da sottoporre al Governo sulle modalità con cui intende procedere sugli atti parlamentari ancora pendenti. Atti che coinvolgono diversi Dipartimenti: da quello delle Istituzioni, per quanto riguarda il caso del 14.enne detenuto alla Farera, al DSS, in relazione alla mail inviata all’allora presidente del CdA dell’Ente ospedaliero cantonale, con De Rosa in copia. Più in generale, poi, c’è la questione della ripartizione dei Dipartimenti e, soprattutto, il caso della donna deceduta a Melide. «La questione (sulla vicenda della 52.enne, ndr) appare ancora più delicata considerando che il Consigliere di Stato, sino alle dimissioni di Claudio Zali, aveva avuto tra le proprie competenze proprio la conduzione politica dei settori della polizia e della giustizia», scrivono i deputati Sergi e Pronzini.

Sono dunque diversi i temi sul tavolo, che si intrecciano e hanno come comune denominatore il consigliere di Stato. Con ogni probabilità, l’Ufficio presidenziale organizzerà quindi il dibattito in modo da concentrare le risposte del Governo in un unico blocco. A quel punto, come detto, potrebbe arrivare anche la richiesta di una discussione generale. Tutti i dettagli sulla procedura che l’Ufficio presidenziale intende adottare saranno comunicati lunedì mattina, prima dell’inizio della seduta.

Tra le questioni che verranno affrontate, possiamo immaginare, ci sarà anche quella relativa alle comunicazioni da parte del Ministero pubblico nei confronti dell’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio. La notizia dell’apertura di un secondo incarto a carico di Zali per presunti reati contro l’integrità sessuale è stata resa pubblica martedì pomeriggio su sollecitazione della Regione. Lo stesso giorno, in mattinata, il Ministero pubblico aveva informato di questo passaggio l’Ufficio presidenziale, precisando alcuni dettagli in più rispetto a una prima lettera inviata dal procuratore generale il 28 agosto in cui si notificava l’apertura di un ulteriore procedimento penale a carico del “ministro” leghista. In quell’occasione, la Procura si era detta pienamente disponibile a comunicare circostanze e fattispecie, se richiesto dall’UP. Una disponibilità che tuttavia è stata superata dagli eventi.

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