Stati Uniti

Un'agenzia di comunicazione vuole revocare le licenze a chi diffonde fake news

Brendan Carr, il presidente della Federal communications commission, fa eco alle critiche del presidente Donald Trump sulla copertura mediatica offerta dalle reti di informazione riguardo alla guerra in Iran
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Ats
15.03.2026 16:19

Brendan Carr, il presidente della Federal communications commission (Fcc), l'agenzia USA che sovrintende sul settore radio-televisivo, ha minacciato la revoca delle licenze di trasmissione, facendo eco alle critiche del presidente Donald Trump sulla copertura mediatica offerta dalle reti di informazione riguardo alla guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran. «Le emittenti che diffondono bufale e distorsioni delle notizie - note anche come 'fake news' - hanno ora l'opportunità di correggere la rotta prima che giunga il momento del rinnovo delle loro licenze», ha scritto Carr in un post su X.

Interesse pubblico

«La legge è chiara: le emittenti devono operare nell'interesse pubblico e perderanno le loro licenze qualora non lo facciano», ha aggiunto il presidente della Fcc, senza nominare reti specifiche. Tuttavia, Carr ha allegato la foto del post di Trump su Truth, sui cinque aerei cisterna americani presenti in Arabia Saudita. «Quattro dei cinque aerei non hanno riportato praticamente alcun danno e sono già tornati in servizio. Uno ha subito danni leggermente più ingenti, ma tornerà a volare a breve. Nessuno di essi è stato distrutto, né vi è andato vicino, come invece affermato dai titoli delle Fake News. Il New York Times e il Wall Street Journal (in particolare), insieme ad altri giornali e media di infimo livello, vogliono in realtà che noi perdiamo la guerra», ha rincarato il tycoon.

Cambiare rotta

Il presidente della Fcc, nel suo post, ha invitato i network a «cambiare rotta», che è «nel loro stesso interesse commerciale, dato che la fiducia nei media tradizionali è ormai crollata a un minimo storico di appena il 9% e gli indici d'ascolto sono un disastro». Pertanto, «è fondamentale restituire credibilità ai media, i quali si sono ormai guadagnati l'etichetta di fake news. È tempo di cambiare!».