Un'altra vita per il rudere sul Camoghè

Una notizia fresca. Sia perché il documento che l’annuncia è stato pubblicato ieri, sia perché riguarda una costruzione che si trova a 2.227 metri sopra il livello del mare, lontano dalla calura di questi giorni. Siamo, purtroppo solo col pensiero, in cima al monte Camoghè, dove la Lepontia Cantonale vuole ristrutturare l’edificio diroccato che un tempo è stato un rifugio, una caserma militare e anche una sede per i radioamatori ticinesi, prima di essere divorato da un incendio. A questo scopo, l’associazione che riunisce gli studenti e i professionisti cattolici ticinesi ha inoltrato una domanda di costruzione ai municipi di Monteceneri e Cadenazzo – si tratta di una procedura congiunta, dato che il fondo in questione è una comunanza – per sistemare il rudere e metterlo a disposizione della collettività, in particolare degli escursionisti come riparo in caso d’intemperie (le piogge in quella zona sono abbastanza frequenti). La Lepontia culla già da qualche anno il sogno di dare una nuova vita al manufatto. La prima richiesta di acquistarlo da Armasuisse è del maggio 2017.
Sono passati alcuni anni, durante i quali l’esercito ha «liberato» lo stabile dai suoi vecchi compiti difensivi, e alla fine dell’anno scorso l’associazione ne è diventata proprietaria, non prima di aver sondato eventuali interessamenti da parte dei Comuni e dei patriziati della zona: uno spirito di apertura e condivisione che la Lepontia vuole mantenere anche per le prossime fasi del suo progetto. L’investimento complessivo è stimato fra i duecento e i duecentocinquanta mila franchi, che il sodalizio conta di raccogliere con i contributi dei soci, di sponsor e di enti pubblici.
Un luogo da riscoprire
Entrando nello specifico del progetto, affidato all’architetto Urs De Polo, gli interventi principali previsti sono la realizzazione di un tetto in metallo, di una toilette ecologica compostante e di un serbatoio che possa raccogliere l’acqua piovana, oltre che la sistemazione degli interni con un nuovo pavimento e la posa di tavoli e panche. Il tutto, secondo le informazioni che abbiamo potuto raccogliere, avverrà con scelte architettoniche improntate alla sostenibilità. Da notare che l’edificio non sarà una capanna con la possibilità di pernottare, come un tempo. Solo un riparo, o comunque un punto di riferimento sulla vetta più alta delle Prealpi ticinesi. Alta e forse un po’ dimenticata. Il progetto di Lepontia, di per sé, è un invito a riscoprirla.
