Un'estate di acque pericolose

«A causare gli annegamenti sono spesso la disattenzione e la sopravvalutazione delle proprie capacità di nuoto». Ad affermarlo è Anna Nizzola, presidente della commissione consultiva Acque sicure. Quest’anno, si sono verificati in Svizzera almeno quindici decessi per incidenti balneari. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il bilancio è già peggiore. Nella media nazionale, le persone che ogni anno perdono la vita in acqua sono circa cinquanta, di cui la maggior parte sono uomini tra i 17 e i 32 anni e gli over 65.
Anna Nizzola ci riferisce che quest’anno gli annegamenti mortali in Ticino sono stati quattro. Una quota considerevole che si può ricondurre all’aumento delle temperature, a causa delle quali molte più persone si sono recate alle fonti d’acqua per rinfrescarsi.
Le cause e i pericoli
Ci si interroga su quali siano i principali pericoli delle fonti di acqua dolce e che cosa trasformi una nuotata in un potenziale annegamento. Lorenzo Gentile, vicepresidente della Società svizzera di salvataggio (SSS), conferma che «la principale causa è proprio la sopravvalutazione delle proprie capacità di nuoto». Ma non solo. Perché, per il bagnante, ci sono delle chiare regole che non sempre vengono rispettate. Ad esempio, «non entrare in acqua a digiuno o a stomaco pieno, non tuffarsi in acque torbide che non si conoscono oppure non nuotare da soli per lunghe distanze».
«Purtroppo, non tutti si rendono conto dei propri limiti e della propria stanchezza mentre sono in acqua», conferma Nizzola. «Quando i bagnanti vanno a nuotare non accompagnati, in caso di imprevisti, diventa impossibile soccorrerli». Oltre a conoscere i rischi di annegamento, è altrettanto importante prestare la giusta attenzione affinché questi non si verifichino. Nizzola afferma che «una buona parte delle persone è informata su rischi e pericoli dell’acqua. A volte, però, non tutti sono abbastanza attenti nel prendere le giuste precauzioni». «Più che una mancanza di informazione, c’è una mancanza di cautela», continua Gentile. «Gli avvertimenti sono presenti, sta alle persone essere responsabili».
Tuttavia, bisogna anche essere consapevoli dei pericoli per le diverse fasce d’età. «Stando alle ultime statistiche – spiega Nizzola –, sempre più bambini perdono la vita per gli annegamenti. È fondamentale sorvegliarli in ogni momento quando sono a contatto o in prossimità dell’acqua». Si ricorda il caso avvenuto il 30 aprile in cui un bambino di due anni è annegato in una piscina privata a Vico Morcote. Ma anche quello della bimba di nove anni annegata a Como proprio martedì. «Il bambino va tenuto non solo a vista ma anche a portata di mano. Bisogna essere pronti a intervenire in ogni istante», afferma Gentile.
È anche necessario prendere consapevolezza dei rischi per gli anziani. Il 16 luglio un uomo di 95 anni ha perso la vita nel lago Verbano, a Magadino. Spesso, descrive Nizzola, l’annegamento avviene per un malore avvertito in acqua, ma non solo. Molti sottovalutano il pericolo di una discesa scivolosa verso l’acqua. «Gli anziani sono spesso meno agili rispetto a persone di altre fasce di età», commenta Gentile. «Possono avere capacità motorie limitate e quindi non essere in grado di uscire da situazioni di pericolo».
Acqua dolce e acqua salata
Ogni anno, sono diversi i casi riguardanti turisti. Le persone arrivano in vacanza senza avere piena consapevolezza dei rischi e dei pericoli presenti negli specchi d’acqua. «Naturalmente, molti vengono attirati dalla bellezza dei laghi e dei fiumi. Non tutti, però, conoscono l’ambiente alpino, ad esempio le forti correnti dei fiumi e dei laghi», spiega Nizzola.
La presidente di Acque sicure prosegue spiegando che i turisti abituati al mare hanno una percezione diversa dei pericoli balneari rispetto a chi conosce i laghi. «Non tutti sono consapevoli che l’acqua salata è molto differente dall’acqua di lago o di fiume. L’alta concentrazione di sale nel mare rende il galleggiamento più facile ed evita sforzi eccessivi. Perciò, quando le persone abituate all’acqua di mare vanno a nuotare nei fiumi e nei laghi, spesso non si rendono conto delle diverse condizioni».
Prevenzione e sicurezza
L’annegamento è un processo dinamico che va evitato il più in fretta possibile. «Per fare in modo che questi incidenti non si verifichino, è innanzitutto fondamentale seguire le regole per il bagnante», ribadisce Gentile. «Bisogna inoltre affidarsi ai dispositivi di galleggiamento adeguati». In una delle regole per il bagnante, si consiglia di munirsi di un giubbotto di salvataggio con un corpo galleggiante fisso. Altri gonfiabili potrebbero, al contrario, non garantire la sicurezza in acqua.
Tuttavia, Nizzola lancia un messaggio rassicurante a tutti i bagnanti: «L’acqua è, comunque, un luogo di divertimento e di benessere. È importante ricordarsi di rispettarla. La prevenzione è ciò che assicura un’esperienza piacevole in sicurezza».