Grigioni

Uno studio per disegnare il futuro di Brienz

Il villaggio di montagna, un tempo minacciato da una frana, si trova ad affrontare un futuro incerto: le autorità finanzierebbero in gran parte il trasferimento degli abitanti, a condizione che chi se ne va demolisca le proprie case
© KEYSTONE/Gian Ehrenzeller
Ats
21.08.2026 10:40

Il villaggio di montagna di Brienz/Brinzauls (GR), un tempo minacciato da una frana, si trova ad affrontare un futuro incerto. Le autorità finanzierebbero in gran parte il trasferimento degli abitanti, a condizione che chi se ne va demolisca le proprie case. Uno studio del Politecnico federale di Zurigo dovrà occuparsi della futura riorganizzazione del villaggio.

Un'ultima riunione informativa

Le autorità di Brienz hanno organizzato ieri sera a Tiefencastel (GR) la 27a, e senza dubbio l'ultima, riunione informativa rivolta agli abitanti da quando il villaggio è minacciato e ha dovuto essere evacuato. Hanno voluto offrire nuove prospettive, ha dichiarato il sindaco uscente del Comune di Albula/Alvra, Daniel Albertin, che è rimasto in carica due anni in più del previsto a causa degli eventi.

Richieste di trasferimento

Il Comune ha ricevuto 42 richieste di trasferimento. Due edifici sono stati gravemente danneggiati dalla frana al punto da dover essere presto demoliti, mentre per altre 13 costruzioni i relativi progetti sarebbero già stati firmati, hanno spiegato le autorità.

Uno studio in collaborazione con l'ETH

Come ultimo atto ufficiale, Albertin commissionerà uno studio in collaborazione con il Politecnico federale di Zurigo (ETH) che si occuperà della futura progettazione del paese. A partire dal 2027 subentrerà al sindaco uscente la giurista Manuela Gebert.

Già in precedenza Albertin aveva annunciato che «il Comune intende preservare un villaggio in cui valga la pena vivere per tutti coloro che rimangono nel paese». Tutte le persone interessate sono ora invitate a contribuire a plasmare il futuro aspetto del paese. Alcuni di loro hanno annunciato l'intenzione di fondare un'associazione a tal fine.

Prime proposte

Durante la serata informativa sono già emerse le prime idee. Un proprietario di una casa secondaria, ad esempio, ha espresso il desiderio di un'osteria, mentre un altro ha chiesto che ne sarebbe stato delle fontane del paese. «Rimarranno», hanno assicurato le autorità. Gli abitanti che invece intendono trasferirsi riceveranno un sostegno pari a 82,5 milioni di franchi, credito approvato dall'assemblea comunale a luglio. La parte più consistente di tale somma sarà a carico del Cantone e della Confederazione. Ora spetta al Governo cantonale approvare il progetto. Successivamente, tutti coloro che lo desiderano potranno trasferirsi entro cinque anni. Ogni singolo ricollocamento dovrà tuttavia essere nuovamente approvato dal Cantone. Una volta ottenuto il via libera, le case interessate saranno demolite, il terreno passerà al Comune e gli interessati riceveranno il denaro.

Futuro incerto

Negli ultimi mesi la situazione nel villaggio si era notevolmente stabilizzata grazie alla realizzazione di un tunnel di drenaggio.

Da quasi sei mesi gli abitanti sono tornati a vivere nel paesino di montagna, dopo averlo dovuto abbandonare più volte per diversi mesi. I costi del trasferimento potrebbero quindi risultare inferiori, poiché alcuni abitanti hanno deciso di rimanere. Tuttavia, non è ancora possibile escludere al 100% che in futuro si possano verificare nuove evacuazioni.