Sicurezza

UPI: «Ogni anno 23 bambini muoiono in Svizzera per infortuni, la metà ha meno di 5 anni»

Prevenzione, Vision Zero e intelligenza artificiale: un nuovo programma per ridurre i rischi
© TATIANA SCOLARI
Red. Online
07.10.2025 10:13

In Svizzera ogni anno 23 bambine e bambini di età compresa tra 0 e 15 anni perdono la vita a causa di un infortunio, e quasi la metà di loro ha meno di 5 anni. La maggior parte degli incidenti si verifica in casa. È quanto emerge da una nuova analisi dell’Ufficio prevenzione infortuni (UPI), che sottolinea come questi episodi non rappresentino soltanto drammi individuali, ma pongano anche una sfida per l’intera società, generando costi materiali stimati in 800 milioni di franchi l’anno.

Le dinamiche più frequenti in ambito domestico includono soffocamento, annegamento e cadute dall’alto.

Un sano sviluppo psicomotorio richiede che i più piccoli esplorino liberamente l’ambiente che li circonda. Tuttavia, la loro naturale curiosità e vivacità non sono ancora sostenute da competenze motorie e cognitive sufficienti per riconoscere i pericoli e reagire in modo adeguato. Ciò li espone a rischi in casa, in giardino, nel quartiere o durante il gioco.

Secondo l’UPI, le cause degli infortuni gravi sono molteplici e spesso derivano da una combinazione di fattori sfavorevoli: piccoli oggetti ingeribili, finestre e specchi d’acqua non messi in sicurezza, prodotti non sicuri, mancanza di sorveglianza e informazione insufficiente dei genitori. Molti di questi pericoli, però, possono essere notevolmente ridotti o addirittura eliminati.

L'analisi della sicurezza

La nuova analisi dell’UPI ha identificato i principali fattori determinanti degli infortuni infantili mortali e ha dedotto i possibili interventi di prevenzione. Le misure individuate si basano su approcci strutturali, sociali e individuali.

Mentre i fattori individuali, come lo sviluppo del bambino, sono influenzabili solo in parte, le condizioni ambientali offrono ampi margini di intervento. Le misure più efficaci sono quelle che agiscono su più livelli. Un esempio: gli episodi di annegamento possono essere prevenuti se biotopi, stagni e piscine sono dotati di protezioni costruttive, se genitori e professionisti sono sensibilizzati e se i bambini piccoli sono costantemente sorvegliati e tenuti a portata di mano.

Con il nuovo programma pluriennale 2026–2030, l’UPI lancia la Vision Zero per gli incidenti infantili mortali: nessuna bambina e nessun bambino dovrebbe perdere la vita a causa di un infortunio. Per raggiungere questo obiettivo, l’UPI chiede che la prevenzione venga integrata più a fondo nelle politiche di sanità pubblica.

L’analisi fornisce evidenze scientifiche utili a rafforzare la prevenzione e propone l’elaborazione di una roadmap nazionale, ispirata a modelli internazionali, per coordinare misure, definire priorità e ottimizzare risorse. L’UPI intende discutere questa proposta con Confederazione, Cantoni e altri attori attivi nella sicurezza infantile.

L'intelligenza artificiale per la ricerca

L’analisi sottolinea inoltre il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella ricerca sugli infortuni. In collaborazione con la ZHAW e con l’Ospedale pediatrico universitario di Zurigo, l’UPI ha sviluppato un progetto che utilizza modelli di machine learning per analizzare le cartelle cliniche elettroniche.

Le descrizioni contenute nei testi anamnestici si sono rivelate una fonte preziosa: da queste informazioni è possibile estrarre dati relativi a dinamica, luogo, attività, orario e prodotti coinvolti negli incidenti. Questo approccio permette un monitoraggio quasi in tempo reale degli infortuni infantili e colma le lacune statistiche esistenti.

Integrata con le competenze dell’UPI, l’IA offre una comprensione più approfondita delle dinamiche, in particolare degli incidenti gravi, e contribuisce quindi in modo significativo alla realizzazione della Vision Zero.