Ursula von der Leyen candidata per il secondo mandato

Il Consiglio europeo ha approvato, a maggioranza, le nomine dei top jobs: l'ex premier socialista Antonio Costa sarà presidente del Consiglio europeo; Ursula von der Leyen è destinata per guidare la Commissione per un secondo mandato; Kaja Kallas è indicata come Alto rappresentante per la politica estera.
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, è stata nominata dal Consiglio europeo per un secondo mandato alla presidenza. Dovrà essere confermata dal Parlamento europeo nel voto che dovrebbe tenersi il 18 luglio a Strasburgo.
Le reazioni
«Sono onorata di essere stata nominata candidata ad Alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza. La vostra fiducia significa molto. Dobbiamo continuare a lavorare insieme per garantire che l'Europa sia un partner globale efficace per mantenere i nostri cittadini liberi, sicuri e prosperi». Lo scrive su X la premier estone, Kaja Kallas, designata come capo della diplomazia europea dal vertice UE.
Il premier polacco, Donald Tusk, plaude all'accordo sui top jobs oltre che alle proposte per la difesa. «Kaja, Ursula e Antonio accettati. Accettati i piani di difesa. Soddisfazione. Per la Polonia e per l'Europa», scrive il primo ministro in un tweet.
Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha ufficializzato su X le scelte del vertice UE per le nomine dei top jobs: Ursula von der Leyen (Ppe, Germania) alla Commissione europea; Antonio Costa (Pse, Portogallo) al Consiglio europeo e Kaja Kallas (Renew, Estonia) Alto rappresentante dell'UE per la Politica estera.
Von der Leyen viene quindi proposta all'Eurocamera dal Consiglio europeo per un secondo mandato a capo della Commissione Ue. Il voto della Plenaria su von der Leyen è atteso a luglio. A questo voto è legato anche quello di Kaja Kallas: la premier estone è stata anche lei proposta dai leader europei come Alto Rappresentante per la politica estera. L'ex premier portoghese Costa succederà a Charles Michel alla guida del Consiglio europeo. Per lui non serve la ratifica della Plenaria.