Utile in calo per l'Aeroporto di Ginevra, pesa anche la guerra in Iran

Profitti in lieve calo nel 2025 per l'aeroporto di Ginevra, che guarda nel frattempo anche con una certa preoccupazione al conflitto in Medio Oriente.
La società di gestione Genève Aéroport ha chiuso l'anno scorso con un fatturato di 539 milioni di franchi, in crescita dell'1% rispetto all'anno precedente, mentre la frequentazione si è attestata a 17,9 milioni di passeggeri, sostanzialmente stabile (+0,3%) e vicina ai livelli pre-pandemia. L'utile netto è invece sceso a 53 milioni, contro i 55 milioni del 2024. L'azienda giudica comunque soddisfacente il risultato, in un contesto di crescita del traffico molto moderata.
Rallenta l'attività verso il Medio Oriente
A pesare sui conti potrebbe inoltre quest'anno contribuire la guerra in Iran. Secondo il presidente della direzione Jean-François de Saussure dalla fine di marzo si è registrato un rallentamento delle attività verso il Medio Oriente: undici compagnie aeree che operano su paesi come Emirati Arabi Uniti, Qatar, Israele e Libano hanno ridotto o sospeso i voli, con una perdita settimanale per l'aeroporto di circa 450.000 franchi tra tasse di atterraggio e tasse passeggeri non incassate. I voli interessati rappresentano il 4% dei movimenti annui e il 5% dei viaggiatori.
Settore merci e rincaro del carburante
Soffre anche il settore merci: Dubai, prima destinazione per il cargo con il 30% del volume, è attualmente ferma. Sul fronte dei costi, il rincaro del carburante potrebbe tradursi in un aumento del biglietto tra i 5 e i 10 franchi per i voli europei, con effetti negativi sulle prenotazioni. Nonostante le incertezze, De Saussure segnala comunque una crescita dei voli diretti verso l'Asia, che hanno intercettato viaggiatori in precedenza in transito nel Golfo Persico.