Berna

Verso un divieto dei petardi in Svizzera

La Commissione della scienza dell'educazione e della cultura degli Stati (CSEC-S) è infatti favorevole al controprogetto indiretto, già adottato dal Nazionale e che prevede tale proibizione, all'iniziativa popolare che intende vietare i fuochi pirotecnici
Shutterstock
Ats
05.05.2026 17:33

Anche se manca l'avallo definitivo del Parlamento, è assai probabile che lo scoppio di petardi verrà vietato in Svizzera. La Commissione della scienza dell'educazione e della cultura degli Stati (CSEC-S) è infatti favorevole al controprogetto indiretto, già adottato dal Nazionale e che prevede tale proibizione, all'iniziativa popolare che intende vietare i fuochi pirotecnici.

L'iniziativa

Quanto all'iniziativa, si legge in un comunicato odierno dei servizi parlamentari, anche la CSEC-S propone di respingerla. Tuttavia, come indicato dalla Camera del popolo, intende proibire quei fuochi d'artificio destinati esclusivamente a produrre uno scoppio. Come il Nazionale, la commissione intende rinunciare all'estensione dell'obbligo di ottenere un permesso per i fuochi d'artificio della categoria F3 (grandi razzi per esempio). Una minoranza insiste invece sulla necessità di estendere un simile obbligo. La CSEC-S si discosta dal Consiglio nazionale su un punto: con 5 voti a 4 propone di sottoporre l'accensione di fuochi d'artificio che presentano un rischio medio o elevato all'obbligo di autorizzazione cantonale.

Crans-Montana

A seguito dell'incendio di Crans-Montana (VS), la CSEC-S ha anche valutato l'ipotesi di vietare i fuochi d'artificio nei luoghi chiusi accessibili al pubblico. A tal fine, ha chiesto all'Amministrazione un approfondimento sul divieto di fuochi d'artificio già emanato dall'Autorità intercantonale per gli ostacoli tecnici al commercio, entrato in vigore da inizio aprile in tutti i Cantoni. La commissione accoglie con favore tale misura, approvata all'unanimità dai Cantoni. In tale contesto, la CSEC-S rinuncia a sovrapporre a tale divieto una normativa nazionale.

I dibattiti al Nazionale

L'11 dicembre scorso, il Consiglio nazionale aveva approvato il controprogetto indiretto per 97 voti a 85 (sette astenuti) all'iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d'artificio». Quest'ultima, presentata nel novembre 2023, chiede una maggiore protezione delle persone, degli animali e dell'ambiente dal rumore e dalle emissioni a essi legati. Nello specifico, intende vietarne la vendita e l'uso ai privati, tranne per quelli che non causano frastuono, come bengala o vulcani. Prevede alcune eccezioni per i grandi eventi sovraregionali, come le celebrazioni del 1° agosto, sulla base di deroghe concesse dai Cantoni. Durante le discussioni in aula, sostanzialmente tutti si sono opposti all'iniziativa. Ma per rispondere alle preoccupazioni della popolazione, che secondo un sondaggio approverebbero l'iniziativa«, si è optato per una controproposta a livello di legge. Quest'ultima rinuncia a un divieto generalizzato, ma proibisce i fuochi d'artificio destinati esclusivamente a produrre uno scoppio senza effetti luminosi, vedasi i petardi. Nel plenum UDC e PLR hanno combattuto, invano, anche questa proposta alternativa, giudicando che si spingesse a sua volta troppo oltre.