Votazioni

Verso un «sì» alla riforma sul servizio civile, incertezza sull'iniziativa UDC

Se il popolo avesse votato già alla fine di aprile o all'inizio di maggio sull'Iniziativa per la sostenibilità, il 47% degli intervistati l'avrebbe accettata e il 47% l'avrebbe respinta
Gabriele Putzu
Ats
08.05.2026 07:15

Secondo il primo sondaggio della SSR pubblicato oggi in vista delle votazioni federali del 14 giugno la modifica della legge sul servizio civile dovrebbe essere approvata. Per l'iniziativa dell'UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!» l'esito del voto è ancora incerto.

Iniziativa sostenibilità

Se il popolo avesse votato già alla fine di aprile o all'inizio di maggio sull'Iniziativa per la sostenibilità, il 47% degli intervistati l'avrebbe accettata e il 47% l'avrebbe respinta. La quota degli indecisi ammonta al 6%, rivela l'indagine condotta dall'istituto di ricerche gfs.bern per conto della SSR. Circa l'80% degli interpellati andrà sicuramente a votare sul progetto in materia di immigrazione. Mentre il consenso tra le file dell'UDC è molto alto e una netta maggioranza intende votare a favore dell'iniziativa, quest'ultima è nettamente respinta dai sostenitori dei partiti di sinistra. Tra gli altri partitti borghesi il testo è controverso, ma sia i simpatizzanti del PLR che quelli del Centro tendono lievemente al «no». Chi non è invece legato ad alcun partito tende al «sì».

Questione fiducia

Un altro fattore fondamentale è la fiducia nel Governo. Le persone che nutrono scarsa fiducia nel Consiglio federale sostengono l'iniziativa con una frequenza nettamente maggiore, mentre la maggioranza di quelle che mostrano un'elevata fiducia nell'esecutivo la respingono. Si delinea così un'importante linea di demarcazione tra i gruppi di popolazione critici nei confronti del sistema e quelli che ripongono fiducia in esso, rileva gfs.bern.

Rispetto ai fattori politici le caratteristiche sociodemografiche rivestono un ruolo secondario. Si riscontrano per contro differenze tra le diverse regioni linguistiche: in Romandia il rifiuto è leggermente più marcato (53% di contrari, 36% di favorevoli) e l'opinione pubblica non si è ancora stabilizzata (11% di indecisi), mentre nella Svizzera tedesca (45%/50%/5%) e in quella italiana (46%/52%/2%) il quadro appare più equilibrato. Nel complesso, tuttavia, l'iniziativa rimane controversa in tutte le regioni.

Servizio civile

Per quanto concerne la modifica della legge sul servizio civile, a sette settimane dal voto essa sarebbe stata accettata dal 52% e respinta dal 40% degli interrogati. L'8% era ancora indeciso. E solo il 57% degli interpellati ha dichiarato di avere la ferma intenzione di andare a votare sulla riforma. La divisione più marcata nelle intenzioni di voto si riscontra in base all'affinità partitica: mentre i simpatizzanti dei Verdi e del PS respingono nettamente la proposta, il consenso è chiaramente più elevato tra gli elettori dell’UDC e del PLR. Anche i sostenitori del Centro e, di misura, gli indipendenti si schierano a favore della proposta. La maggioranza degli elettori vicini al PVL, invece, la respinge.

Chi la sostiene

A livello politico si osserva che gli elettori critici nei confronti del Consiglio federale sostengono la riforma in misura maggiore rispetto alle persone che vi ripongono fiducia. Stando a gfs.bern ciò contraddice il modello abituale, secondo cui i progetti delle autorità ottengono risultati migliori tra chi ha fiducia in esse. Si notano, inoltre, effetti legati all'età e al genere: mentre gli under 40 anni vedono la modifica legislativa in maniera prevalentemente critica, la maggioranza delle persone di età compresa tra i 40 e i 64 anni, così come i pensionati, si esprime in modo favorevole nei confronti della riforma.

La maggioranza degli uomini si dichiara favorevole alla modifica della legge sul servizio civile, mentre tra le donne si registra una situazione di parità. Si notano anche effetti legati alla classe sociale, ma sono meno marcati, secondo l'istituto di ricerche.

Differenze regionali

Nella Svizzera tedesca (56%) il consenso è superiore a quello della Svizzera italiana (50%) e, in particolare, della Romandia (40%). Gli indecisi sono molto più numerosi a sud delle Alpi (21%) e nella Svizzera romanda (13%) che in quella tedesca (6%). In questa fase iniziale, la maggioranza degli interpellati romandi si esprime in contro il progetto (47% di «no»), mentre nella Svizzera italofona si riscontra ancora un numero relativamente elevato di indecisi.

Affluenza prevista e sondaggio

Per entrambi i temi gfs.bern si aspetta un'affluenza superiore alla media alle urne il 14 giugno. Il sondaggio è stato condotto tra il 20 aprile e il 3 maggio su un campione di 19.728 aventi diritto al voto in tutto il Paese. Il margine di errore è di +/- 2,8%.