Volano sassi e bottiglie al presidio contro Vannacci

Si sono ben presto scaldati gli animi, ieri sera, davanti all’hotel Coronado a Mendrisio. A tal punto che la polizia, in tenuta antisommossa, è dovuta intervenire, attivamente, in due distinte occasioni. All’interno della struttura era tutto pronto per la serata organizzata dalla sezione cittadina dell’UDC che ha visto protagonista l’europarlamentare ed ex generale italiano Roberto Vannacci (vedi sotto). Così come era pronta, all’esterno, la manifestazione di protesta. Alle 19.20, come da disposizioni, è stata chiusa una parte di via Borromini. I manifestanti – all’inizio all’incirca un centinaio – hanno srotolato due striscioni: «L’odio non è un diritto!» e «No al fascismo». Il tutto in un clima piuttosto rilassato, accompagnato da qualche slogan Il presidio – al quale hanno aderito MPS, PS Mendrisiotto, Io l’8 ogni giorno, Mendrisiotto Regione Aperta, GISO, R-esistiamo, Ticino animal save – è stato organizzato per «manifestare pubblicamente l’opposizione alle idee di Vannacci» e allo stesso tempo per «affermare che Mendrisio non vuole essere uno spazio di legittimazione per l’odio, il razzismo e la discriminazione». Poco più tardi, alle 19.30, dalla parte alta di via Borromini, si è scorto un corteo composto da almeno una cinquantina di altri manifestanti. Una volta giunti all’altezza della struttura alberghiera, alcuni di essi, hanno subito manifestato l’intenzione di entrare nel piazzale. Un’azione che ha avuto quale reazione la chiusura dei cancelli d’entrata e, poco più tardi, l’intervento degli agenti in tenuta antisommossa che si sono posizionati tra il gruppo di manifestanti e, appunto, l’accesso. Animi che si sono presto surriscaldati e, tra uno «slogan» e l’esplosione di alcuni petardi, si è arrivati al «contatto». Per costringere i facinorosi a indietreggiare e mantenere una distanza di sicurezza gli agenti hanno utilizzato spray urticante.
La seconda «carica»
Un secondo intervento di polizia, più muscoloso, si è verificato una decina di minuti più tardi. Alcuni manifestanti si sono infatti posizionati al vicino incrocio di via al Gas, da dove proveniva il flusso di autovetture che si stavano recando all’evento. Un «blocco» che ha richiesto il riposizionamento di alcuni agenti per far sì che venisse ristabilita la viabilità. Azione, quest’ultima, che ha incontrato la resistenza del gruppetto di dimostranti i quali hanno preso di mira un’autovettura. È a quel che punto che, per ristabilire nuovamente l’ordine, i poliziotti in tenuta antisommossa hanno fatto indietreggiare i contestatori, utilizzando anche, in un paio di frangenti, lo sfollagente.
Si è dunque arrivati nuovamente al contatto al quale ha fatto seguito il lancio di alcuni sassi e di alcune bottiglie di vetro. Due, quindi, le «cariche» effettuate dalle forze dell’ordine.
In un clima teso, ma senza ulteriori interventi, la contestazione all’esterno del Coronado è continuata a suon di musica e di discorsi contro l’odio, il razzismo e il fascismo. Il tutto, condito da qualche coro contro la polizia. La situazione, in via Borromini, è tornata pian piano alla normalità a partire dalle 21.30: alcuni manifestanti hanno abbandonato il luogo alla spicciolata, altri hanno intrapreso la strada verso la stazione ferroviaria.
