«Voleva iniziare una nuova vita in Svizzera»: chi era la vittima della sparatoria del rave

«Voleva ricominciare da capo e ricostruirsi una vita in Svizzera»: è quanto raccontano amici e conoscenti della giovane italiana che ha perso la vita nella sparatoria avvenuta al termine del rave party di Aarau, nella notte tra sabato e domenica. La 22.enne, come riportano diverse testate italiane e d’Oltralpe, veniva da Atri, una cittadina dell’Abruzzo, era di origini rom, e aveva deciso di cercare un futuro migliore andando a lavorare in Svizzera.
Sempre con il sorriso
«Aveva alle spalle un passato difficile, veniva da una famiglia con difficoltà economiche. I genitori si erano separati e lei non aveva a disposizione grandi somme di denaro», racconta al Corriere della Sera un vicino di casa che abita nello stesso palazzo dove la 22.enne viveva da meno di un anno. Era solo da qualche mese che la giovane era giunta Oftringen, a pochi chilometri da Aarau, dove si dava da fare con alcuni lavori salutari, in particolare nel settore della ristorazione. «Voleva costruirsi un futuro, essere indipendente», spiega il vicino. «Non faceva mistero delle sue difficoltà ma aveva sempre il sorriso sulle labbra, era una ragazza semplice, dolce e affettuosa con una grande voglia di vivere». Non solo. «Amava molto passare il suo tempo con i bambini del vicinato e spesso si prendeva cura di loro con piccoli regali o giocandoci insieme». Un’altra grande passione della 22.enne era la musica techno, riporta ancora l'uomo al Corriere della Sera. «Se c'era un concerto da qualche parte, cercava sempre di esserci. Non si perdeva mai una festa ed era spesso in giro con gli amici».
Tre ipotesi
Ancora non è stato possibile chiarire l'identità di chi ha esploso i colpi al termine del rave. E nemmeno delineare chiaramente il movente. La polizia, al momento, sta seguendo tre ipotesi: un attacco terroristico, una sparatoria indiscriminata o un'attività criminale di natura sconosciuta, come ad esempio una vendetta nell'ambiente della malavita, aveva spiegato ieri il comandante della polizia cantonale argoviese Michael Leupold in una conferenza stampa. Gli autori del reato sono fuggiti dopo il fatto. Sono in corso ricerche in tutta la Svizzera, con la collaborazione dell'Ufficio federale di polizia (fedpol) e del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), nonché di altre forze di polizia, soprattutto a Soletta. Sono coinvolte anche le forze dell'ordine tedesche. Gli spari sono stati esplosi in due luoghi diversi, ha inoltre indicato il comandante. Alcuni testimoni oculari avrebbero visto due autori del reato. Tuttavia, la questione non è ancora chiara. Leupold ha cercato di evitare qualsiasi speculazione. È infatti possibile che una persona sola abbia sparato con due armi.
