Politica

Votazioni del 27 settembre, spesi quasi 8 milioni per le campagne

Lo ha comunicato oggi il Controllo federale delle finanze (CDF)
© Gabriele Putzu
Ats
28.08.2026 10:45

Sostenitori e oppositori hanno messo a budget complessivamente 7,86 milioni di franchi per le campagne in vista delle votazioni del 27 settembre. Per l'Iniziativa sulla neutralità sono stati dichiarati circa 5,51 milioni. Lo ha comunicato oggi il Controllo federale delle finanze (CDF).

La campagna per il «sì» all'iniziativa «Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)» dispone di un budget di 3,84 milioni di franchi. È finanziata dal comitato «Preservazione della neutralità svizzera», precisa il CDF.

L'ex consigliere federale dell'UDC Christoph Blocher ha versato di tasca propria oltre 2 milioni di franchi, mentre l'associazione Pro Svizzera 1,3 milioni.

Molto meno denaro è stato investito per la campagna degli oppositori al testo: il comitato interpartitico «No all'iniziativa sulla neutralità» ha raccolto la maggior parte degli 1,67 milioni di franchi di donazioni dichiarate.

La Federazione svizzera delle imprese (Economiesuisse) vi ha contribuito con la quota maggiore, pari a 1,2 milioni di franchi. Si aggiungono fondi del Partito socialista (367'000 franchi) e di Operazione Libero (100'000 franchi).

Iniziativa sull'alimentazione

La campagna sull'iniziativa popolare «Per un'alimentazione sicura - mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull'alimentazione)» è invece costata complessivamente 2,35 milioni. L'associazione «Acqua pulita per tutti», che sostiene il testo, ha dichiarato 720'000 franchi, contro 1,63 milioni da parte degli oppositori.

In questo caso, la campagna per il «no» è sostenuta soprattutto dalle organizzazioni dell'industria della carne e del latte, nonché dall'associazione dei produttori delle uova svizzere (Gallosuisse) e dall'Unione svizzera dei contadini (USC).

Doppioni

Gli attori politici sono responsabili dell'esattezza dei dati dichiarati, rileva il CDF. Le cifre non sono definitive. Il Controllo federale delle finanze deve ancora procedere a ulteriori verifiche.

Quest'ultimo ricorda inoltre che a volte può capitare che uno stesso versamento venga dichiarato da più attori. È il caso, ad esempio, quando un'organizzazione che conduce una campagna decide di mettere a disposizione di un'altra organizzazione una parte dei fondi della propria campagna. In una situazione del genere, le entrate in questione saranno dichiarate due volte: prima come fondi propri, poi come donazioni.

Per legge gli attori politici sono tenuti a dichiarare le campagne il cui bilancio supera i 50 mila franchi e le donazioni superiori ai 15 mila franchi. I loro nomi sono pubblicati online dal CDF.