Ticino

Votazioni dell’8 marzo, tre «no» dall’OCST

Secondo il Comitato direttivo, il modello proposto dall’iniziativa contro il dumping «aumenta la burocrazia, ma non interviene sui meccanismi che permettono il fenomeno»
Red. Online
13.02.2026 15:22

Tre «no». È questa, in estrema sintesi, la posizione del Comitato direttivo dell’OCST per le tre iniziative in votazione il prossimo 8 marzo. Partendo dalla Legge federale sull’imposizione individuale, l’OCST «sottolinea che il sistema attuale pone delle questioni di equità: innanzitutto, nella dichiarazione d’imposta per i coniugi, il reddito della donna è considerato come accessorio a quello dell’uomo. In secondo luogo, il cumulo dei redditi tende a creare un disincentivo al lavoro della donna». Tuttavia «il modello proposto dall’iniziativa aumenta la burocrazia, favorisce i redditi elevati e genera importanti perdite di gettito fiscale. È alto il rischio che le perdite fiscali vengano compensate con aumenti delle imposte, riduzione delle prestazioni e dei servizi alla popolazione, o l’introduzione misure di risparmio a carico del personale pubblico e sociosanitario».  

Il dumping

Per quanto concerne l’iniziativa «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!», proprio per la natura strutturale del dumping in Ticino, negli anni si è reso necessario introdurre strumenti specifici. Parallelamente, l’Ispettorato del lavoro e le commissioni paritetiche mantengono stabilmente il primato nazionale per numero di controlli effettuati. Questo approccio «ci ha portato alla situazione odierna, ovvero un sistema in grado di individuare le infrazioni con rapidità e di sanzionarle altrettanto rapidamente», scrive l’OCST. Inoltre, «grazie al volume elevato di controlli, le statistiche disponibili fotografano già oggi in modo molto preciso la realtà del mercato del lavoro ticinese». Il problema, tuttavia, «è che si tratta in larga misura di dumping legale rispetto al quadro normativo vigente». L’iniziativa «non interviene sui meccanismi che permettono il dumping, ma si limita a produrre ulteriori dati su fenomeni che conosciamo già a fondo, appesantendo in maniera esagerata l’apparato dell’Ispettorato. Non fornisce nessuno strumento nuovo per combatterlo in quanto non introduce mezzi sanzionatori aggiuntivi, non rafforza i livelli salariali minimi e non interviene sulle condizioni normative che rendono possibile il dumping legale».

L’iniziativa SSR

L’OCST reputa che un’informazione di qualità e disponibile per tutti sia essenziale per la democrazia. Ha inoltre a cuore l’occupazione e i salari nel nostro cantone. L’iniziativa «vuole colpire in maniera distruttiva il servizio pubblico radiotelevisivo, dato che la sua riuscita provocherebbe, secondo le stime, la perdita di quasi 700 posti di lavoro, considerando anche le aziende che beneficiano dell’indotto della SSR». In questo modo «metterebbe anche a rischio la capacità della SSR di rispondere all’importante compito di informare la popolazione e di produrre contenuti nelle quattro lingue nazionali».