Vuoi diventare svizzero? Ecco l’app che ti prepara all’esame

«Il mio esame scritto è tra due settimane. L’indicatore dell’applicazione segna il 100%, vedremo come andrà». Il riferimento è alla prova di naturalizzazione per ottenere il passaporto svizzero che Vincenzo Casini affronterà tra poco. Lui è un 43enne italiano che vive in Svizzera dal 2014 e di lavoro è AI Architect alla Uefa. Ma è anche la mente dietro all’applicazione «Swiss Naturalization Test», che oggi copre tutti i 26 Cantoni ed è disponibile anche in italiano.
«L’idea», ci spiega, «è nata dalla mia stessa procedura. Io e mia moglie stiamo affrontando questo percorso nel Canton Vaud e trovavo difficile studiare e prepararmi all’esame. Così, essendo uno sviluppatore, ho creato quest’applicazione: la primissima versione era una semplice pagina web creata in meno di un’ora con le domande ufficiali del mio comune, Morges». In seguito, continua Casini, «i miei cognati mi hanno chiesto la stessa cosa per Gland e lì ho notato un aspetto che ha cambiato l’intero progetto: il sistema vodese metteva a disposizione le domande con la stessa identica struttura per ognuno dei 302 comuni. Se il pattern era lo stesso, potevo coprirli tutti, e così è stato». Insomma, «una volta consolidata la base delle domande ho scelto di includere anche altri Cantoni e chiamare l’applicazione ‘Swiss Naturalization Test’ sin dall’inizio». L’ambizione, sottolinea il nostro interlocutore, «era nazionale dal primo giorno».
Da pagina web ad applicazione
«Ad essere sinceri oggi l’applicazione non è solo uno strumento per prepararsi all’esame di naturalizzazione, ma anche uno spazio per conoscere la Svizzera giocando». Un aspetto possibile «anche grazie alla scelta di affiancare alla modalità d’esame (rigorosa e nella lingua del Cantone in cui si vive), quella di gioco, libera da qualsiasi barriera e dalle lingue imposte dal proprio luogo di domicilio».
Da dove arrivano le domande?
Ma Casini come è riuscito a raccogliere tutto il materiale per far sì che in ognuno dei 26 cantoni ci si possa preparare all’esame di naturalizzazione? «Cantone per Cantone, partendo sempre dalle fonti ufficiali pubbliche», racconta, precisando di averlo fatto «con una regola di trasparenza che viene dichiarata pubblicamente sul sito del progetto: domande ufficiali dove esistono; un contenuto redatto su basi ufficiali e verificato dove non ci sono». Inoltre, «quando un utente segnala un errore, questo viene subito corretto».
Il «caso ticinese»
In questo senso «il Ticino è stato il caso più delicato, perché il Cantone non pubblica alcun catalogo di domande». Per questo «il contenuto è stato redatto a mano basandosi su fonti ufficiali». E qui «l’applicazione dichiara esplicitamente l’origine delle domande». Casini ci confida che «preferisce un candidato che sa esattamente con cosa si sta allenando a uno illuso di avere le domande vere che nessuno ha».
Il contatto con le autorità
Nel processo di creazione dell’applicazione, Casini ha avuto dei contatti con gli uffici per l’integrazione degli stranieri di alcuni comuni e cantoni. «Per il Canton Argovia, la Anlaufstelle Integration Aargau mi ha supportato nell'integrare ulteriore materiale ufficiale, quello di preparazione al colloquio. Nel canton Vaud ho ricevuto l'approvazione a integrare il materiale didattico ufficiale, anche se la collaborazione non si è ancora concretizzata. Sono in dialogo con gli uffici di Vallese e Friburgo, e nelle prossime settimane incontrerò il servizio competente di Neuchâtel. E lo dico apertamente: spero di costruire un dialogo anche con le autorità ticinesi che si occupano di naturalizzazione e integrazione. Per un progetto indipendente e gratuito, vedere gli uffici cantonali rispondere e collaborare è la conferma migliore che lo strumento serve davvero».
Studiare giocando
L’applicazione permette di prepararsi all’esame di naturalizzazione, ma anche di giocare mettendo alla prova le proprie conoscenze di civica, geografia e molto altro. Proprio in questo senso Casini ha ricevuto diversi feedback. «È la parte che mi diverte di più, perché le recensioni raccontano usi che non avevo nemmeno previsto. Un utente scrive che l’applicazione è diventata ‘un rituale quotidiano’, un’altra già naturalizzata che ‘avrebbe voluto averla quando preparava l’esame’. Poi c’è chi la utilizza sui mezzi pubblici tornando a casa dal lavoro e ‘impara senza accorgersene’, chi utilizza la modalità sugli stemmi e le mappe dei cantoni ‘come gioco educativo’». Ma c’è anche chi, grazie al suo commento, «è riuscito a riassumere perfettamente ‘Swiss Naturalization Test', descrivendola come ‘un’app pensata per tutti, per riscoprire la Svizzera in modo divertente’».
Le prime parole dell'applicazione
Da pochi giorni lo sviluppatore ha implementato anche un allenamento orale. «Il candidato ascolta la domanda pronunciata ad alta voce, oppure la legge, e risponde senza avere a disposizione delle opzioni. Solo in un secondo momento verifica quanto fatto». Ma perché tutto questo? «Per due motivi. Per fedeltà: il mio obiettivo è riprodurre le condizioni dell'esame il più possibile, e in diversi cantoni l'esame è un colloquio — mettere il candidato in una situazione reale di ascolto e comprensione fa parte della preparazione tanto quanto le nozioni. Secondo, perché l'infrastruttura che avevo costruito me lo permetteva con uno sforzo accettabile — ed è bello pensare che l'app, dopo aver imparato a camminare veloce, abbia ora detto anche le sue prime parole».
