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È quanto ha detto l'inviato speciale di Donald Trump durante una riunione del governo – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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20:36
20:36
L'IDF annuncia la morte di un secondo soldato nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha annunciato in serata la morte «in combattimento» di un suo soldato nel Libano meridionale, poche ore dopo aver riportato un'altra vittima tra le sue fila.
«Il sergente Aviaad Elchanan Volansky, 21 anni, di Gerusalemme, soldato del 77° battaglione della 7a brigata, è stato ucciso in azione nel Libano meridionale», secondo un comunicato militare.
Quest'ultimo decesso porta a quattro il numero dei soldati israeliani uccisi dal 2 marzo scorso, data della ripresa delle ostilità con il movimento islamista Hezbollah, alleato di Teheran. Israele ha annunciato la sua intenzione di rioccupare l'area a sud del fiume Litani nel Libano meridionale per ristabilire una zona cuscinetto di sicurezza.
20:07
20:07
«Abbiamo eliminato più di 750 terroristi in Libano»
''Abbiamo intensificato ulteriormente le operazioni di terra per ampliare l'area di sicurezza''. Lo ha affermato il generale Rafi Milo, capo del Comando Nord dell'esercito israeliano (Idf), durante una valutazione della situazione del Sud del Libano.
''Stiamo agendo secondo un piano sistematico per colpire e respingere il nemico per proteggere gli abitanti del nord d'Israele. Finora abbiamo eliminato più di 750 terroristi e distrutto infrastrutture in tutto il Libano'', ha aggiunto.
18:46
18:46
«A rischio gli investimenti del Golfo negli USA, la Casa Bianca è preoccupata»
L'amministrazione Trump conta su miliardi di dollari di investimenti dai Paesi del Golfo Persico per lanciare l'età dell'oro negli Stati Uniti. Ma la guerra in Iran sta infliggendo alle casse di Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi Uniti un duro colpo e all'interno dell'amministrazione iniziare a crescere la preoccupazione che non riusciranno a mantenere le loro promesse.
Secondo indiscrezioni riportate dai media americani, i Paesi del Golfo hanno fatto sapere alla Casa Bianca che sono a poche settimane di distanza dal dover rimpatriare miliardi di investimenti promessi negli Stati Uniti e se questo accadrà gli obiettivi economici del presidente potrebbero risentirne.
18:05
18:05
Swiss raddoppia i voli tra Zurigo e Delhi a causa del conflitto
Dal 1° aprile al 31 maggio Swiss raddoppierà i collegamenti tra Zurigo e Nuova Delhi, introducendo un secondo volo giornaliero oltre a quello già esistente. Lo ha comunicato oggi la stessa compagnia aerea in una nota.
L'offerta è legata alle ostilità in Medio Oriente e le conseguenti perturbazioni dello spazio aereo nella regione del Golfo, a seguito degli attacchi di Israele e Stati Uniti contro l'Iran e la rispettiva rappresaglia da parte di Teheran.
«Numerosi passeggeri di altre compagnie aeree non possono attualmente imbarcarsi sui voli originariamente prenotati con scalo nella regione del Golfo», si legge nella nota diramata da Swiss. «Per questo motivo, molti di loro stanno optando per voli diretti da e verso l'Asia». «Siamo lieti di poter offrire questo volo supplementare per Delhi nel corso dei prossimi due mesi», precisa la compagna di bandiera.
Il nuovo collegamento partirà la sera da Zurigo alle 19:35, con arrivo previsto nella capitale indiana alle 07:00. Il volo verso lo scalo elvetico invece è in partenza alle 8:40 con atterraggio a Kloten stimato per le 14:00.
17:21
17:21
«Israele avanza nel sud del Libano, 8 morti in raid aerei»
L'esercito israeliano sta avanzando sempre più in profondità nel Libano meridionale nel tentativo di assumere il controllo di due villaggi, Deir Seriane e Qantara, oltre nove chilometri dalla Linea Blu. Lo scrivono i media di Beirut, affermando che l'invasione procede sotto la copertura di intensi attacchi aerei.
Intanto, diversi raid hanno colpito il sud Libano meridionale, comprese le città di Nabatieh e Bint Jbeil. Secondo il ministero della Salute, tre persone sono state uccise a Kounine, tre a Bint Jbeil e due in un complesso commerciale a Kfar Remmane, nel distretto di Nabatieh.
17:17
17:17
Witkoff: «Segnali forti che l'Iran vuole un accordo»
Ci sono «forti segnali» che l'Iran voglia trovare un accordo. Lo ha detto l'inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, durante una riunione del governo.
«Posso riferire che abbiamo presentato un piano d'azione in 15 punti, che costituisce il quadro di riferimento per un accordo di pace. Tale documento è stato diffuso tramite il governo pachistano, che sta agendo in qualità di mediatore. Vedremo come evolveranno gli eventi e se riusciremo a convincere l'Iran che questo rappresenta un punto di svolta, per il quale non esistono alternative valide se non ulteriori morte e distruzione», ha detto Witkoff.
16:24
16:24
Al Cairo il primo volo dal Kuwait dopo settimane di stop
L'aeroporto del Cairo ha accolto questo pomeriggio il suo primo volo Kuwait Airways proveniente dall'aeroporto internazionale King Fahd di Dammam, in Arabia Saudita, anziché dall'aeroporto internazionale del Kuwait, dopo una sospensione di diverse settimane dovuta alla guerra in corso nel Golfo.
Qualche giorno fa, Kuwait Airways aveva annunciato in un comunicato stampa la ripresa dei suoi voli regolari da e per il Cairo via l'aeroporto di Dammam, in Arabia Saudita, con quattro voli settimanali il sabato, la domenica, il martedì e il giovedì.
15:29
15:29
Iran: «Risposta al piano USA inviata ieri sera, ora attendiamo»
La risposta dell'Iran alla proposta statunitense in 15 punti per porre fine al conflitto in corso è stata ufficialmente inviata agli Stati Uniti ieri sera tramite mediatori. Lo ha riferito una fonte informata all'agenzia iraniana Tasnim, aggiungendo che Teheran attende la risposta statunitense.
«Le condizioni che l'Iran intende porre in risposta includono: la fine dell'aggressione terroristica da parte del nemico, la creazione di condizioni oggettive affinché la guerra non si ripeta, la garanzia e la chiara definizione del pagamento dei danni e delle indennità di guerra, e l'attuazione della fine della guerra in tutta la regione, su tutti i fronti e nel rispetto di tutti i gruppi di resistenza che hanno partecipato a questa battaglia», ha affermato la fonte, ripetendo di fatto le stesse condizioni emerse ieri dai media iraniani.
«La sovranità sullo Stretto di Hormuz è stata e sarà un diritto naturale e legale dell'Iran. Dovrebbe essere garantita l'attuazione degli impegni assunti dall'altra parte», ha aggiunto la fonte, sottolineando che «queste condizioni si aggiungono alle richieste dell'Iran, presentate nel secondo round di colloqui Iran-Usa a Ginevra, tenutosi pochi giorni prima dell'inizio dell'attuale guerra».
15:05
15:05
Erdogan: «Netanyahu non colpisce solo l'Iran, vuole occupare il Libano»
«Il governo di (Benyamin) Netanyahu non sta solo colpendo il nostro vicino Iran ma sta anche mettendo in pratica passo per passo i suoi piani per l'occupazione del Libano». Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, tornando a definire il conflitto in Iran come «la guerra di Israele», che «sta portando prima i musulmani e poi l'intera umanità a pagare un prezzo altissimo».
Durante una riunione ad Ankara del suo partito Akp, Erdogan ha affermato che la regione «sta vivendo i suoi giorni più dolorosi dall'ultimo secolo» e «la rete genocida, accecata dall'odio, sta trascinando la nostra geografia in un disastro, nascondendosi dietro motivazioni religiose», riferisce Anadolu.
14:32
14:32
Idf: «Eliminato anche il capo intelligence della Marina dei Pasdaran»
Insieme al comandante della Marina dei Pasdaran, l'aviazione israeliana ha ucciso anche il capo della divisione di intelligence della Marina, Behnam Rezaei. Lo riferisce il portavoce dell'Idf.
«L'eliminazione dei vertici della Marina si aggiunge a quella di decine di comandanti del regime terroristico iraniano eliminati nel corso dell'operazione e rappresenta un altro duro colpo per i sistemi di comando e controllo delle Guardie Rivoluzionarie e per la loro capacità di condurre attività terroristiche in ambito marittimo contro i Paesi della regione», si legge nella nota.
13:51
13:51
Paesi del Golfo: «Vogliamo essere coinvolti nel negoziato USA-Iran»
I Paesi del Golfo hanno dichiarato di voler essere coinvolti in qualsiasi negoziato tra Stati Uniti e Iran, insistendo sul fatto che, pur avendo il diritto all'autodifesa, preferiscono la diplomazia.
«Sottolineiamo la necessità di coinvolgere i Paesi del Ccg (Consiglio di cooperazione del Golfo) in qualsiasi negoziato o accordo per risolvere questa crisi, in un modo che contribuisca a rafforzare la loro sicurezza e stabilità», ha affermato il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem AlBudaiwi, in un discorso televisivo.
AlBudaiwi ha anche affermato che l'Iran ha chiesto alle navi di pagare somme di denaro per attraversare lo Stretto di Hormuz.
AlBudaiwi ha affermato che «l'Iran impone tariffe alle navi per attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz», riferiscono Haaretz e AP, sottolineando che il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo è il primo alto funzionario ad accusare l'Iran di chiedere un pagamento per il transito sicuro attraverso lo Stretto, il passaggio all'imboccatura del Golfo Persico attraverso il quale in tempo di pace transita il 20% del petrolio commercializzato.
Al-Budaiwi, che sovrintende al blocco dei sei Paesi arabi del Golfo, Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, ha rilasciato queste dichiarazioni durante una conferenza stampa a Riad, in Arabia Saudita. In precedenza, sempre giovedì, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Giordania hanno ribadito il loro «pieno diritto all'autodifesa» contro l'aggressione iraniana.
12:17
12:17
Islamabad conferma: «In corso colloqui indiretti Usa-Iran»
«I media hanno alimentato inutili speculazioni riguardo ai colloqui di pace per porre fine al conflitto in corso in Medio Oriente. In realtà, sono in corso colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran, tramite messaggi trasmessi dal Pakistan. In questo contesto, gli Stati Uniti hanno condiviso 15 punti, attualmente al vaglio dell'Iran». Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar. «Anche Paesi fratelli di Turchia ed Egitto, tra gli altri, stanno offrendo il loro sostegno a questa iniziativa», ha aggiunto.
«Il Pakistan resta pienamente impegnato nella promozione della pace e continua a fare tutto il possibile per garantire la stabilità nella regione e oltre. Il dialogo e la diplomazia sono l'unica via da seguire!», conclude il ministro taggando anche Marco Rubio, Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
11:38
11:38
Ocse: «Se la guerra si protrae rischi per crescita e inflazione»
«Se persiste, il conflitto» in Medio Oriente «peserà sulla crescita mondiale e farà aumentare l'inflazione»: è quanto si legge nelle prospettive economiche intermedie dell'Ocse presentate oggi a Parigi.
Inoltre, secondo l'organismo internazionale, «ogni misura pubblica per ammortizzare l'impatto dell'aumento dei prezzi energetici dovrebbe essere ben mirata su coloro che hanno più bisogno». Agli stati membri viene inoltre suggerito di «conservare gli incentivi» e «ridurre il consumo energetico».
Sul più lungo termine, l'Ocse invita a moltiplicare le misure per «migliorare l'efficacia energetica al livello nazionale e ridurre la dipendenza rispetto ai combustibili fossili importati». Passi necessari, sottolinea l'organizzazione, per «consentire ai paesi di ridurre la loro esposizione alle tensioni geopolitiche future».
«Il conflitto in corso in Medio Oriente ha costi umani ed economici per i Paesi direttamente coinvolti e metterà alla prova la resilienza dell'economia mondiale», si legge nelle prospettive economiche. «La paralisi del trasporto marittimo nello Stretto di Hormuz e la chiusura o il deteriorarsi delle infrastrutture energetiche hanno causato una fiammata dei prezzi dell'energia e turbato l'offerta mondiale di energia e di altri importanti prodotti di base, come i fertilizzanti». Secondo l'Ocse, «la portata e la durata del conflitto sono molto incerti ma un prolungato periodo di aumenti dei prezzi energetici avrà per effetto di accrescere notevolmente i costi per le imprese e l'inflazione (...), con conseguenze dannose per la crescita».
L'Ocse ricorda infine che «prima dell'escalation del conflitto, la crescita globale reggeva bene, con un'attività stimolata dal vigore degli investimenti e della produzione legati all'Intelligenza artificiale (IA), come anche da favorevoli condizioni finanziarie e di bilancio».
Secondo l'Ocse, il prodotto interno lordo (Pil) mondiale dovrebbe calare dal 3,3% del 2025 al 2,9% del 2026, una percentuale invariata rispetto alle precedenti stime di dicembre. Per il 2027, l'Ocse prevede una crescita mondiale al 3,0% (una sforbiciata di 0,1 punti rispetto al precedente Outlook di dicembre).
Negli Stati Uniti, il Pil dovrebbe contrarsi dal 2,1% del 2025, al 2% del 2026, all'1,7% del 2027. Negli Usa, precisa l'organismo internazionale, «la forte espansione dell'investimento legata all'intelligenza artificiale», troverà come contraltare un ''parziale rallentamento dell'aumento dei redditi reali nonché dei consumi«. Quanto alla zona euro, la crescita del Pil dovrebbe rallentare allo 0,8% nel 2026 soprattutto a causa dell'aumento dei prezzi energetici, prima di »risalire all'1,2% nel 2027 grazie all'aumento delle spese legate difesa«. In Cina è previsto un rallentamento del Pil dal 4,4% del 2026 al 4,3% del 2027.
10:39
10:39
«Ucciso il comandante della Marina dei pasdaran»
Il comandante della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, Alireza Tangsiri, è stato ucciso in un attacco a Bandar Abbas, città costiera dell'Iran meridionale. Lo riportano i media israeliani citando un funzionario israeliano ha dichiarato.
Tangsiri, ha aggiunto il funzionario, era responsabile della chiusura dello Stretto di Hormuz.
09:15
09:15
Due persone uccise dai detriti di un missile intercettato ad Abu Dhabi
Due persone sono state uccise dall'impatto con i detriti di un missile intercettato ad Abu Dhabi, secondo quanto riportato dall'ufficio stampa dell'emirato su X. Altre tre persone sono rimaste ferite.
«Le autorità di Abu Dhabi sono intervenute in seguito a un incidente che ha coinvolto la caduta di detriti in via Sweihan, dopo la riuscita intercettazione di un missile balistico da parte dei sistemi di difesa aerea. L'incidente ha provocato la morte di due persone non identificate, tre feriti e danni» si legge nel post.
09:11
09:11
Ankara: «Petroliera attaccata nel Mar Nero»
Una petroliera gestita da una compagnia turca è stata attaccata questa mattina nel Mar Nero, probabilmente da un veicolo di superficie senza equipaggio, ha detto il ministro dei trasporti turco Abdulkadir Uraloglu.
«Una nave battente bandiera straniera, gestita da una compagnia turca, che aveva caricato petrolio greggio dalla Russia, ha segnalato un'esplosione nella sala macchine dopo la mezzanotte al nostro centro di emergenza», ha detto il ministro in un'intervista televisiva. «Riteniamo che la sala macchine sia stata presa di mira specificamente».
«Pensiamo che l'attacco non sia stato effettuato da un drone, bensì da un veicolo di superficie senza equipaggio a livello dell'acqua» ha aggiunto Uraloglu durante una diretta televisiva su 24Tv. La petroliera è stata colpita vicino a Istanbul, ha spiegato il ministro dei Trasporti, aggiungendo che i 27 membri dell'equipaggio sono illesi, riporta Anadolu. Il ministro ha aggiunto poi che le forze dell'ordine competenti sono state inviate sul posto e la situazione continua a essere monitorata attentamente.
07:25
07:25
Deputato israeliano: «Sostengo all'Idf anche se uccidono donne e bambini»
Il deputato israeliano di estrema destra Yitzhak Kroizer ha difeso l'operato delle forze di sicurezza israeliane che all'inizio di questo mese hanno ucciso a colpi d'arma da fuoco una coppia palestinese e i loro due figli piccoli.
Secondo il deputato e l'Idf, l'auto sulla quale viaggiava la famiglia era diretta a tutta velocità contro i soldati, mentre secondo altri due figli della coppia, sopravvissuti alla sparatoria, il mezzo era fermo quando l'esercito ha aperto il fuoco.
«Sostengo i soldati delle Forze di Difesa Israeliane in ogni situazione. Anche se le vittime collaterali sono donne o bambini, non mi importa», ha dichiarato Kroizer durante una sessione plenaria della Knesset, citato dal Times of Israel. «E a Jenin non ci sono civili innocenti. A Jenin non ci sono bambini innocenti», ha affermato Kroizer.
06:50
06:50
Israele: «Le difese aeree rispondono ai missili iraniani»
L'esercito israeliano ha dichiarato che oggi le difese aeree stanno rispondendo agli attacchi missilistici provenienti dall'Iran, con le sirene attivate in tutta la zona centrale di Israele, in alcune parti di Gerusalemme e nella Cisgiordania occupata. In due comunicati distinti a circa 20 minuti di distanza l'uno dall'altro, l'esercito ha affermato di aver «identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele». «I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia», si legge nelle dichiarazioni. Dopo il primo attacco, l'esercito ha dichiarato che alle persone è «ora consentito lasciare gli spazi protetti in tutte le zone del Paese». Non vengono segnalate vittime.
Gli attacchi sono avvenuti più di 14 ore dopo che l'esercito aveva annunciato l'arrivo di missili dall'Iran. Durante la notte, il centro di Israele è stato bersagliato da attacchi provenienti dal Libano, dove il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall'Iran, ha rivendicato una serie di attacchi contro siti militari. I media israeliani hanno riferito che sei razzi sono stati intercettati.
06:38
06:38
Israele: «Oltre 5.000 feriti nel Paese dall'inizio della guerra»
Il numero di persone ferite in Israele dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran ha superato quota 5.000, secondo quanto dichiarato dal ministero della Salute israeliano citato dal Guardian.
Il bilancio è di 5.165 feriti, inclusi 247 nelle ultime 24 ore, secondo un aggiornamento pubblicato sui social media. Attualmente 106 persone sono ricoverate in ospedale, di cui 12 in gravi condizioni, ha precisato il ministero.
06:37
06:37
«L'Iran prepara la legge per un pedaggio nello Stretto di Hormuz»
Il parlamento iraniano sta cercando di approvare una legge per introdurre il pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono le agenzie di stampa Fars e Tasnim citate dall'agenzia Ap.
Secondo quanto riportato, il presidente della Commissione Affari Civili del Parlamento avrebbe affermato che una bozza di legge è stata predisposta e sarà presto finalizzata dal team legale dell'Assemblea legislativa.
«Secondo questo piano, l'Iran deve riscuotere delle tariffe per garantire la sicurezza delle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz», ha dichiarato il funzionario.
«È una cosa assolutamente naturale. Come in altri corridoi, quando le merci attraversano un Paese, si pagano i dazi; lo Stretto di Hormuz è anch'esso un corridoio. Noi ne garantiamo la sicurezza, ed è naturale che navi e petroliere paghino i relativi dazi», ha aggiunto.
L'Iran chiede il riconoscimento internazionale del suo diritto di esercitare l'autorità sullo Stretto di Hormuz come una delle cinque condizioni per porre fine alla guerra in corso.
06:36
06:36
Gli Emirati Arabi Uniti «rispondono alle minacce missilistiche» dell'Iran
«Le difese antiaeree degli Emirati Arabi Uniti stanno rispondendo alle minacce di missili e droni provenienti dall'Iran». Lo ha scritto sul proprio profilo X il ministero della Difesa degli Emirati, citato da Al Jazeera sul proprio sito web e dall'agenzia Afp.
06:36
06:36
Missili dal Libano su Tel Aviv e il centro di Israele
Missili sono stati lanciati pochi minuti fa da Hezbollah dal territorio libanese su Tel Aviv e il centro di Israele. Le sirene sono scattate senza il preallarme sui telefoni cellulari, la popolazione ha avuto circa un minuto per mettersi al riparo. Secondo le prime informazioni, gli ordigni sarebbero stati intercettati. I soccorritori dell'Mda sono arrivati nei luoghi dove ci sono state cadute di schegge e frammenti di ordigni.
06:35
06:35
«Distrutti due terzi degli impianti iraniani di armi»
Gli Stati Uniti hanno distrutto due terzi degli impianti di armi dell'Iran. Lo ha detto il comandante del Comando centrale americano, l'ammiraglio Brad Cooper, in un video di cinque minuti sull'operazione Epic Fury. In totale in quattro settimane di guerra gli Stati Uniti hanno colpito 10.000 obiettivi iraniani, ha detto ancora l'ammiraglio.
06:35
06:35
USA: «Il 92% delle navi iraniane sono state distrutte»
«Il 92% delle navi più grandi della marina iraniana è stato affondato». Lo ha detto il capo del Comando Centrale americano, l'ammiraglio Brad Cooper, in un video sull'operazione Epic Fury. «Siamo convinti che Teheran abbia perso la capacità di proiettare in modo significativo la propria potenza navale e la propria influenza nella regione e nel mondo».
06:33
06:33
«L'Iran si prepara all'invasione, mine a Kharg»
L'Iran si sta preparando all'invasione di terra sull'isola di Kharg e sta piazzando «trappole» e mine in tutta la zona. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn.
06:12
06:12
«Sferrati attacchi su larga scala in Iran»
L'esercito israeliano afferma di aver sferrato «attacchi su larga scala» in Iran. Lo riferiscono diverse agenzia e media locali. In un comunicato dell'esercito si legge che le forze israeliane «hanno portato a termine una serie di attacchi su vasta scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano in diverse zone dell'Iran».
06:11
06:11
Il punto alle 6.00
«Il nostro obiettivo non è negoziare» con gli USA, ma «continuare a resistere». Lo ha affermato ieri il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha anche ribadito che lo stretto di Hormuz è «chiuso solo ai nemici».
«Al momento la nostra politica è di continuare a resistere», ha detto Araghchi alla tv di Stato, aggiungendo: «non intendiamo negoziare, finora non ci sono stati negoziati e credo che la nostra posizione sia assolutamente di principio». «Parlare di negoziati ora equivale ad ammettere la sconfitta», ha aggiunto.
«Lo stretto di Hormuz, dal nostro punto di vista, non è completamente chiuso, è chiuso solo per i nemici», ha detto ancora il ministro degli esteri, il quale ha aggiunto che «non c'è motivo per permettere alle navi dei nemici e dei loro alleati di passare». Araghchi ha affermato che le forze armate iraniane hanno già «consentito il passaggio sicuro» per le navi di nazioni amiche.
Intanto il «Wall Street Journal», citando alcune fonti, scrive che gli Stati Uniti e Israele hanno temporaneamente rimosso Araghchi e il presidente del parlamento Mohammed-Bagher Ghalibaf dalla lista degli obiettivi da eliminare, considerando che gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di colloqui.
