Hockey

Wüthrich: «Il Ticino la scelta giusta, al mercato invece non penso»

Il difensore biancoblù si gode l'ottimo avvio di stagione dell'Ambrì Piotta e si dice contento delle sue nuove responsabilità - «È bello che mi sia guadagnato la fiducia degli allenatori e che ogni tanto mi sia permesso di giocare in superiorità numerica»
©Gabriele Putzu
Thomas Schürch
Thomas Schürch
25.09.2026 09:02

Tanti minuti sul ghiaccio, impiego anche in power-play e una rete pesante messa a segno nel successo colto martedì a Bienne. Dario Wüthrich sta diventando un giocatore sempre più importante nello scacchiere dell’Ambrì Piotta, squadra in cui si sta ritagliando un ruolo di primo piano. «Non ho alcun dubbio sul fatto che venire qui in Ticino sia stata la decisione giusta», racconta il difensore al Corriere del Ticino. «È positivo che mi sia guadagnato la fiducia degli allenatori e che ogni tanto mi sia permesso di giocare in superiorità numerica, nonostante non sia proprio il mio ruolo. Siamo in attesa del ritorno di Jesse Virtanen, ma fino ad allora cercherò di svolgere il mio compito al meglio e di imparare molto». Avere così tanto tempo di gioco «è divertente e cerco di aiutare la squadra il più possibile».

Consentire ai difensori di partecipare maggiormente alla fase offensiva «rientra nella filosofia degli allenatori, anche se il mio incarico rimane quello di essere solido dietro, di dare sicurezza alla squadra e di effettuare verticalizzazioni precise, in modo che gli attaccanti possano creare occasioni da gol».

L’intesa con Pezzullo

La rete realizzata martedì alla Tissot Arena ha già permesso al numero 59 di eguagliare il suo score della passata stagione. Con 48 partite ancora da giocare, anche il miglioramento delle statistiche relative ai punti può essere uno degli obiettivi da perseguire. «Lo spero. Insomma, negli ultimi due anni ho sempre segnato un solo gol ogni campionato. Mi auguro quindi di poterne aggiungere qualcuno in più, ma vedremo». In ogni caso, come già sottolineato dallo stesso Wüthrich, il focus principale deve essere posto sulla fase difensiva. Quest’ultima, per poter funzionare, richiede una grande sincronizzazione da parte di tutti e cinque gli uomini presenti sul ghiaccio. E, soprattutto, che vi siano intesa e affiatamento tra i due terzini.

A tal proposito, il 26.enne spende parole di elogio per il suo compagno di reparto, Rocco Pezzullo. «Il gioco con lui funziona bene; tra noi vi è una buona comunicazione e insieme ci divertiamo». Inoltre, dopo ogni partita, «abbiamo modo di parlare. Disporre di un reparto arretrato solido, lavorare bene in difesa e proporre buone uscite dal nostro terzo, con azioni semplici, rende davvero divertente giocare con lui».

Nazionale e mercato

Una strada tracciata, dunque, e un lavoro costante da svolgere per continuare a crescere. E chissà che le buone prestazioni a livello di club non consentano a Wüthrich di ritagliarsi maggiore spazio anche con la Nazionale. Il bernese, lo ricordiamo, è stato convocato la prima volta nel febbraio del 2024 in occasione dei Beijer Hockey Games. Nell’aprile 2025 ha invece preso parte alla prima settimana di preparazione della selezione rossocrociata in vista dei Mondiali. L’anno scorso, ha nuovamente ricevuto la chiamata in aprile. Un tema, quello della Nazionale, su cui il terzino rimane prudente. «Al termine della passata stagione ho già avuto modo di vivere un po’ l’ambiente sotto il nuovo allenatore Jan Cadieux, ma è difficile dire come andrà in futuro. Continuerò a lavorare sodo su me stesso, in modo da poter ricevere ulteriori convocazioni».

Per il momento, però, ci sono l’Ambrì e un campionato da vivere. Il ragazzo di Trub è focalizzato sulla compagine leventinese ed evita qualsiasi distrazione. Nemmeno le voci di mercato che la scorsa primavera parlavano di un interesse del Berna nei suoi confronti, lo hanno distolto dai suoi obiettivi. «Non ho nulla di negativo da dire sui media: parlano e commentano e a me va bene così, ma io ho il mio lavoro qui. Cerco di dare il massimo e di raggiungere i traguardi con la squadra. Tutto il resto non ha importanza», conclude il numero 59.  

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