La decisione

Zali e il prelievo per la casa: giù il sipario

Il Gran Consiglio non impugnerà il decreto di non luogo a procedere del procuratore generale - Matteo Pronzini: «Non sarà il pg a farci cambiare idea»
I protagonisti della vicenda. (Foto Reguzzi)
Red. Cantone
13.03.2019 20:09

BELLINZONA - La musica non cambia. Il Gran Consiglio, come già avvenuto negli scorsi mesi nel quadro dei rimborsi spese del Governo, ha deciso di non impugnare il decreto di non luogo a procedere firmato dal procuratore generale Andrea Pagani in merito al prelievo anticipato dell’avere previdenziale – per l’abitazione primaria – effettuato dal consigliere di Stato Claudio Zali. Il rapporto dell’Ufficio presidenziale del Parlamento, che invitava a non opporsi al decreto, è stato accolto con 62 sì a fronte di 7 no. Il caso era stato segnalato in Procura dal deputato dell’MPS Matteo Pronzini, il quale aveva ravvisato un potenziale abuso di autorità nell’agire del direttore del Dipartimento del territorio. E l’unico a intervenire in aula è stato lo stesso Pronzini: «Il Consiglio di Stato - ha affermato - ha deciso di versare 700.000 franchi a Claudio Zali, ha in pratica deciso di concedergli un’ipoteca statale. A nostra conoscenza è l’unico cittadino ticinese a poter godere di un simile privilegio. Le cose stanno così e non sarà certo il muro di nebbia di citazioni e di riferimenti elevato dal Procuratore a farci cambiare idea».