Zanzara tigre, «siamo al picco stagionale, ma i numeri stanno calando»

Sarà capitato a molti in questi giorni: uscire a prendere una boccata d’aria, magari in una zona verde, e trovarsi addosso una piccola «nuvola» di zanzare, per lo più tigre, pronte a pungere. Dopo un’estate trascorsa (quasi) senza i classici fastidi causati da questi insetti, nelle ultime settimane si ha l’impressione che le zanzare siano tornate alla carica con più frequenza e assiduità di prima. Ma, questa, è solo un’impressione come spiega Eleonora Flacio, responsabile del settore Ecologia dei vettori dell'Istituto di microbiologia della SUPSI.
È ancora estate
«Quest’anno, quanto a presenza della zanzara tigre siamo più o meno ai livelli dell’anno scorso. E complessivamente, guardando i numeri, notiamo anche una leggera tendenza alla diminuzione. Possiamo dire che in Ticino il risultato, nel suo insieme, è positivo». Il fatto che vengano percepite più zanzare in questo periodo «è normale», evidenzia l’esperta. «Anche perché questo è effettivamente il periodo in cui ce ne sono di più. Il picco è tra metà agosto e metà settembre, ma la situazione è nella norma. Non dimentichiamo che siamo ancora in estate e questa è la stagione che più fa rima con zanzare». In ogni caso, sottolinea Flacio, non siamo di fronte a un incremento assoluto in termini di numeri, ma semplicemente al periodo in cui questa specie è più presente: «È il momento della loro crescita stagionale».
Inibite dalla canicola
Ad influire sulla percezione di una presenza più marcata di zanzare, oltre al ritmo naturale della specie, è stato anche il caldo. O meglio, la minore intensità del caldo. Il clima ideale per le zanzare, spiega Flacio, è infatti calore moderato e buona presenza di umidità. Non di certo le settimane canicolari che abbiamo vissuto in piena estate. «Si tratta di un dato diverso rispetto agli altri anni: in questa stagione abbiamo attraversato un periodo estremamente caldo, piuttosto secco, e molto prolungato nel tempo». Non le condizioni migliori per l’attività della zanzara tigre che, anzi, ne è risultata infastidita.
Incontri inevitabili
«Questi esemplari hanno modificato le loro abitudini: erano meno presenti durante le ore più calde della giornata e comparivano maggiormente verso sera, pungendo quindi in momenti diversi della giornata o magari entrando più volentieri nelle case, dove era meno caldo». Adesso, con le temperature ancora calde ma non canicolari, le persone tendono a uscire di più, «e così fanno anche le zanzare che sono tornate ad essere più attive». L’incontro è quindi praticamente inevitabile, così come le punture.

Le buone abitudini
Tornando ai numeri, complessivamente positivi per il Ticino, un simile risultato è dovuto anche alle buone abitudini prese della popolazione per contrastare il diffondersi di questo insetto. Prima tra tutte, il fatto di svuotare i contenitori d’acqua ferma e impedire i ristagni di quella piovana. Ma anche il trattamento con appositi prodotti delle zone a rischio. «Le abitudini della popolazione in questi anni sono notevolmente migliorate: le persone hanno capito come comportarsi per evitare il propagarsi di questi insetti. E i risultati si stanno cominciando a vedere».
Attenzione costante
Un’attenzione che, però, deve continuare con costanza durante tutta la bella stagione, considerando anche che il lungo periodo di attività della zanzara tigre inizia a maggio, «ma si trovano ancora in acqua e quindi non ce ne accorgiamo» e giugno, «quando invece cominciamo a percepirle», e va fino a metà ottobre. «Ma il tutto dipende molto dalle condizioni di caldo umido che favoriscono il loro proliferare». Importante quindi agire in maniera prolungata: «Basta prendersi qualche minuto ogni settimana e non dimenticarcene se andiamo via in vacanza». La cosa più importante, spiega Flacio, è interrompere il contatto tra gli insetti e l’acqua. «Non c’è nient’altro che funzioni bene come agire sui punti d’acqua: dobbiamo evitare che le zanzare entrino o escano dall’acqua. Una volta che gli esemplari adulti sono in circolazione c’è ben poco da fare».
I maschi sterili
Un altro punto importante nella lotta alla diffusione della zanzara tigre è quello dell’introduzione dei maschi sterili. «Questa tecnica selettiva, da noi introdotta, sta funzionando bene ma non risolve tutti i problemi», rileva Flacio. «In alcune situazioni funziona bene e in altre invece non tanto, ma può avere un effetto notevole. In alcuni casi siamo arrivati quasi ad azzerarne la presenza. È una tecnica che vorremmo mettere presto al servizio dei cittadini».
Ottimi traguardi
Il Ticino, quanto ai numeri di diffusione di questa specie, risulta essere il cantone messo meglio rispetto al resto del Paese, ma non solo: «Non ci sono altri posti in Svizzera e in Europa dove la situazione della zanzara tigre sia gestita così bene e dove le quantità siano tenute così basse. In Ticino il sistema si è insediato, a fronte di una presenza ormai ventennale di questo tipo di insetti, le persone hanno capito come comportarsi e, inoltre, utilizziamo prodotti ecologicamente compatibili e assolutamente rispettosi dell’ambiente».
