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Lo ha dichiarato il presidente ucraino in un'intervista a Reuters pubblicata sul sito web – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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18:38
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Zelensky a sorpresa a Riad: «Previsti incontri importanti»
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato oggi il suo arrivo in Arabia Saudita. La visita, non annunciata in precedenza, si inserisce nel quadro degli sforzi di Kiev per finalizzare accordi sulla vendita di droni militari con diversi Stati del Golfo.
«Sono arrivato in Arabia Saudita. Sono previsti incontri importanti», ha dichiarato sui social media, pubblicando un video del viaggio. «Apprezziamo il sostegno e sosteniamo coloro che sono pronti a collaborare con noi per la sicurezza», ha aggiunto, senza fornire ulteriori dettagli.
L'Arabia Saudita è uno dei Paesi del Golfo in cui Zelensky ha recentemente inviato oltre 200 esperti militari per condividere l'esperienza nell'intercettazione dei droni Shahed di progettazione iraniana.
Attaccata quasi quotidianamente da centinaia di questi velivoli, ora prodotti in serie da Mosca, l'Ucraina ha sviluppato una serie di sistemi di difesa economici e piuttosto efficaci, tra cui i droni intercettori. Questa competenza è molto richiesta dagli Stati del Golfo, bersaglio dello stesso tipo di droni lanciati dall'Iran in risposta agli attacchi israelo-americani a partire dalla fine di febbraio.
Dall'inizio dell'invasione russa nel febbraio 2022, l'Ucraina è diventata uno dei Paesi più avanzati al mondo nel campo dei droni militari. Il Paese conta ora centinaia di produttori che realizzano milioni di questi dispositivi, dai piccoli droni d'attacco agli intercettori progettati per distruggere i droni nemici in volo.
17:30
17:30
Trump: «Armi da Ucraina in Medio Oriente? A volte le spostiamo»
«Abbiamo molte armi e munizioni in giro per il mondo, anche in Germania per esempio. A volte le spostiamo da una parte all'altra». Così Donald Trump ha risposto ad una domanda sulle indiscrezioni del Washington Post secondo cui starebbe spostando mezzi dall'Ucraina al Medio Oriente.
10:48
10:48
Il Regno Unito autorizza l'esercito ad abbordare navi della «flotta ombra» russa
Il governo britannico ha autorizzato le sue forze armate ad abbordare e sequestrare le navi della cosiddetta «flotta ombra» russa che transitano nelle acque del Regno Unito. La misura, annunciata da Downing Street, punta a colpire duramente le imbarcazioni, soprattutto petroliere, che Mosca utilizza per aggirare le sanzioni internazionali e finanziare il conflitto in Ucraina.
Il premier laburista Keir Starmer ha dichiarato che questa decisione è fondamentale per «affamare la macchina da guerra di Putin», impedendogli di incassare i profitti derivanti dall'aumento dei prezzi del petrolio in seguito al conflitto in Medio Oriente. Le imbarcazione interessate, già sottoposte a centinaia alle sanzioni introdotte da Londra dopo l'inizio della guerra russo-ucraina, rischiano ora il fermo immediato se identificate nel Canale della Manica o in altre acque britanniche.
07:15
07:15
Nuovo attacco russo con droni nella regione di Odessa
La Russia ha lanciato questa notte un altro attacco con droni nella regione di Odessa. I droni hanno preso di mira le infrastrutture portuali e gli impianti energetici. Lo riferisce l'agenzia ucraina Rbc, citando la pagina Facebook dell'amministrazione statale del distretto di Izyum.
«Lo spazio aereo è ora libero. Il nemico ha nuovamente attaccato il porto e le infrastrutture energetiche del distretto di Izmail», si legge nel comunicato. Sarebbero stati registrati danni a Izmail e nella comunità di Vilkovo.
07:14
07:14
Zelensky: «Garanzie di sicurezza solo se cediamo il Donbass»
Gli Stati Uniti hanno subordinato la loro offerta di garanzie di sicurezza necessarie per un accordo di pace in Ucraina alla cessione da parte di Kiev dell'intera regione orientale del Donbass alla Russia. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista a Reuters pubblicata sul sito web. «Gli americani sono pronti a finalizzare le garanzie ad alto livello non appena l'Ucraina sarà pronta a ritirarsi dal Donbass», ha affermato il leader di Kiev, avvertendo che un tale ritiro comprometterebbe la sicurezza sia dell'Ucraina sia, per estensione, dell'Europa.
Lo scorso gennaio, il Financial Times aveva riferito in esclusiva, citando fonti, che l'amministrazione Trump aveva fatto sapere all'Ucraina che le garanzie di sicurezza americane sarebbero state subordinate a un accordo di pace con la cessione della regione orientale ucraina rivendicata da Mosca, tuttavia, la Casa Bianca aveva smentito categoricamente parlando di indiscrezioni «totalmente false». Sempre a gennaio, Zelensky aveva dichiarato che il documento sulle garanzie di sicurezza tra Ucraina e Stati Uniti era «pronto al 100%» e in attesa di essere firmato. Ieri, a seguito dei colloqui tra funzionari statunitensi e ucraini a Miami, ha affermato che c'era ancora del lavoro da fare.
Parlando ancora a Reuters online, il leader di Kiev ha affermato che con gli Stati Uniti ora concentrati sul proprio conflitto con l'Iran, il presidente Trump sta esercitando pressioni sull'Ucraina nel tentativo di porre rapidamente fine alla guerra scatenata dall'invasione russa del 2022. «Il Medio Oriente ha sicuramente un impatto sul presidente Trump e credo anche sulle sue prossime mosse. Il presidente Trump, purtroppo, a mio parere, continua a scegliere una strategia che esercita maggiore pressione sulla parte ucraina», ha dichiarato.
Zelensky sostiene che la Russia - che ha costantemente rivendicato i territori del Donbass ancora sotto il controllo ucraino - scommette sul fatto che Washington perderà interesse nei colloqui e si sfilerà dal negoziato.
07:13
07:13
Il punto alle 7.00
Il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov ha dichiarato ieri che «il testo dell'accordo per la risoluzione del conflitto in Ucraina non è ancora stato preparato né concordato con la parte russa».
«Non ne sappiamo nulla, perché, a mio parere, nessuno ha preparato il testo dell'accordo. O almeno, nessuno lo ha concordato o discusso con noi», ha affermato Ushakov, citato da Interfax.
Il consigliere presidenziale ha così risposto a uno dei media russi in merito alle notizie diffuse dagli Stati Uniti riguardo a un possibile accordo tra Russia e Ucraina.
Ushekov ha inoltre confermato che i negoziati tripartiti sono ancora in sospeso, «per ovvie ragioni».
