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Zelensky: pronti a scambiare tecnologia militare con i Paesi del Golfo

Lo ha affermato il presidente ucraino in un'intervista a Rai News 24 – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Zelensky: pronti a scambiare tecnologia militare con i Paesi del Golfo
Red. Online
04.03.2026 22:25
22:24
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Zelensky: pronti a scambiare tecnologia militare con i Paesi del Golfo

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky apre alla possibilità di uno scambio di tecnologie e armamenti con i Paesi del Golfo. In un’intervista a Rai News 24, il leader di Kiev ha spiegato che l’Ucraina potrebbe offrire la propria esperienza sui droni intercettori, mentre i paesi del Golfo dispongono di sistemi di difesa come i missili Patriot, di cui l’Ucraina è carente. «I Patriot non possono abbattere i droni iraniani, mentre noi abbiamo droni in grado di intercettarli», ha detto. Zelensky ha precisato che l’Ucraina non è coinvolta nel conflitto in corso con l’Iran, ma i partner del Golfo hanno mostrato interesse per la competenza maturata da Kiev. Il presidente ucraino ha riferito di aver parlato con i leader di Qatar, Emirati Arabi Uniti e con il re di Giordania, sottolineando che l’obiettivo principale resta aiutare la popolazione civile, pur ricordando che l’Ucraina «è comunque un Paese in guerra».

I negoziati con la Russia

Sul fronte del conflitto con la Russia, Zelensky ha confermato che i negoziati proseguono, anche se il vertice potrebbe essere rinviato o spostato a causa della crisi in Medio Oriente. Riguardo ai nodi della trattativa, «nel mondo si è diffusa la convinzione che le affermazioni di Putin sul fatto che se l'Ucraina cede il Donbass, la guerra finirà siano veritiere, ma intanto gli attacchi russi aumentano. Noi non crediamo alla Russia e a Putin, ma con l'aiuto di mediatori forti possiamo trovare un accordo sulla fine della guerra, visto che non ci fidiamo di loro e loro non si fidano di noi. Le condizioni devono essere tali da non doversi affidare semplicemente alle parole», ha aggiunto. «Io sono certo che la guerra continuerà. La Russia ha bisogno di tempo per prepararsi e recuperare le sue brigate. Per questo serve tempo», ha aggiunto Zelensky, respingendo ancora l'ipotesi di cedere territori: «l'uscita dal Donbass per l'Ucraina è uno dei rischi più grandi, potrebbe trasformarsi in un 24 febbraio 2022 seconda parte, un'altra invasione su vasta scala. Noi perderemmo le fortificazioni orientali e apriremmo a un'offensiva dell'esercito russo su più direzioni: la regione di Dniprov e l'est, l'area di Kharkiv, ovvero le due regioni più importanti dal punto di vista industriale».

21:04
21:04
Crisi energetica in Ucraina: arrivati a Kiev i primi generatori diesel dalla Svizzera

Sono arrivati a Kiev i primi generatori diesel inviati dalla Svizzera per aiutare l’Ucraina ad affrontare la grave crisi energetica causata dalla distruzione di numerose infrastrutture nel corso della guerra. Si tratta delle prime unità di un totale di circa 70 generatori che la Confederazione consegnerà nelle prossime settimane.

I primi generatori consegnati a Kiev

La consegna ufficiale è avvenuta oggi, 4 marzo, alla presenza del capo della cooperazione internazionale dell’Ambasciata svizzera a Kiev, Jean-Luc Bernasconi, e dei rappresentanti del servizio civile ucraino per la gestione delle catastrofi (SESU). I generatori saranno utilizzati nelle zone dove le infrastrutture energetiche sono state danneggiate o distrutte. «I generatori saranno impiegati là dove sono più urgentemente necessari», ha dichiarato Bernasconi. «Questi apparecchi possono potenzialmente giovare a centinaia di migliaia di persone». Il vicecapo del SESU, Roman Prymush, ha ringraziato la Svizzera per il rapido sostegno alla popolazione ucraina. L’aiuto arriva dopo l’appello lanciato dal presidente Volodymyr Zelensky al presidente della Confederazione Guy Parmelin e al consigliere federale Ignazio Cassis durante il Forum economico mondiale di Davos lo scorso gennaio.

Un pacchetto di aiuti da 32 milioni

L’invio dei generatori rientra nel pacchetto di aiuti energetici approvato dal Consiglio federale l’11 febbraio. Oltre ai 70 generatori diesel di diversa potenza, il programma prevede anche 18 gruppi elettrogeni a gas destinati alle società di teleriscaldamento di quattro grandi città ucraine particolarmente colpite dalla crisi energetica. I generatori diesel, acquistati da aziende svizzere, vengono caricati su camion dal 20 febbraio, in particolare nel Canton Turgovia. Le prime consegne sono arrivate in Ucraina il 24 febbraio e tutte le spedizioni dovrebbero concludersi entro la fine di marzo. Il programma è coordinato dal delegato del Consiglio federale per l’Ucraina Jacques Gerber. I 32 milioni di franchi necessari per l’acquisto del materiale, il trasporto e il coordinamento provengono dal budget della SECO, mentre la logistica è gestita dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC).

Quasi 900 milioni di aiuti svizzeri dall’inizio della guerra

Dall’inizio della guerra nel febbraio 2022, la Svizzera ha destinato quasi 900 milioni di franchi alla cooperazione internazionale a favore dell’Ucraina.

19:50
19:50
Putin: «Sappiamo che Kiev vuole far saltare i gasdotti del Mar Nero»

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che le agenzie di intelligence di Mosca hanno informazioni secondo cui Kiev sarebbe preparata a far saltare in aria i gasdotti del Mar Nero. «Ne ho già parlato: secondo le informazioni in possesso dei nostri servizi segreti, proprio come è stato fatto esplodere il Nord Stream, ora a Kiev si sta preparando un'operazione per far saltare il Blue Stream e il Turkish Stream, con il sostegno di alcuni agenti segreti occidentali», ha affermato Putin in un'intervista all'emittente televisiva Vesti.

Il presidente ha aggiunto che la Russia ha informato i colleghi turchi sulla questione. «Vedremo cosa succederà in quest'area. Ma è un gioco molto pericoloso, soprattutto oggi», ha concluso Putin, citato dalle agenzie russe. Nell'intervento Putin ha pure affermato che la Russia sarebbe in grado di interrompere le forniture di gas ai mercati europei «immediatamente» senza aspettare le restrizioni e il successivo divieto totale, previsto per il 2027. «Ora altri mercati si stanno aprendo. E potrebbe essere più vantaggioso per noi interrompere subito le forniture al mercato europeo. Per entrare nei mercati che si stanno aprendo e prendervi piede», ha dichiarato Putin.

Il presidente ha aggiunto che avrebbe incaricato il governo, insieme alle aziende russe, di esaminare la questione dell'esportazione di gas naturale verso piattaforme commerciali promettenti e ha sottolineato che non vi è alcuna motivazione politica alla base di ciò.

07:23
07:23
Mosca: «Intercettati e distrutti 32 droni ucraini nella notte»

Le difese aeree hanno intercettato e distrutto 32 droni ucraini sulle regioni russe durante la notte, ha riferito il Ministero della Difesa di Mosca, citato dalla Tass. «Durante la notte, tra le 23 ora di Mosca del 3 marzo e le 7 ora di Mosca del 4 marzo, le forze di difesa aerea hanno intercettato e distrutto 32 droni ucraini ad ala fissa: 21 sulla regione di Volgograd, quattro ciascuna sulle regioni di Rostov e Belgorod, due sulla regione di Astrakhan e uno sulla regione di Kursk», ha affermato il Ministero.

07:21
07:21
Il punto alle 7.00

Il ministero della difesa russo ha annunciato ieri la conquista di due centri abitati, nelle regioni ucraine di Zaporizhzhia e Sumy.

«Le forze armate della Federazione Russa hanno liberato il villaggio di Veselyanka nella regione di Zaporizhzhia e hanno anche preso il controllo del villaggio di Bobylivka nella regione di Sumy», si legge nel comunicato del ministero russo su Telegram.