Zone di pianificazione: «Ci siasmo subito attivati»

No, il Municipio di Stabio non ci sta e rimanda al mittente le critiche ricevute. Il tema? Il sovradimensionamento del proprio Piano regolatore e le misure da adottare affinché rientri nei parametri imposti dalla scheda R6 del Piano direttore cantonale. Il tutto prende avvio da una lettera che diverse associazioni per la tutela del territorio e dell’ambiente hanno inviato all’Esecutivo il mese scorso. Nella missiva la STAN (la Società ticinese per l’arte e la natura), i Cittadini per il territorio e l’ATA (l’Associazione traffico e ambiente) hanno infatti espresso preoccupazione per il modo in cui Stabio sta affrontando il tema delle contenibilità del proprio Piano regolatore. «Malgrado un accertato importante sovradimensionamento pari al 137% – annotano le associazioni –, non si è ancora dotato di alcuna misura per salvaguardare la pianificazione e continua a rilasciare licenze edilizie». A mente dei mittenti l’agire dell’Esecutivo non è conforme al quadro giuridico, «ancora più grave perché fatto da un’autorità e lesivo della volontà popolare». Quest’ultima affermazione richiama direttamente la votazione popolare del 2013 la quale ha portato alla modifica della Legge sulla pianificazione del territorio.
Una legge ben accolta
Ed è proprio da questo punto che parte, se vogliamo, la replica dell’Esecutivo. All’epoca della votazione, la popolazione di Stabio aveva approvato la modifica della citata legge con il 62,1% di preferenze, un’adesione superiore rispetto alla media cantonale (55,32%). Tornando, invece, alla questione principale, ovvero il Piano regolatore, il Municipio riconosce che il sovradimensionamento accertato è del 137% e, se si considerano unicamente le zone residenziali, il dato sarebbe del 328%. Il Municipio, dopo aver aggiornato i dati sulla base delle licenze edilizie nel frattempo rilasciate, ha ottenuto quale risultato il 125%. Ma, si chiarisce nella presa di posizione che accompagna la risposta alla lettera delle associazioni ambientaliste, non è rimasto con le mani in mano.
«Rammaricati»
Il Municipio, in tal senso, esprime rammarico per il fatto «che le critiche (delle associazioni, ndr.) siano state formulate senza un preventivo scambio di informazioni, che avrebbe permesso di evitare incomprensioni e di illustrare tempestivamente le misure già intraprese». Anche perché, si ribadisce, il lavoro non è mancato. «Il Municipio – si fa presente nella risposta – ha aggiornato quattro volte il calcolo del dimensionamento» e ha ricevuto dal Dipartimento del territorio «l’esame di plausibilità nel mese di maggio del 2025». Poi, si rammenta, ci si è «immediatamente» attivati con il pianificatore «per comprendere quali passi adottare». Fatti questi passi l’Esecutivo «ha quindi deciso di approvare il documento programmatico allestito dal pianificatore per la riduzione degli indici edificatori nel comparto residenziale», senza dimenticare «l’aumento dell’area verde con l’obiettivo di migliorare la qualità urbana, favorire la sostenibilità ambientale e garantire un utilizzo più equilibrato del territorio». Nella risposta si evidenzia, inoltre, l’istituzione di diverse zone di pianificazione – in attesa di riscontro – nella zona industriale «a tutela dell’area agricola, delle aree di svago, delle zone naturalistiche e del Parco del Laveggio». L’Esecutivo precisa, inoltre, di aver recentemente discusso il documento «Piano d’azione comunale», il quale sarà adottato nelle prossime settimane. Anche per questo il Municipio «ritiene di aver pienamente assolto il compito pianificatorio attribuito dalla legge».
