Tecnologia

Zuckerberg vuole un agente di AI personale per ogni dipendente di Meta

È l'indiscrezione riportata dal Wall Street Journal che spiega come Meta stia costruendo anche 'un agente di IA amministratore delegato' che lo aiuti a svolgere il suo lavoro
© EPA/JOHN G. MABANGLO
Ats
23.03.2026 14:37

Mark Zuckerberg vuole che tutti, all'interno e all'esterno della sua azienda, abbiano un proprio agente di intelligenza artificiale personale, a partire da se stesso. È l'indiscrezione riportata dal Wall Street Journal che spiega come Meta stia costruendo anche 'un agente di IA amministratore delegato' che lo aiuti a svolgere il suo lavoro.

L'agente di IA, in sostanza un software che agisce in autonomia per alcuni compiti una volta impostato, è ancora in fase di sviluppo e, secondo il Wsj, sta attualmente aiutando Zuckerberg a ottenere informazioni più velocemente ad esempio dando risposte che normalmente richiederebbero più passaggi. Ci sarebbe anche un altro strumento di intelligenza artificiale chiamato Second Brain, che può indicizzare e interrogare documenti per dei progetti.

Le indiscrezioni fanno capire come Menlo Park sia sempre più concentrata sull'intelligenza artificiale, mettendo da parte il metaverso per cui aveva cambiato il suo nome in Meta nel 2021 facendolo diventare il fulcro della strategia aziendale. Il progetto dell'agente di IA di Zuckerberg - sottolinea la testata - riflette anche la spinta della società di 78'000 persone di accelerare il ritmo di lavoro, eliminare le stratificazioni della sua struttura organizzativa e cambiare il lavoro quotidiano dei suoi dipendenti per restare competitiva con le startup di IA. «Stiamo investendo in strumenti nativi di IA affinché gli individui di Meta possano fare di più e assottigliare i team», aveva spiegato l'amministratore delegato a gennaio scorso in occasione della presentazione degli utili della società a gennaio.

Secondo indiscrezioni pubblicate dal sito Reuters la scorsa settimana, il colosso guidato da Mark Zuckerberg starebbe pianificando un taglio di circa il 20% della propria forza lavoro globale, quasi 16mila persone.