Opinione

200 franchi bastaNO anche per la società?

L'opinione del comitato di ATLaS (Associazione Ticinese Lavoro Sociale)
Red. Online
20.02.2026 16:00

Vorremmo condividere con voi uno sguardo particolare sull’iniziativa “200 franchi bastano!”. Non uno sguardo tecnico, ma uno sguardo che nasce dal lavoro quotidiano nei territori, nei servizi, nelle comunità. Perché questa iniziativa, al di là degli aspetti finanziari, tocca qualcosa di molto più profondo: le condizioni che permettono alle persone di partecipare, di capire, di sentirsi parte di una società. Ridurre drasticamente il servizio pubblico significa aumentare le disuguaglianze informative, che sono date dalla capacità (tecniche) di utilizzare servizi digitali, ed economiche per fruirne. E quando l’informazione diventa un privilegio, la partecipazione democratica e alla società stessa si indebolisce. Inoltre, dà voce a realtà e temi che altrimenti rischierebbero di sparire dal discorso pubblico. Quando una comunità non è più raccontata, diventa anche più difficile riconoscerne i bisogni, le risorse, le sfide e la storia,

Una riduzione del budget significherebbe meno strumenti per la prevenzione, meno spazi per narrazioni inclusive, meno opportunità per giovani e anziani, associazioni e servizi. I media locali e pubblici svolgono un ruolo essenziale nel raccontare e valorizzare il lavoro sociale, spesso invisibile ma fondamentale per la comunità. Grazie alla loro vicinanza al territorio, possono dare voce a operatori, volontari e persone in situazione di fragilità. Informando sui servizi e sui progetti attivi, favoriscono consapevolezza e accesso ai diritti. Inoltre, promuovono partecipazione e solidarietà, rafforzando il senso di comunità. In questo modo contribuiscono a una società più inclusiva e responsabile di partecipare alla vita culturale del Paese, di farsi conoscere e avere visibilità, in una dimensione mediatica sovraffollata e mercificata.

Citiamo anche la perdita di posti di lavoro con salari adeguati, a fronte di una crescente situazione di precarietà. In un Cantone già particolarmente toccato sotto questi aspetti, dove le opportunità formative e di lavoro si restringono di giorno in giorno, perdere una parte importante di una delle aziende più rilevanti sul territorio, che oltretutto è sostenuta più di quanto pesa proporzionalmente sui cittadini, sia al netto, sia come indotto, ci pare puro autolesionismo. Parlamento e Consiglio Federale prevedono già una riduzione delle risorse mirata a 300 chf; ci sembra inutile e dannoso agire con la mannaia quando si può agire con maggiore pragmatica e con buon senso.

Indebolire (o demolire) la SSR significa minare le fondamenta di uno dei ponti che ci tengono uniti, cosa che è per altro un processo in atto anche in altri ambiti, dove i servizi che si adoperano per tenere in vita connessioni tra soggetti e comunità vengono continuamente privati di risorse con una leggerezza disarmante e con una preoccupante mancanza di visione che tenderà, a medio termine, a generare più costi che risparmi.

Per i motivi esposti, invitiamo a votare NO all’iniziativa “200 franchi bastano”, per evitare di farci male da soli.

Il comitato di ATLaS (Associazione Ticinese Lavoro Sociale)