Agli Svizzeri in Europa nessuno ci pensa?

C’è un aspetto dell’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» di cui finora, per quanto ne so, nessuno ha parlato, e che ha delle conseguenze molto sgradevoli per i 530 000 Svizzeri residenti in un paese europeo!
Se l’iniziativa venisse accettata e si dovessero denunciare gli accordi di libera circolazione, decadrebbero anche gli accordi corollari sulle assicurazioni sociali e rientrerebbero in vigore gli accordi obsoleti del 1975. Questo significa che, concretamente, se volessi rientrare in Patria, mi ritroverei con una enorme lacuna a livello di prestazioni sociali:
- da una parte, i semestri lavorati in entrambi i paesi non sarebbero più riconosciuti nel calcolo della pensione;
- e dall’altra mi ritroverei a dover scegliere una copertura sanitaria a prezzo proibitivo presso una cassa malati svizzera o fare capo alla ‘sécurité sociale’ francese non adatta al sistema sanitario svizzero.
Ma c’è di più, quali sarebbero le conseguenze sulla vita e lo statuto delle Svizzere e degli Svizzeri all’estero senza accordo sulla libera circolazione che gli ha permesso fino ad oggi di fondare una famiglia e fare carriera in Europa?
La libera circolazione delle persone è davvero la causa della carenza di alloggi, del traffico congestionato e dei trasporti pubblici sovraffollati ai quali l’iniziativa pretende di voler porre rimedio? A me non sembra! Anzi, se la Svizzera è prospera è forse in parte anche grazie all’immigrazione degli ultimi decenni capace di colmare la carenza di manodopera di cui lo sviluppo economico ha avuto e continua ad aver bisogno.
L’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni», oltre ad essere una fregatura per tutti gli Svizzeri, è un bel calcio negli stinchi per gli Svizzeri d’Europa! Vi invito, come me, a votare NO il prossimo 14 giugno.
