Opinione

Bene dalla Svizzera senza Iva, il pagamento evita la confisca

L'opinione di Samuele Valente
©CdT/Gabriele Putzu
Red. Online
23.09.2026 17:17

In caso di introduzione in Italia dalla Svizzera di un bene senza dichiarazione doganale e senza pagamento dell’Iva all’importazione, la confisca non può essere mantenuta qualora l’obbligato provveda al pagamento integrale dell’imposta evasa, degli interessi e della sanzione pecuniaria. Il pagamento integrale delle somme dovute impedisce quindi la definitiva ablazione del bene oggetto della violazione doganale. Lo ha stabilito la vicenda definita dalle Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 24764, depositata il 25 agosto 2026. Nello specifico, il caso vedeva un viaggiatore proveniente dalla Svizzera che era stato fermato nella sala arrivi dell’aeroporto di Milano-Linate mentre trasportava un quadro di ingente valore, senza averlo dichiarato alla dogana e senza aver versato l’Iva all’importazione.

L’imposta contestata ammontava a 448.443 euro. Il bene era stato quindi sequestrato e il contribuente rinviato a giudizio. Il procedimento penale si era poi concluso con l’assoluzione. La vicenda, tuttavia, non si era fermata: trasmessi gli atti all’autorità amministrativa, l’Agenzia delle dogane aveva prima sequestrato e poi confiscato il quadro. Il contenzioso è arrivato alle Sezioni Unite per chiarire se la confisca doganale potesse continuare ad applicarsi anche all’evasione dell’Iva all’importazione dopo la depenalizzazione. La questione assumeva una specifica dimensione transfrontaliera perché l’opera proveniva dalla Confederazione: l’importazione dalla Svizzera, pur beneficiando dell’esenzione dai dazi prevista dall’accordo con la Confederazione elvetica, rimaneva soggetta all’Iva all’importazione. Nel corso del giudizio le stesse Sezioni Unite avevano sollevato la questione di costituzionalità del sistema, evidenziando la particolare severità del cumulo tra pagamento dell’Iva, sanzione pecuniaria e confisca del bene nelle operazioni con la Svizzera.

La svolta ha portato a escludere la confisca quando il contribuente abbia integralmente versato il tributo evaso, gli interessi e la sanzione. In tal modo viene meno la funzione di garanzia che può giustificare l’ablazione del bene. Nel caso in questione l’Agenzia delle dogane ha quindi annullato in autotutela il provvedimento di confisca. Le parti hanno rinunciato al ricorso e le Sezioni Unite hanno dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese processuali. La decisione ha chiuso così una lunga controversia nata alla frontiera con la Svizzera e ha fissato, attraverso l’esito del giudizio costituzionale che l’ha preceduta, un limite importante alla risposta sanzionatoria: pagati integralmente Iva, interessi e sanzioni, il bene importato irregolarmente non può essere definitivamente confiscato.