A Berlino è in gioco il futuro europeo

Ieri il cancelliere tedesco Merz si è detto sconvolto dal successo dell’AfD nelle elezioni regionali di domenica scorsa in Sassonia-Anhalt. In effetti, la valanga di voti a favore del partito xenofobo di estrema destra ha spinto verso il baratro la CDU attiva in questo Land della Germania orientale (precipitata al 17% dei consensi). Non solo: il trionfo del partito filorusso vicino all’ideologia nazista ha messo in allarme anche la dirigenza nazionale del partito cristiano democratico. Fra due settimane sono attese altre due votazioni, nella capitale Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania, e la temuta Alternative für Deutschland (AfD), rischia di nuovo di fare man bassa di voti.
A ben vedere, i sondaggi che circolavano nelle ultime settimane non davano alcuna chance di ripresa ai partiti tradizionali, considerati da molti cittadini tedeschi come formazioni incapaci di strappare il Paese dal progressivo declino economico e sociale. Il cancelliere Friedrich Merz, nonostante il pesante smacco elettorale, ieri ha detto che non intende dimettersi ed è tornato a parlare della necessità di portare avanti riforme sostanziali nel Paese. Ma chi negli ultimi anni ha abbandonato la CDU per votare AfD queste riforme evidentemente non le ha ancora viste, o non ha percepito i miglioramenti delle sue condizioni di vita che i Governi in carica avrebbero dovuto apportare.
È chiaro che stiamo vivendo anni difficili. La pandemia, l’invasione russa dell’Ucraina, i dazi addizionali imposti dall’amministrazione Trump a molti Paesi, lo scontro armato su più fronti in atto in Medio Oriente e la progressiva espansione commerciale della Cina in Oriente così come in Occidente sono fattori negativi che hanno influito pesantemente sul commercio e sull’economia mondiale. Mantenere i conti pubblici in ordine e allo stesso tempo trovare i finanziamenti per rilanciare il sistema produttivo e sociale dei singoli Stati non è certo cosa semplice. Se poi al governo vi sono coalizioni poco compatte, come è il caso della Germania, imboccare la via del rilancio con così tanti ostacoli risulta complicato.
Intanto molti tedeschi, alle prese da anni con le inefficienze del sistema politico, vedono un progressivo deterioramento delle proprie condizioni di vita. Cresce il numero di coloro che non sono più disposti ad attendere le riforme promesse, mentre sulla scena politica spuntano nuovi predicatori politici, come Ulrich Siegmund, il candidato di punta dell’AfD in Sassonia-Anhalt, all’apparenza affabili, ma in realtà serie minacce a un sistema democratico basato sulla tolleranza e sul confronto dialettico. Non stupisce pertanto che ad esultare per la recente vittoria dell’AfD vi siano personaggi poco raccomandabili, come l’ex premier magiaro Viktor Orbán che durante il suo mandato aveva messo il bavaglio ai media dell’opposizione. Oppure Vladimir Putin, che la sa lunga su come eliminare fisicamente i suoi avversari politici. In Francia, Italia e Spagna gongolano i leader dell’estrema destra che sperano di rafforzarsi grazie al travolgente successo dell’AfD in Germania. Anche Donald Trump si è da tempo messo dalla parte dei populisti europei. Un’Europa divisa dai nazionalismi sarebbe musica per il presidente degli Stati Uniti, che così potrebbe piegarla più facilmente al suo volere.
Ma questi dettagli probabilmente sfuggono a diversi elettori che si sono fatti ammaliare dalle promesse dell’AfD e si nutrono di informazioni pescate sui social e spesso colme di fake news provenienti anche dall’estero. Tra i sospetti vi è la Russia, che ha avviato una guerra ibrida contro Berlino. La palla passa ora nelle mani del Governo tedesco che potrebbe trarre beneficio da un cambio alla guida dell’Esecutivo, visto il crollo dei consensi registrato da tempo dal cancelliere Merz. Potrebbe portare benefici anche una modifica delle priorità dell’attuale dirigenza politica: più soldi per rilanciare crescita ed occupazione e meno enfasi al piano per creare l’esercito più potente d’Europa. Se un giorno l’AfD giungesse alla guida del governo federale, non sarebbe rassicurante sapere che essa potrebbe disporre di una grandiosa armata.
