Gli anticorpi della democrazia americana sono ancora vivi
La pesante sconfitta di Trump e del Partito repubblicano alle elezioni midterm mostra per la prima volta, da decenni, un'onda. Una wave che forse segna un cambiamento più strutturale e permanente. Ogni presidente degli Stati Uniti generalmente perde il Congresso alle elezioni di metà mandato, ma questa volta il rigurgito contro Trump da parte di tanti americani è stato talmente forte da portare tantissimi repubblicani, compresa una grande parte di MAGA che lo ha sostenuto in passato, a votare democratico.
Non perché sono cambiati gli elettori, ma perché Trump, secondo gli ultimi sondaggi e i risultati del voto, è stato accusato di corruzione. I cryptomiliardi alla Casa Bianca danno fastidio agli americani in un momento nel quale non riescono a pagare la benzina, il gasolio, il supermercato o le rate del mutuo. In tanti Stati tradizionalmente repubblicani, Texas, Ohio, South Carolina e North Carolina, è arrivato un democratico. Anche questo fenomeno è senza precedenti nel passato recente: zone fermamente di destra hanno cambiato direzione.
Cosa vuol dire tutto questo? Vuol dire che in Senato ci saranno 54 senatori del Partito democratico e 46 repubblicani. Pure alla Camera la grande maggioranza dei deputati è dem. Il Congresso ha ora nuovi politici che vogliono indagare, vogliono andare avanti e frenare la guerra contro l'Iran. Tra Trump e il Congresso sarà un braccio di ferro, sarà una montagna russa. Il fatto che i democratici hanno vinto così fortemente significa che gli anticorpi della democrazia americana sono ancora vivi. Ma, usando una delle mie metafore, con Trump alla Casa Bianca per altri due anni non siamo ancora «fuori dal bosco».
