Taca la bala

Il Ticino calcistico ha smarrito la capacità di formare talenti

La rubrica di Tarcisio Bullo sui fatti dello sport
Tarcisio Bullo
Tarcisio Bullo
29.03.2019 06:31

Mattia Bottani, oggi una realtà nel panorama calcistico ticinese, nel 2012 vinse il Premio Giuseppe Albertini, che viene assegnato dall’Associazione Ticinese Giornalisti Sportivi (ATGS) ai talenti calcistici del nostro cantone. A ragazzi che col pallone ci sanno fare e sono destinati ad avere un futuro.

Due passi indietro per spiegare alle giovani generazioni, nella speranza che leggano ancora i giornali, chi era Giuseppe Albertini. Un signore, in primis; un principe del microfono poi. Ex-calciatore (vestì la maglia del Locarno) divenne radio e telecronista di grande statura, per la sua pronuncia perfetta, la sua competenza, la signorilità che lo distingueva anche al microfono. Lavorò per la RSI, ma fu chiamato anche dalla RAI e da Canale 5. Quando morì, nel 1988, l’ATGS decise di ricordarlo istituendo un premio in suo onore. E quel premio, una semplice targa-ricordo che non fa crescere il valore di nessun conto in banca, è toccato - fra i tanti - a ragazzi come Marco Grassi, Massimo Lombardo, Oliver Neuville, Alberto Regazzoni, Valon Behrami, Marco Padalino, Mario Gavranovic, tutti finiti in nazionale (Neuville con la maglia della Germania).

L’ATGS ci ha quasi sempre visto giusto, anche se non tutti i ragazzi premiati sono arrivati in nazionale. Molti però hanno giocato (e giocano ancora, come Bottani, Tosetti e Rapp) in Super League, o militano in campionati esteri di prestigio, come Berardi o Decarli.

Stasera l’ATGS tiene la sua assemblea annuale e per la seconda volta in trent’anni, quel premio non sarà assegnato in mancanza di candidature adeguate. C’è un precedente, quello del 1993, ma la constatazione che il Ticino calcistico in questo momento non è in grado di esprimere un talento degno di pretendere questo premio è piuttosto inquietante.

Non basta, a smorzare quest’inquietudine, la fresca convocazione nella nazionale U21 del giovane centrocampista del Chiasso Stefano Guidotti, forse un possibile candidato a ricevere il premio nel 2020.

Andando a spulciare i nominativi delle selezioni nazionali rossocrociate giovanili, non abbiamo trovato un solo giocatore ticinese convocato per l’U20, l’U19, l’U18, l’U17. Bisogna scendere sino ai minori di 16 anni per rintracciare il bianconero Lenny Rezzonico, classe 2003, oppure sino alla selezione U15, dove spicca il nome di un altro calciatore del Lugano, Attilio Morosoli, classe 2004.

Cos’è successo nel lugano-centrico mondo del calcio ticinese in questi anni, per rendere così arido l’humus sul quale un tempo mettevano radice così tanti talenti del nostro calcio? Perché in passato, le nazionali giovanili rossocrociate erano popolate da numerosi calciatori nati e cresciuti in Ticino, mentre adesso il panorama è semplicemente desolante.

E questo, è difficile ammetterlo per chi ha sempre creduto nel progetto, a dispetto degli sforzi intrapresi e dei mezzi economici investiti per rendere competitivo il Team Ticino.

Se è vero che nell’ultimo decennio abbiamo assistito impotenti alla sparizione di una consolidata tradizione calcistica cantonale, con i fallimenti del Bellinzona e del Locarno, è altrettanto vero che la dirompente ascesa del Lugano ai vertici del calcio svizzero, con finanche una presenza europea, non ha giovato alla causa del calcio giovanile regionale.

Il Team Ticino e chi gli sta attorno, o ne vuole il comando, hanno probabilmente speso troppe energie per difendere le posizioni acquisite, per piccole lotte fratricide, per faide di paese che in definitiva non fanno gli interessi del nostro calcio, così come non lo fanno i troppi investitori - che sarebbe più giusto chiamare speculatori - arrivati da noi per colonizzare club storici, vittime di nostalgiche ambizioni, ingiustificabili alla luce dei cambiamenti avvenuti nel mondo del pallone.

C’è da essere ottimisti pensando all’evoluzione dei prossimi anni?

Disgraziatamente no: non lo dicono solo le statistiche delle presenze nelle nazionali giovanili, ma anche i venti che soffiano attualmente sul versante del calcio ticinese. Venti che segnalano burrasca.