L’opera che vorrei

Lady Godiva

La rubrica di Salvatore Maria Fares
John Collier (1850 - 1934), «Lady Godiva» (1898) Olio cm.142x183 © Herbert Art Gallery and Museum © PRO LITTERIS
Salvatore Maria Fares
Salvatore Maria Fares
07.09.2021 20:05

La bellezza della ragazza a cavallo è caratterizzata dalla leggerezza e dall’eleganza della sua nudità, non tutta scoperta ma sufficientemente per sottolineare l’emozione che suscitava e suscita questa raffigurazione. L’erotismo non c’entra se non nell’ispirazione del soggetto, che ha episodi mitologici analoghi in maestri precedenti. Lady Godiva è una bellissima giovane, nata nel 990, moglie del signore di Coventry che la usa per mettere alla prova i suoi cittadini. Le propone di girare nuda sul cavallo e se nessuno starà alle finestre o scenderà in strada per guardarla lui promette che toglierà molte tasse e balzelli opprimenti per i quali soffrivano e ai quali aspiravano i cittadini. Soltanto un giovane aprì una feritoia nella persiana di casa per guardarla e rimase così folgorato dalla sua bellezza da restarne acciecato per sempre. Episodio che in John Collier richiamava la mitologica storia di Diana e Atteone, raccontata da Ovidio nelle sue Metamorfosi, dove il giovane Atteone spia Diana e le ninfe nude che fanno il bagno in una grotta con una sorgente. Il mistero della nudità, destinata ad altri, è violato dallo spione Atteone. Diana lo scopre, gli getta addosso dell’acqua e lo trasforma in un cervo, che poi non riconosciuto dai suoi cani viene da loro sbranato. Nella reggia di Caserta il gruppo scultoreo della fontana offre un prodigio di suggestione di quel feroce castigo scolpito nei marmi ai quali lavorarono anche i Solari di Carona. Fu il primo castigo per i voyers, ripreso da grandi maestri come Tiziano.

La bellissima Lady Godiva a cavallo, con forma corporea snella e delicata, è un’immagine senza tempo, potrebbe essere anche di una rivista o film contemporaneo. Collier la volle così per evidenziare come il fine della sua nudità, voluta dal marito, dovesse suscitare erotismo affinché i cittadini non rispettassero le condizione proposte e lui fosse così legittimato a non sollevarli dalle tasse.

John Collier, che fu anche politico e scrittore, apparteneva ai preraffaelliti e la bellezza caratterizzò molte loro opere pur senza sfondi peccaminosi, sebbene attraenti. Questa donna sembra provare un suo pudore nel mostrare la nudità del suo corpo. La sua sensualità presunta invece uscirà appieno nelle forme e nei dettagli di un’opera scultorea straordinaria con la Lady Godiva di John Thomas, conservata al Maidstone Museum nel Kent, che ha trasparenze di una levigazione magistrale e la postura della donna è di toccante sensualità. Non guarda intorno, non guarda davanti a sé ma abbassa la testa, come una sottolineatura del suo pudore. La sua figura, proporzionata al cavallo, è quasi quella di una ragazzina. Evocatrice, generosa verso gli altri, anche Roberto Vecchioni la cita in una sua canzone.

Questo quadro è un esempio di come l’essenzialità della bellezza anche senza volto è un propulsore per il bene. È ben diversa da un altro suo nudo, la Lilith, vista però di fronte e avvolta da un serpente. Collier fu un artista che si mosse sul filo del moralismo ma che non ci ha privato della bellezza femminile.