L’intelligenza artificiale segna l’inizio di un’era

Quelli odierni sono tempi di grandi cambiamenti a tal punto da indurre a ipotizzare che stiamo entrando in una nuova era storica. Tutto appare vecchio e superato o molto fragile. Le crisi si moltiplicano: le guerre in Ucraina e in Medio Oriente testimoniano la crisi di un ordine mondiale basato sugli Stati Uniti, l’impoverimento del ceto medio e l’esplosione delle diseguaglianze producono la crisi delle nostre vecchie democrazie, la paura di popolazioni di culture e livelli di reddito diversi provoca la crisi della natalità e si potrebbe continuare pensando alla crisi climatica, a quella economica e via scrivendo. Ma il dato che induce a ritenere che stiamo vivendo un passaggio verso una nuova epoca storica è l’arrivo dell’Intelligenza Artificiale (IA). Infatti l’imporsi di nuove tecnologie o di grandi cambiamenti economici hanno caratterizzato le transizioni di ere nella storia. Oggi la differenza rispetto al passato sono i tempi. Mentre prima occorrevano decenni o addirittura secoli, oggi tutto sta avvenendo in pochi anni ed è tutto visibile.
L’avvento dell’AI è infatti già in corso, anche se molti non se ne sono accorti. La diffusione dell’AI è destinata a cambiare le nostre vite e il funzionamento delle nostre economie. L’IA migliorerà la nostra vita in molti campi (dalla medicina alla biologia, alla matematica e così via), ma i tempi del suo arrivo sono talmente rapidi da mettere in discussione anche le capacità di adattamento dell’essere umano che potrebbe diventare una semplice appendice delle macchine, come ha indicato chiaramente Papa Leone XIV nella sua ultima Enciclica. Anche per gli Stati i tempi di adattamento saranno molto stretti, poiché la disoccupazione è destinata a salire (alcune previsioni parlano del 30/50%). Ma probabilmente aumenterà molto meno di queste stime, poiché il forte aumento della produttività fornirà le risorse necessarie per aiutare le persone penalizzate. Dunque i vantaggi dell’IA saranno enormi, ma l’adattamento di uomini e società non sarà facile. Il maggiore pericolo di questa innovazione è un altro: l’IA potrebbe distruggere l’umanità. Questo rischio è stato evocato dagli stessi uomini impegnati a fabbricare queste macchine, che sono indipendenti, poiché oggi migliorano continuamente se stesse senza bisogno di alcun aiuto esterno.
Il rischio non è solo che tante misure di cybersicurezza sono superate, ma anche il fatto (incredibile, ma vero) che queste macchine hanno una loro personalità, per cui se a loro si dice - per esempio - di salvare gli animali in via di estinzione il loro percorso logico può essere di eliminare l’umanità dato che sono gli uomini a minacciare gli altri animali. Tutto ciò è avvenuto, poiché gli uomini della Silicon Valley, protagonisti di questa rivoluzione, non hanno lavorato in sicurezza (staccando queste macchine da Internet) e oggi sono loro stessi a chiedere di regolamentarle. Ma Donald Trump ha già detto no, poiché sull’IA si gioca la sfida geopolitica con la Cina. Per fortuna di questi pericoli si discuterà in Svizzera l’anno prossimo, ma intanto l’IA è già entrata a modellare le armi di mezzo mondo e oggi è protagonista nelle guerre in Ucraina e in Medio Oriente.
