Puntare in alto

Con la primavera Asia è piena di vitalità, di idee, di ambizioni. Durante una traversata verso Caprino con il battellino mi ha confessato di non voler rimanere solo una microinfluencer del lago e content creator. Aspira a cadreghe apicali, finita in nulla la sua candidatura alla direzione della Divisione federale degli affari spaziali. Ho pensato, ça va sans dire, che volesse proporsi alla direzione del Corriere del Ticino vantando una lunga esperienza nella realtà digitale e assidue frequentazioni del mondo che conta, talvolta anche di quello che non conta ma che crede di contare.
Invece no, m’ero dimenticato che la mia amica, in una serata di Spritz euforici, m’aveva confidato d’avere fin da giovinetta la vocazione della servitrice della cosa pubblica. Così adesso crede sia arrivata l’occasione giusta: vuole diventare cancelliera dello Stato al posto di Arnoldo Coduri che passerà a lieta quiescenza il prossimo 31 gennaio. Ritiene di avere le carte in regola, con due vantaggi: porterebbe finalmente la parità di genere ai vertici della cancelleria (sempre che il concorso non venga seppellito dai ricorsi perché il bando non è inclusivo, parla solo di «cancelliere/a», cioè al maschile e al femminile escludendo la categoria «altro») ed è un’esperta social media manager con una comprovata leadership nella community. Magari potremmo ritrovarci il Consiglio di Stato su TikTok a fare balletti e smorfiette, guadagnandoci in popolarità e forse anche in autorevolezza. Inoltre se Asia diventasse cancelliera potrei tentare di vendere il Barbera fatto col mulo per i ricevimenti governativi, spacciandolo per divino nettare del buongoverno.
Un tempo c’era chi credeva che il cancelliere fosse incaricato di aprire il cancello di Palazzo al mattino e di chiuderlo la sera, nonché di accendere il camino nella sala del Governo per bruciare documenti scomodi. Accadimenti del passato hanno alimentato molte fantasie. Sta di fatto che già il predecessore di Arnoldo Coduri, Giampiero Gianella, in un’intervista smentì di doversi occupare di cancelli e camini. Nemmeno Coduri, con quell’aria un po’ ascetica, gira tra i busti dei padri della patria con accendifuoco e mazzi di grandi chiavi tintinnanti. Chi ricopre quel ruolo deve essere soprattutto diplomatico, perfetto conoscitore del protocollo e servo silezioso dello Stato; deve avere molta pazienza e non ridere quando partecipa alle riunioni dell’odierno dream team governativo. Sono aspetti che hanno ammosciato l’ambizione della mia amica, tanto più se non può ridere e spettegolare in Rete (che è poi quello che in epoca predigitale avveniva prevalentemente in un ritrovo pubblico di Piazza Governo, ribattezzato «sartoria» per l’attività che vi svolgevano gli alti papaveri di Palazzo delle Orsoline nel tagliare i panni addosso alla gente).
Ecco allora che, prima di andare per un po’ in vacanza dopo tanti sforzi, le è venuta un’altra idea, secondo me pessima: candidarsi alla guida della Sezione dell’insegnamento medio superiore, visto che il precedente concorso e le precedenti nomine sono stati annullati, non potendo più il dream team governativo strabattersene delle sentenze del Tribunale amministrativo. Ci sono andate di mezzo due persone in job sharing alle quali non si possono attribuire le colpe dell’autorità di nomina, cioè il dream team su spinta dell’improntitudine del dream carobbiano. Faremo un salto in «sartoria» per conoscere le misure. Tra un anno saranno utili.
