L'editoriale

Quando il clima fa a pugni con la realtà

Il Piano energetico e climatico cantonale di divide tra speranze e realismo
©Gabriele Putzu
Giona Carcano
15.09.2026 06:00

Quando si discute di clima e di protezione dell’ambiente, gli intenti sono sempre nobili. Concetti come «fare la nostra parte» o «decarbonizzazione» sono ampiamente condivisi dalla politica. Insomma, a parole tutti vogliono lasciare alle future generazioni un mondo ancora vivibile. Il problema si pone quando gli stessi intenti devono tradursi in realtà. Lo si è visto chiaramente ieri, durante la lunga discussione in Gran Consiglio sul Piano energetico e climatico cantonale (PECC). Nessun partito, nemmeno l’UDC che si oppone al documento, ha messo in discussione la necessità di agire. Eppure, nonostante il testo giunto in aula fosse già un compromesso rispetto al progetto originale del Governo, la politica negli ultimi giorni ha prodotto ancora la bellezza di oltre 40 emendamenti, per tentare di ritoccare ulteriormente quello stesso compromesso. Il PS ha fatto notare che questo modo di procedere non è corretto. Del tipo: potevate dirlo prima, durante la trattazione del dossier in Commissione. Senza imboscate. Ma, al netto degli equilibri partitici e dei rispettivi interessi da difendere, resta un fatto: il cambiamento climatico è un problema universalmente riconosciuto (ognuno di noi, del resto, ha appena vissuto l’estate più calda di sempre); tuttavia, tradurre l’urgenza in fatti concreti è difficilissimo. Gli interessi in gioco, infatti, sono trasversali: da un lato l’economia, dall’altro i privati, senza contare le associazioni di categoria che intervengono nel dibattito. In fondo, è la natura stessa di questi documenti programmatici a prestare il fianco ad attacchi incrociati. Perché contengono linee guida e obblighi che coprono un gran numero di settori con un orizzonte di lunghissimo periodo. L’urgenza delle parole si scontra quindi con problemi molto più concreti che spesso annacquano (quando non affondano) interi progetti. Un esempio? Il Solar express, il programma della Confederazione per accelerare il fotovoltaico alpino. Sulla carta sembrava tutto perfetto. Nei fatti, tra ricorsi e costi superiori al previsto, si è rivelato un mezzo fallimento. Tra il dire e il «fare la nostra parte» c’è sempre di mezzo la realtà.