Ventisei cantoni

Solo donne a San Gallo

La rubrica di Moreno Bernasconi
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Moreno Bernasconi
23.02.2021 06:00

L’interpellanza presentata alcuni giorni fa al Consiglio di Stato sangallese dai granconsiglieri liberali Katrin Frick e Jens Jäger solleva un problema molto delicato. Un’alta funzionaria cantonale che si dichiara femminista può condurre una politica del personale discriminatoria nei confronti... dei maschi? Il caso sta facendo discutere non solo per il problema che solleva, ma anche perché la funzionaria al centro delle polemiche è addirittura il medico cantonale del Canton San Gallo, Danuta Zemp, una figura che – in un momento di crisi come quello della pandemia – deve poter contare sulla fiducia di tutta la popolazione: non solo di una metà del cielo. In un’intervista-ritratto rilasciata al St. Galler Tagblatt – denunciano gli interpellanti – Danuta Zemp ha affermato che «essendo femminista, ha assunto solo donne all’Ufficio del medico cantonale».

Simili dichiarazioni sono contrarie all’Articolo 8 della Costituzione federale, la quale sancisce che nessuno può essere discriminato in base alla razza, il sesso, la lingua, la religione, ecc. – sottolineano i due politici sangallesi – e contrarie anche alla Costituzione cantonale, che all’Art. 2 sancisce la protezione da ogni discriminazione e l’uguaglianza giuridica fra uomo e donna. Ciò vale a maggiore ragione per la funzione pubblica, come sottolineato dalla risposta del Governo sangallese del novembre 2020 all’interpellanza «Procedura non discriminatoria nei concorsi dell’Amministrazione cantonale»: «Il Canton San Gallo, anche nel suo ruolo di datore di lavoro, si impegna a realizzare la parità di trattamento e l’uguaglianza delle chance e contro ogni forma di discriminazione». Le domande poste dall’interpellanza sono le seguenti: «Quante persone ha impiegato il medico cantonale dall’inizio del suo mandato? E di queste, quante erano donne e quanti gli uomini? Durante la procedura di messa a concorso dei posti di lavoro in seno al Servizio del medico cantonale o di altri incarichi al Dipartimento della sanità, i candidati maschi sono stati discriminati? E i bandi di concorso indicavano che i posti erano riservati esclusivamente a donne?». Per giudizio unanime, la Signora Danuta Zemp ha svolto il suo compito di medico cantonale, in particolare durante la crisi pandemica, con grande competenza e maestrìa. Ma questa sua ultima uscita ha acceso una controversia.

Finora la diretta interessata né ha commentato l’interpellanza né ha reagito alle polemiche sorte dopo la sua intervista. E neppure il Cantone si sbilancia. In una nota stampa il portavoce del Governo sangallese ha comunicato che «Il CdS risponderà all’interpellanza seguendo la prassi ordinaria e fino a quel punto non è possibile rilasciare dichiarazioni». In attesa della risposta del Governo sangallese sui quesiti specifici posti dall’interpellanza, il caso solleva una domanda di portata generale. Ovvero se il fine delle pari opportunità per le donne giustifichi una disparità di opportunità per i maschi.