Editoriale

Sui premi giungono brutti segnali

Secondo il sito specializzato Comparis, l’anno prossimo il premio medio di cassa malati aumenterà a livello nazionale del 3,7%, «in linea con la crescita dei costi»
©CdT/Chiara Zocchetti
Giovanni Galli
19.05.2026 06:00

Prepariamoci a mettere nuovamente mano al portamonete. Secondo il sito specializzato Comparis, l’anno prossimo il premio medio di cassa malati aumenterà a livello nazionale del 3,7%, «in linea con la crescita dei costi». Se confermato, sarebbe l’incremento più basso degli ultimi cinque anni. Ma sarebbe comunque l’ennesimo rincaro destinato a pesare sui bilanci familiari.  È difficile stabilire l’attendibilità di una simile previsione, perché le valutazioni da parte degli assicuratori sono appena iniziate e le comunicazioni ufficiali da parte della Confederazione saranno fatte solo a fine estate.

I premi vengono calcolati dalle singole casse sulla base di una stima dei costi sanitari, fatta tenendo conto dell’evoluzione registrata nel 2025, dell’andamento parziale del 2026 e di quello ipotizzato per l’anno venturo. Sta di fatto, che negli ultimi anni Comparis ci è quasi sempre andato vicino e quando si è sbagliato lo ha fatto per difetto. La scorsa primavera, aveva previsto per quest’anno un aumento del 4%, che poi in settembre si era tradotto in un +4,4%. Anche stavolta, il portale non ha fatto previsioni per il Ticino dove, val bene ricordarlo – e non è una buona premessa –  gli ultimi rincari sono sempre stati sensibilmente superiori alla media: 9,2% nel 2023 (contro il 5,4% a livello nazionale), 10,5% nel 2024 (8,7%) e nel 2025 (6%), e 7,1% nel 2026, il tasso più alto del Paese, con un premio medio che si è attestato oltre i 500 franchi. Allora, per il Ticino gli assicuratori avevano stimato un aumento meno marcato, ma in fase di verifica l’Ufficio federale della sanità pubblica  aveva imposto un rialzo dei premi.

Fra le ragioni indicate da Berna, il forte aumento dei costi,  la demografia del cantone (solo a livello svizzero si calcola che circa un terzo dell’aumento sia dovuto all’invecchiamento della popolazione), il maggior ricorso alle prestazioni ambulatoriali (a carico delle casse malati e non dei Cantoni) e anche un effetto di recupero, perché negli anni precedenti i premi non avevano coperto a sufficienza gli oneri per le cure. Questo effetto era stato stimato in circa 2,5 punti percentuali (su 7,1). Secondo Comparis, l’aumento meno marcato dei premi previsto per l’anno prossimo a livello nazionale è anche la conseguenza del fatto che le casse malati, fra il 2023 e il 2026, hanno ricostituito le loro riserve. Il rialzo per il 2027 annunciato dal portale si basa sulle ultime previsioni sulla spesa sanitaria fatte dal Centro di ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico federale di Zurigo (+3,6% nel 2026 e + 3,5% nel 2027) e anche sui dati forniti dall’Ufficio della sanità pubblica. Sono considerati anche i bilanci dei principali assicuratori. Sui premi potrebbero incidere anche i rischi del mercato dei capitali (dove le casse malati investono i loro fondi), a causa delle incertezze della situazione economica mondiale. In ogni caso, stando alle dichiarazioni rilasciate alla NZZ, Berna sembra prevedere premi più alti rispetto a Comparis, perché «al momento non c’è alcuna indicazione che la crescita dei costi dell’assicurazione obbligatoria possa rallentare in modo significativo nel 2026 e nel 2027».

Sul livello dei premi in Ticino gravano pertanto due tipi di incognite. Innanzitutto, se l’effetto di recupero che ha contraddistinto gli ultimi anni si è esaurito o continuerà anche nel 2027. In secondo luogo, quanto inciderà il fattore costi.  I segnali provenienti dal Ticino non invitano all’ottimismo, anzi. Dalle statistiche ufficiali, risulta che negli ultimi 12 mesi (dicembre 2024-dicembre 2025) nel cantone i costi pro capite hanno toccato i 6.066 franchi, il valore in assoluto più alto in Svizzera. Il settore cresciuto maggiormente in termini percentuali è quello della salute mentale (+12,5% per psicologi e psicoterapeuti). Ma sono progrediti, fra gli altri, anche i costi dell’assistenza a domicilio (+6,9%), per i farmaci e per gli studi medici. Tutto questo non lascia presagire nulla di buono.