Tra il dire e il fare

Ticino sicuro, clima migliore

Per quanto riguarda la sicurezza in Ticino, sebbene sia ancora bel tempo, l’umore sta variando verso il brutto
©CdT/Chiara Zocchetti
Alessio Petralli
11.05.2026 06:00

Parecchie narrazioni che si occupano del nostro Cantone insistono negli ultimi tempi su alcuni tratti negativi, trascurando altri vantaggi competitivi. Fra le negatività da tenere sotto controllo, vi sono forme di violenza che starebbero (condizionale di cautela) ad esempio alterando la realtà di una Lugano ritenuta tradizionalmente la città svizzera più sicura. Secondo un recente studio di Tamedia, che ha preso in considerazione 18 indicatori dell’Ufficio federale di statistica, con 119 punti Lugano è risultata al primo posto per quanto riguarda la qualità della vita nel 2025, superando città paragonabili come Lucerna e San Gallo (entrambe a 103 punti), ma anche Zurigo, spesso citata nei confronti internazionali fra le città più desiderabili.

La sicurezza è un indicatore determinante, anzi rappresenta le fondamenta di un edificio che se davvero sicuro può permettersi altri punti deboli, quali stipendi più bassi o qualità dell’aria peggiore. Tanto per dire, nessuno desidera di certo vivere con stipendi da nababbo in una società incontaminata se poi, fermi al semaforo, c’è un motociclista che accosta e puntando una pistola si impossessa impunemente della borsetta sul sedile di fianco o peggio. Benché dalle nostre parti siamo fortunatamente in un altro mondo, ultimamente abbiamo sentito a più riprese diverse persone, soprattutto donne, affermare che dopo una certa ora a Lugano bisogna fare molta attenzione, con la centralissima Pensilina divenuta simbolo di una deriva preoccupante. Immediati dintorni compresi, dove negozianti esasperati fanno sentire la loro voce.

Le forme di violenza sono svariate: da quella verbale a quella fisica, da quella individuale a quella collettiva, da quella sentimentale a quella politica. Tutte vanno monitorate e in certi casi è inevitabile l’intervento delle autorità per mantenere o riportare l’ordine. Colpisce a questo proposito sentire che le forze di polizia vengano spesso sbeffeggiate, ciò che sarebbe stato più difficile fino a una quindicina di anni fa. Ma in questi casi si pensa più che altro a contesti di violenza collettiva, legata ad esempio a certe manifestazioni di matrice politica o sportiva che possono talvolta degenerare. Si tratta comunque di una violenza, per quanto spiacevole, ben visibile e più facile da contrastare rispetto ad altre forme che avanzano subdolamente, se consideriamo le attività mafiose presenti in tutta la Svizzera. Suggeriamo a questo proposito di andarsi a sentire un Modem sul tema, passato lunedì scorso sulla Rete Uno della RSI. Ben preparato e condotto da Roberto Porta, con tre ospiti autorevoli ed efficaci nei loro interventi: Annamaria Astrologo, responsabile all’USI dell’Osservatorio ticinese della criminalità organizzata; Rosa Maria Cappa, avvocata ed ex procuratrice federale e Nando Dalla Chiesa, noto sociologo e «figlio d’arte», che a Milano studia da una vita la criminalità organizzata. In estrema sintesi: le organizzazioni criminali riescono a infiltrare anche le istituzioni statali: bisogna correre ai ripari! Arriviamo infine a qualche vantaggio competitivo sottovalutato, partendo proprio da una trasmissione preziosa come Modem, che ogni mattina alle 8.30 ci porta in casa l’approfondimento di un tema del vasto mondo o di casa nostra. La qualità è quasi sempre alta e si tratta di un esempio di servizio pubblico da tenerci stretto.

Un altro atout trascurato è il clima. Sembra quasi che il nostro «salotto soleggiato», la mitica Sonnenstube, perlomeno a parole, sia passato di moda. E mettiamoci per soprammercato le nostre palme che da simbolo di porta luminosa del Mediterraneo si sono trasformate in una minaccia invasiva da sradicare. In ogni caso le ore di sole in più migliorano l’umore e danno un altro gusto alla vita.

Per la sicurezza invece, sebbene sia ancora bel tempo, l’umore sta variando verso il brutto. A chi di dovere l’onere di intervenire subito, prima che scoppino altri temporali. Magari con qualche scarica per strada.