Decreto federale sul finanziamento della 13 AVS mediante aumento dell'aliquota dell’IVA

Il 29 novembre saremo chiamati alle urne per votare sul metodo di finanziamento della 13esima AVS decisa dal popolo nel 2024. Il nostro primo pilastro previdenziale versa in condizioni tutt’altro che ottimali; infatti, stando alle proiezioni 2026 dell’UFAS le riserve del fondo AVS (che per legge dovrebbero essere pari al 100%) nel 2035 saranno pari al 50%.
Al di là dell’introduzione della 13 AVS che ha anticipato e aggravato la problematica, le difficoltà inerenti al finanziamento dell’AVS erano note da anni. Ancora una volta però, anziché anticipare il problema, ci si presenta alla scadenza con una proposta di soluzione parziale e temporanea. L’aumento dell’aliquota dell’IVA per finanziare la 13 AVS non basta. La 13esima costa 4,2 miliardi nel 2026 e 5,4 miliardi nel 2040, mentre l'IVA porta circa 1,5 miliardi l'anno e non prima del 2028. Rimane scoperta la maggior parte del fabbisogno e si rinvia il problema. Inoltre, la scelta di non imporre un limite temporale all’aumento dell’IVA come proposto dal Consiglio Nazionale, riduce la pressione per una vera proposta di riforma strutturale. L'onere di questa scelta ricade nuovamente sul potere d'acquisto delle famiglie, già provato dagli aumenti dei premi di cassa malati e svariati altri rincari.
Questa ulteriore riduzione del potere d’acquisto comporta una potenziale riduzione dei consumi con effetti diretti sulla nostra economia e sulle nostre imprese. Penso ad esempio al settore della ristorazione e a quello alberghiero, settori in cui l’elasticità della domanda è notoriamente elevata. Per i motivi sopracitati ritengo che la Confederazione debba adoperarsi per una riforma strutturale del nostro primo pilastro al quale non serve una semplice manutenzione ordinaria ma un restauro completo. Fino ad allora i fondi necessari al finanziamento della 13 AVS dovranno essere recuperati da altri progetti (magari quelli destinati all’estero) e non dalle tasche dei cittadini.
Per queste ragioni il 29 novembre voterò NO al decreto in oggetto.
