Opinione

Fact-checking neutralità

L'opinione di Giovanni Ruggia
©Francesca Agosta
Red. Online
08.09.2026 16:17

Contrariamente a quanto insinuano gli onnipresenti cartelloni, la neutralità svizzera non aiuta la pace, se è ingessata come vorrebbe il nuovo articolo costituzionale. Aiuta solo se è applicata con raziocinio e spirito di giustizia, attenti agli effetti che le azioni possono avere. Ha ragione Elie Wiesel, premio Nobel della pace, “la neutralità aiuta l’oppressore, mai la vittima”. Di medesimo parere anche Mahmoud Darwish, grande scrittore palestinese deceduto nel 2008: “la pace ha due parenti: la libertà e la giustizia”.

Vogliamo davvero essere neutrali di fronte all’aggressione all’Ucraina, neutrali di fronte alle violenze dei coloni ebrei in Cisgiordania, neutrali di fronte all’oppressione del popolo iraniano e delle donne afgane? La Svizzera che amiamo sta con il diritto, non chiude gli occhi di fronte alle ingiustizie.

Molti argomenti dei fautori non tengono, o sono manipolazioni della realtà. Prendiamo l’affermazione che le sanzioni colpiscono le popolazioni e non gli oppressori. Sono andato a verificare gli studi scientifici spesso citati sul tema e per quel che sono riuscito a capire non ci sono dati significativi che mostrino questo effetto collaterale delle sanzioni, con un’unica eccezione, quelle unilaterali degli USA.

Non sapevo nulla delle sanzioni dell’UE contro il colonnello svizzero Jacques Baud, allora ho chiesto informazioni all’IA: costui, nei suoi controversi libri, avrebbe fornito informazioni fuorvianti - come l’auto-orchestrazione dell’invasione da parte dell’Ucraina, oppure che il caso Navalny sia stato manipolato - senza fornire prove concrete. Le sue argomentazioni si basano su fonti di parte e ignorano le prove contrarie di organizzazioni internazionali come l’OSCE, l’ONU, Amnesty International. È arrivato perfino a negare l’utilizzo di armi chimiche da parte di Bashar al-Assad. Ora, si può discutere se le sanzioni siano il modo giusto per contrastare chi diffonde informazioni false, ma difenderlo in base alla nostra neutralità, grazie, preferisco di no.

E infine, ricordiamo che la guerra non si fa solo con carri armati, jet da combattimento e missili. Oggi si utilizzano mezzi più sudboli: attacchi informatici, diffusione di notizie false, attentati terroristici, perfino masse di migranti ignari, pur di indebolire dei paesi, alimentando la sfiducia nelle autorità legittime. E sotto questo aspetto anche la Svizzera è sotto attacco. Agire da soli vuol dire perdere efficacia e sovranità. La collaborazione con paesi amici è indispensabile. NO all’iniziativa sulla neutralità.

Giovanni Ruggia, presidente sezione Ticino, Movimento Europeo Svizzera, Paradiso.