Il clima presenta il conto: la Svizzera risponda

La crisi climatica non è più un allarme lontano: è realtà quotidiana e accelera. Le emissioni globali restano alte, mentre sembra che i pozzi naturali di carbonio – oceani in testa – si stiano indebolendo. La CO₂ continua a salire: il 2024 ha segnato l’aumento più forte mai registrato. Senza misure forti, rapide e coraggiose, economia e società pagheranno un prezzo altissimo. Un Fondo Climatico Svizzero non è un’opzione: è una necessità.
In Svizzera, in 33 anni abbiamo ridotto le emissioni solo del 25% (senza considerare il traffico aereo, che è in crescita). Ma dobbiamo tagliarle del 75% entro il 2050. Siamo in ritardo. Nel mondo la situazione è ancora più chiara: nessuno dei 45 indicatori del rapporto State of Climate Action 2025 è compatibile con l’obiettivo di 1,5 °C entro il 2030. Per restare in corsa dovremmo chiudere le centrali a carbone dieci volte più in fretta e fermare la deforestazione con uno sforzo nove volte maggiore. La domanda non è più “se” fare la transizione, ma “quanto velocemente”.
Le risorse ci sono. Studi svizzeri (Swiss Banking e BCG) mostrano che il 90% degli investimenti necessari alla decarbonizzazione è finanziabile da banche e mercati. Eppure incentivi e strumenti vengono ridotti proprio ora. Inoltre, sebbene le rinnovabili costino meno dei fossili, questi garantiscono profitti fino a tre volte superiori, e il capitale purtroppo segue il rendimento. Senza regole chiare e investimenti pubblici forti, i capitali privati resteranno insufficienti – e molti grandi investitori stanno già facendo marcia indietro sugli impegni climatici.
Investire in mitigazione, adattamento e decarbonizzazione riduce le nostre spese di circa 18 miliardi di franchi l’anno per petrolio e gas. Intanto la Confederazione stima che entro il 2060 i danni climatici potrebbero raggiungere 34 miliardi l’anno, pari al 4% del PIL. Meglio agire ora che riparare dopo.
L’iniziativa propone misure giuste e concrete: sostegno a famiglie, lavoratori e inquilini; protezione e ripristino degli ecosistemi; fiumi rinaturalizzati, zone umide recuperate, foreste resilienti e infrastrutture verdi. Si stima che investire l’1–2% del PIL mondiale in clima e natura possa generare benefici fino a dieci volte superiori, rafforzando economia e coesione sociale.
La Svizzera può e deve fare la sua parte. Serve un’economia orientata alle priorità sociali ed ecologiche del nostro tempo. Non lasciamo alle prossime generazioni il conto della nostra inerzia. Votiamo per il Fondo.
