Il Ticino non può più aspettare

Verdi del Ticino si esprimono in seguito alla conferenza stampa del Governo in merito all’applicazione delle iniziative sui premi di cassa malati, in particolare quella per premi non superiori al 10% del reddito disponibile.
Il Consiglio di Stato ha finalmente chiarito come intende applicare le iniziative sui premi di cassa malati. La direzione scelta dal Governo è però quella di un’applicazione progressiva e, in tutta trasparenza solo parziale della 10%. Vista la proposta del Governo di sostituire nel calcolo il Premio Medio di Riferimento con il Premio Medio Effettivo, si tagliano una parte importante della cerchia di persone toccate dagli aiuti. Infatti la spesa per il cantone passa da oltre 300 milioni previsti prima della votazione, a 130 milioni, con l’applicazione ancora incerta della seconda tappa dell’iniziativa dopo il 2029. Per il 2027 sono previsti 8’000 beneficiari supplementari per un costo di 38 milioni. Una scelta che, se da un lato riconosce la volontà popolare, dall’altro rischia di non essere all’altezza dell’urgenza. Perché mentre si parla di gradualità, le famiglie ticinesi stanno già oggi facendo i conti con costi e premi in costante aumento. È qui che si misura la credibilità della politica. L’iniziativa del 10% non può essere svuotata da tempi troppo lunghi e interpretazioni a posteriori. Serve un’applicazione rapida, concreta, capace di dare sollievo immediato. Ogni rinvio pesa direttamente sulle economie domestiche.
La questione è resa ancora più urgente dalla votazione della prossima settimana sul salario minimo cantonale. Il compromesso raggiunto ha scelto di slegare l’indicizzazione dei premi di cassa malati dal salario minimo. Questo significa che, anche con un miglioramento salariale, l’aumento dei premi continuerà a erodere il potere d’acquisto. Il compromesso non esula inoltre da puntuali criticità come le deroghe che permettono di avere Contratti collettivi con importi inferiori, rischiosamente in mano a una commissione tripartita in cui la maggioranza non è necessariamente a favore di lavoratori e lavoratrici. Come Verdi sosterremo il salario minimo, che porta miglioramenti concreti e rapidi, pur sempre considerandolo un punto di partenza e non di arrivo. Ma questo sostegno ha una condizione chiara: l’applicazione quanto più rapida possibile dell’iniziativa che limita i premi al 10%. Senza questo complemento, anche un aumento dei salari rischia di trasformarsi in un’illusione, rapidamente assorbita dall’esplosione dei costi sanitari.
L’apertura del Governo ad agire anche sul lato delle entrate rappresenta invece un segnale positivo, anche se ancora timido. È qui che le proposte già presentate dai Verdi indicano una strada credibile e sostenibile: rafforzare le entrate fiscali attraverso un maggiore contributo da parte dei grandi patrimoni e degli alti redditi, una rivalutazione immobiliare, l’aumento per un determinato periodo del moltiplicatore cantonale e l’introduzione di un’imposta sulle residenze secondarie. Allo stesso tempo, sono possibili risparmi mirati grazie alla digitalizzazione, a riorganizzazioni efficienti e alla riduzione di investimenti non prioritari, evitando però nuovi tagli lineari che colpiscono i servizi essenziali. Infine, investire con lungimiranza – anche tramite debito pubblico – nella transizione energetica, nella mobilità sostenibile e nella resilienza del territorio significa costruire il futuro invece di indebolire il presente.
Le cittadine e i cittadini si sono già espressi chiaramente. Ora non servono più rinvii né mezze misure. Serve il coraggio di applicare subito il limite del 10% e di fare in modo che il salario minimo sia davvero una protezione, non una promessa vuota. Il tempo delle attese è finito. Il Ticino deve scegliere: o intervenire subito per alleggerire il peso sui cittadini, oppure accettare che sempre più persone scivolino in difficoltà.
E questa è una scelta che non possiamo più permetterci di rimandare.
