Opinione

In centro oppure no?

L'opinione di Harry Zellweger, critico d’arte e gallerista
©Gabriele Putzu
Red. Online
23.06.2026 18:02

Ricordiamoci: collocare l’amministrazione comunale a Cornaredo era un’idea tipica degli anni Ottanta, un’idea che a suo tempo poteva persino essere considerata d’avanguardia. La creazione di un nuovo quartiere, una città amministrativa, attorno allo stadio dovrebbe affermare il carattere metropolitano della nuova, grande Lugano. Infatti in quegli anni del boom era di moda (anche altrove) confinare tutto in periferia, riservando il centro ai «grandi» affari e al high life: alle banche, negozi di lusso e ristoranti chic. Lugano come l’abbiamo conosciuta.

Nel corso del tempo gli affari però hanno perso poco a poco il loro fascino e altri valori sono emersi: poco a poco abbiamo riscoperto che la vita di comunità concosceva però anche altri valori ben più decisivi della sola efficienza. E oggi gli urbanisti più progressisti discutono – e già da tempo – concetti di una «città dei 15 minuti» – 15 minuti in cui tutti i servizi essenziali dovrebbero essere raggiungibili dal cittadino nell’arco di un quarto d’ora.

E noi? Noi, che continuiamo a crederci i primi della classe, vogliamo ancora allontanare l’amministrazione (e di recente anche la giustizia) dal centro! Confinandola il più possibile nell’estrema periferia - laddove fino a pochi anni fa iniziavano i campi. Così, che chiunque dipenda dai servizi pubblici è costretto a lunghi spostamenti attraverso la città - subendo quasi quotidianamente quel «traffico intenso» di cui parla la TPL quando non riesce più a far girare i bus in orario.

Un gran «arrocco» urbano

È evidente: la situazione pianificatoria in Città è diventata ingestibile. I vari progetti si bloccano viceversa o non sono realizzabile per l’uno o l’altro motivo. D’altra parte, questo stallo potrebbe essere visto come opportunità: l’altro lato della medaglia - per ripensare i vari progetti: fare un passo indietro e ricominciare da capo. Pensiamo alla Cittadella della giustizia.

Abbiamo negoziato così a lungo sul prezzo dello stabile dell’ex-Banca del Gottardo (il Palazzo Botta) finché alla fine nessuno aveva più la voglia di acquistarlo. Oggi questa decisione arbitraria appare ancora più problematica, dato che tutte le alternative prese in considerazione, nel frattempo, si sono rivelate meno opportune, compreso l’ex edificio postale a Viganello. Temo che lo spostamento della giustizia a Viganello alla fine ci costerà molto di più rispetto all’adattamento del Palazzo Botta e la ristrutturazione dell’attuale Palazzo di giustizia.

La giustizia e l'amministrazione hanno fatto storicamente sempre parte di un centro città. Perché non tornare su quella decisione sfortunata di due anni fa e tentare nuovamente l'acquisto dello stabile Botta per la giustizia? Siamo una democrazia: possiamo cambiare idea e correggere gli errori. Basterebbe lanciare un sondaggio per verificare il mutato stato d’animo della popolazione in riguardo, per poi confermarlo con una nuova votazione.

L’amministrazione a via Pretorio, gli appartamenti a Cornaredo

Un secondo tentativo per l’acquisto dell’ex-Banca del Gottardo sarebbe giustificato anzitutto dal fatto che la ricerca di spazi alternativi per la giustizia ha aperto possibilità finora ignorate dalla politica. Oggi la Migros in via Pretorio è vuota – eccetto il supermercato al sotterraneo. Lo è da tempo, ma ce ne accorgiamo solo ora. Forse questo stabile non è ideale come sede definitiva per la magistratura, ma per stabilirvi provvisoriamente i tribunali potrebbe offrire una soluzione passabile -  in più realizzabile subito e anzi con costi di trasloco minimi.

Ma non solo: ristrutturato l’attuale palazzo di giustizia e riportata la magistratura nella sua sede storica, l’infrastruttura (poi già) modificata della ex Migros per la giustizia potrebbe essere riutilizzata, forse senza grande adattamenti, adesso per accogliere l’amministrazione comunale che nessuno vuole a Cornaredo. Basterebbe una nuova facciata per togliere all'edificio il carattere di supermercato e sottolineare la sua funzione istituzionale. I parcheggi ci sono e i bus vicini. In questo modo avremmo di nuovo in centro, tutto ciò che in centro deve stare.

Il fattore costi

In più: rinunciando al trasloco dell’amministrazione a Cornaredo non ci fa perdere niente. Al posto degli uffici amministrativi a Cornaredo potremmo istallare appartamenti a pigione moderata, che in città scarseggiano. Lì potrebbero essere edificati anzi ex novo e in più in un contesto adeguato, i.e. un contesto che tenga conto – a livello di infrastrutture e servizi – dei futuri locatori. I bisogni non sono gli stessi per tutti! E per la Città le entrate sicuramente non saranno meno che i costi per gli uffici amministrativi. In più abbiamo risolto un problema. Non basta erigere torri alte con appartamenti stereotipati per far vivere una zona periferica – e questo ancora prima (sic) che è garantito l’accesso.

Conservare

Mantenere l’amministrazione in centro ci permetterebbe inoltre di conservare l’attuale Palazzo di giustizia. Certo, la sua ristrutturazione sarà complicata e costosa in particolare a causa delle infiltrazioni d’acqua - ma tecnicamente è fattibile. D’altra parte la sua architettura merita di essere preservata come testimonianza degli anni Settanta. Temo che la sua demolizione finirebbe per snaturare l’intera area attorno a via Balestra - in particolare se poi il nuovo edificio (i nuovi edifici) «fallisce» - Fa parte di un tessuto urbano tipico dell’epoca (anni settanta) che segnò il primo, vero decollo della Città.

Mantenere l'amministrazione e la giustizia in centro è più che un dovere della politica: lo vogliono tutti - last but not least molti cittadini, guidati da un profondo senso per l’autenticità anziché dal desiderio di non perdere un altro pezzo della loro città. Spostare l'amministrazione a Cornaredo e la giustizia a Viganello significa sventrare la città, privarla del suo cuore, lasciando la popolazione senza un punto di riferimento. Dove deve andare? Secondo me la politica, anche in momenti dov’è costretta a trovare soluzioni d'emergenza, non può e non deve imporre semplicemente concetti astratti calpestando lo sviluppo organico del territorio. Ricordiamoci che le decisioni sbagliate prese oggi rimarranno per cent'anni, incidendo profondamente sull'identità urbana. Gli aspetti urbanistici devono prevalere sulla pura praticità del momento anche in tempi economicamente difficile. Soffriamo ancora oggi degli errori fatti cinquant’anni fa!

 Fattore tempo

Inoltre, se facciamo marcia indietro, abbiamo il grande vantaggio di poter iniziare con i lavori per tutti i progetti quasi subito – che conta doppio dopo questa lunga fase di stagnazione. Una solo ristrutturare dell’attuale Palazzo di giustizia ci risparmierebbe lunghi anni di preparazione: pianificazione e concorsi, (più eventuali ricorsi) - procedure necessari per una nuova struttura: mentre le analisi e i calcoli per una sola ristrutturazione dovrebbero essere già pronti e i fondi disponibili (o comunque raccoglibili a breve) dato che il progetto è in discussione da anni. Possiamo cominciare domani! Anzi, dobbiamo cominciare domani, almeno dare un segnale forte. La Migros non aspetterà mesi o anni finché i litigi in Piazza Riforma e a Bellinzona si risolvano...