Opinione

Nella votazione sulle stime c’è un equivoco di fondo

L’accento non va messo sull’eventuale aggravio causato dalla revisione delle stime, ma sul risparmio fiscale di cui alcuni hanno beneficiato per anni, e che ora va corretto per rispettare la Costituzione
Red. Online
09.06.2026 13:59

Premesso che la prima casa va giustamente tutelata, e la Costituzione permette un suo trattamento di favore, in questa votazione la vera posta in gioco non è tanto l’aiuto alle vecchiette, ai poveri pensionati, ma il fatto che non è giusto che i grandi proprietari continuino a pagare delle imposte sulla sostanza che sono «truccate», nel senso che la percentuale fissata dalla legge viene applicata a un valore di stima che è meno della metà del valore reale. Sappiamo che molti grandi finanzieri ticinesi hanno il domicilio fiscale all’estero, in paradisi fiscali vicini o lontani, ma perlomeno si chiede che paghino il giusto per le mega-ville in Ticino. Lo stesso vale per i grandi proprietari (che possiedono non la casa primaria, ma palazzi su palazzi). L’accento non va dunque messo sull’eventuale aggravio causato dalla revisione delle stime, ma sul risparmio fiscale di cui alcuni hanno beneficiato per anni, e che ora va corretto per rispettare la Costituzione.

Non dimentichiamo che le recenti decisioni popolari federali (finanziamento uniforme delle prestazioni ospedaliere e ambulatoriali, soppressione del valore locativo, imposizione individuale), ma anche il pacchetto di risparmio della Confederazione, e il mancato adeguamento dell’ordinanza sulla perequazione finanziaria, obbligheranno il Cantone ad affrontare nuovi oneri, oltre al finanziamento delle due iniziative popolari sulle casse malati, come ben riassunto nell’articolo dello scorso primo giugno di Marco Bernasconi e Samuele Vorpe. Non mi pare responsabile, infatti, rinunciare a individuare sin d’ora le fonti di finanziamento necessarie per fronteggiare questi imponenti disavanzi, perché non è ammissibile ricorrere ulteriormente all’indebitamento, né si potrà limitarsi a proporre risparmi. La situazione è cambiata, e di molto, rispetto all’autunno 2022, quando fu presentata l'iniziativa popolare. Anche alla luce di questa situazione, suggerisco di bocciare l’iniziativa per la neutralizzazione degli aumenti dei valori di stima, garantendo che invece, per quanto riguarda i piccoli proprietari, giustamente ci sarà un occhio di riguardo: ma non siamo tutti sulla stessa barca!

Maddalena Ermotti-Lepori

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