Motori

Ai ticinesi piace elettrica

Le immatricolazioni in crescita a Camorino sulla scia (anche) della crisi di Hormuz
© Chiara Zocchetti
Redazione
03.05.2026 16:30

La crisi petrolifera sembra lontana dal Ticino come lo stretto di Hormuz, ma in realtà è già entrata nei pensieri degli automobilisti e in qualche caso anche nei loro garage. Sono diversi gli indicatori che segnalano un aumento della domanda di auto elettriche in Svizzera a partire dal mese di marzo, mentre alla sezione della circolazione di Camorino le immatricolazioni di ibride (benzina-elettrico) continuano ad aumentare, seguendo un trend già evidente negli ultimi anni.

Domanda in crescita

Il rincaro dei carburanti e il timore di ritrovarsi «a secco» nei prossimi mesi sono fattori che pesano, quando si tratta di decidere quale veicolo acquistare: in un contesto in cui gli acquirenti propendevano già, per lo più, verso la scelta ecologica (il 63 per cento dei nuovi veicoli acquistati in Ticino l’anno scorso) chi ancora aveva dei dubbi se li è fatti passare.

La conferma arriva dagli intermediari, che le auto le vendono. Tra metà marzo e metà aprile - in coincidenza con l’aggravarsi della crisi nel Golfo Persico - sul sito AutoScout24.ch le richieste di contatto sono aumentate del 69 per cento, mentre gli acquisti ibridi o elettrici conclusi sono cresciuti di circa il 40 per cento. Un’impennata improvvisa nel giro di poche settimane (tra metà gennaio e metà febbraio le ricerche di e-car erano aumentate solo dell’8 per cento) che gli analisti della società Swiss Marketplace Group (SMG) attribuiscono solo in parte alla diminuzione del prezzo medio delle vetture, che con il tempo sono diventate accessibili a un pubblico più ampio.

Le nuove targhe TI

Gli effetti si vedono, come detto, anche a livello locale. In Ticino, fanno sapere dalla Sezione della Circolazione, le immatricolazioni di auto ecologiche sono in aumento da anni e già nel 2024 hanno superato quelle delle vetture con motori tradizionali. L’anno scorso a Camorino sono state registrate 6.351 auto ibride benzina-elettrico: per la prima volta nella storia hanno superato quelle a benzina (4.213) e la tendenza è stata confermata nel primo quadrimestre di quest’anno.

«È difficile prevedere cosa succederà nei prossimi mesi, ma quello che registriamo ormai stabilmente anche in Ticino è uno spostamento chiaro delle immatricolazioni verso le fonti di energia rinnovabili a scapito di quelle fossili» sottolinea Elia Arrigoni, direttore della Sezione.

I primi mesi dell’anno sono tipicamente i più «tiepidi» dal punto di vista commerciale e, a dire il vero, se si proiettano i numeri delle immatricolazioni sul resto dell’anno «il quadro sarebbe di sostanziale stabilità» per le auto ibride, di leggero calo invece per le elettriche pure. Il protrarsi della crisi petrolifera però potrebbe dare un’ulteriore accelerata al sorpasso.

È vero, sottolinea ancora Arrigoni, che le auto ibride sono alimentate comunque anche a benzina, quindi «non sono completamente al riparo dagli effetti di ciò che accade nel mercato dei carburanti». Questo però non basterebbe ancora a spostare gli automobilisti verso l’elettrico tout court, almeno stando a quanto dicono i commercianti. L’Associazione svizzera dei concessionari indipendenti di automobili (VFAS) ha rilevato già a fine marzo come «l’aumento del costo dei carburanti dovuto alla guerra in Iran» stesse «accelerando il passaggio all’elettromobilità», ma la spinta - sottolineava il direttore Stephan Jäggi in una nota - sarebbe più forte per le ibride, che hanno registrato (a livello nazionale, dato USTRA) un più 38 per cento di immatricolazioni nel primo trimestre, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Per l’elettrico puro l’aumento è stato «solo» del 20 per cento.

Comanda il portafoglio

«Il cambiamento mentale di molti acquirenti è senz’altro influenzato dall’aumento dei prezzi dei carburanti» ha osservato Alberto Sanz de Lama, specialista di SMG. «Il fatto che sia la domanda che le vendite effettive di veicoli a batteria crescano così nettamente dimostra che per molte famiglie la mobilità elettrica sta diventando una scelta economica oltre che ambientale». È vero che «molti potenziali acquirenti stavano già considerando da tempo di comprare un veicolo elettrico» sottolinea Matthias Bischof di AutoScout24. «A trasformare l’interesse in una scelta sono però fattori economici concreti». La classica goccia di benzina in più (o in meno) che ha fatto traboccare il serbatoio.