L'inchiesta

Come è facile ordinare le «canne elettroniche» (e finire nei guai)

Sembrano sigarette svapo ma sono piene di THC: abbiamo provato a farcele recapitare a casa, ma la Polizia se ne è accorta
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
31.01.2026 12:00

All’apparenza è una sigaretta elettronica uguale alle altre. Ma solo in apparenza. Perché all’interno ha del THC sintetico ad alto dosaggio. E il THC è il principio attivo stupefacente presente nella marijuana. Solo che in una sigaretta elettronica è allo stato liquido e inodore. Quindi impossibile da individuare, se non attraverso un’analisi di laboratorio. Mimetizzate così, le sigarette elettroniche al THC passano inosservate ai più. Ma non a chi ne fa uso che le acquista su internet da siti con domini in Svizzera che spediscono dalla Germania e dalla Spagna. Almeno è stata questa l’origine di spedizione delle due sigarette elettroniche contenenti THC sintetico acquistate da Weekend per verificare quanto sia facile entrarne in possesso. Ma è davvero così? È davvero così facile ordinarle e passarla liscia? Tutto questo tenendo presente che in Svizzera l’acquisto di cannabis con un tenore superiore all’1% di THC, a differenza del consumo personale fino a 10 grammi, è illegale e dunque perseguibile penalmente.

Non è così facile passarla liscia

La risposta è no. Non è così facile passarla liscia. Una delle due e-cigarette comprate da Weekend è stata fermata alla dogana dallo spedizioniere svizzero. Che da prassi può intervenire qualora avesse un sospetto di una spedizione illegale. Lo spedizioniere - a cui Weekend ha chiesto un’intervista per sapere come è andato nel dettaglio il fermo della sostanza senza però ottenere risposta - ha segnalato quindi il pacchetto proveniente dalla Germania alla Polizia federale, la quale a sua volta ha segnalato l’acquisto alla Polizia cantonale. Il sequestro della sigaretta elettronica al THC alla dogana commerciale è avvenuto nel luglio scorso. La Polizia cantonale è intervenuta in dicembre con un’agente della Gendarmeria che ha imposto a chi ha effettuato l’acquisto di presentarsi a Noranco per la compilazione del verbale. Incontro per il verbale nel frattempo rimandato a data da stabilirsi, una volta appurato che l’acquisto è stato fatto a fini giornalistici. Il reato ipotizzato? Infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti con relativa iscrizione nel casellario giudiziale.

Un segreto da custodire gelosamente

Chiunque compra su Internet o altrove una sigaretta elettronica con THC rischia dunque di non passarla liscia. Anzi. I controlli ci sono. E funzionano. Eppure, secondo quanto risulta a Weekend, non sono pochi gli acquirenti. Anche in Ticino. Perché fumare THC elettronicamente non è come accendersi una canna. Non c’è fumo. Né odore. Si passa insomma inosservati. Ecco perché l’uso di questi dispositivi specialmente nell’ultimo anno si è sempre più diffuso. Tutto questo nel segreto. Un segreto da custodire il più a lungo possibile. Grazie a questo giornale la coltre di silenzio è però oggi stata squarciata. Perché l’opinione pubblica deve sapere. Deve sapere come cambiano le abitudini dei consumatori e come di rimando si arricchisce chi questi fenomeni ha intuito come cavalcarli. Soprattutto pensando ai giovani. Dato che un quindicenne su tre - come rilevato nel gennaio 2025 dal Servizio di promozione e valutazione sanitaria dell’Ufficio del medico cantonale, parlando in questo caso delle sigarette elettroniche normali - ha provato o fuma regolarmente sigarette elettroniche o a tabacco riscaldato, mentre è il 20% dei 14enni ad aver provato almeno una volta o a fumare di frequente sigarette elettroniche.

La legge e gli studi scientifici

È vero. Dal 1° giugno 2023 è vietata la distribuzione e la vendita di sigarette elettroniche e prodotti simili ai minori di 18 anni e il loro consumo in luoghi chiusi accessibili al pubblico. Tale divieto però non impedisce ai giovanissimi di svapare, ma anche ai negozianti di vendere questi dispositivi così come è emerso a sei mesi dall’entrata in vigore della modifica, quando il Dipartimento sanità e socialità (DSS), in collaborazione con Radix Svizzera Italiana, ha effettuato dei controlli in 112 punti vendita situati in prossimità di 21 scuole medie per verificare l’effettiva applicazione delle nuove norme, accorgendosi di come un punto vendita su quattro non si è fatto problemi a vendere sigarette elettroniche e simili ai minori senza accertare in alcun modo l’età dei giovani acquirenti.

Chissà se dopo questa inchiesta del Weekend verrà fatta luce in modo approfondito e scientifico anche sull’uso e sulla diffusione in Ticino della sigarette elettroniche al THC sintetico. Di sicuro i rischi dell’uso dei cannabinoidi sintetici non sono da sottovalutare: alcune molecole contenute nei campioni testati in Svizzera, rende noto la Centrale nazionale di coordinamento delle dipendenze dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), Info Drog, hanno causato la morte di diverse decine di persone. «Questo - si legge in una relazione di Info Drog - è un problema in termini di salute pubblica, soprattutto per quei consumatori che non sanno che stanno facendo uso di cannabinoidi sintetici». Un’altra pratica in voga è infatti quella di spruzzare THC sintetico sui fiori di cannabis light, il cosiddetto CBD. Un’altra maniera illegale di aggirare la legge per rendere stupefacente ciò che non è venduto come tale. Le sigarette elettroniche al THC sono un’altra evoluzione. I liquidi non sono più spruzzati ma vengono direttamente inalati. Del resto chi può mai sospettare che una sigaretta elettronica può essere stupefacente? Eppure gli allarmi, soprattutto nell’ultimo anno, sono aumentati.

La scoperta shock in Gran Bretagna

Uno di questi è dell’Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo che parla di una vera minaccia. Una squadra di ricercatori britannici, ha fatto presente lo scorso settembre l’associazione, ha analizzato 122 sigarette elettroniche confiscate in 27 scuole medie e superiori in Inghilterra e ha scoperto che quasi un quinto (17.4%) conteneva cannabinoidi sintetici. In oltre tre quarti delle scuole (77.8%) è stato rinvenuto almeno un dispositivo contaminato. «Le concentrazioni misurate, che giungono fino a 3.6 mg/ml, sono sufficientemente elevate da provocare effetti psicoattivi potenti, imprevedibili e pericolosi». Da questo studio, si continua, emerge che molti adolescenti, persuasi di consumare solo nicotina o cannabis, in realtà inalano droghe sintetiche potenti e imprevedibili, ciò che costituisce un grave rischio per la salute, in gran parte ignorato dalla regolamentazione e dalla prevenzione.

Una minaccia poco trattata pubblicamente

Da qui la convinzione di trovarsi di fronte a una vera e propria minaccia. «In Svizzera - aggiunge l’associazione - il mercato online delle sigarette elettroniche riesce a sottrarsi facilmente a qualsiasi controllo efficace. La maggior parte dei siti si limita a chiedere all’utente la sua età. Basta rispondere, con un semplice clic, di essere maggiorenne e non si sarà più confrontati ad alcuna verifica». L’acquisto effettuato da Weekend ha in effetti mostrato che superare il controllo dell’età è estremamente semplice. Si entra nel sito, si sceglie, si mette nel carrello il prodotto e si paga. Semplicemente. Ma le considerazioni dell’associazione non finiscono qui. «Nel quadro di studi clinici e resoconti di salute pubblica sono stati rilevati effetti acuti gravi, tra i quali agitazione, ansia, allucinazioni, convulsioni e disturbi cardiaci - si riferisce-. Casi di insufficienza renale acuta sono stati inoltre documentati dai Centers for Disease Control (CDC) negli Stati Uniti e un numero crescente di decessi legati ai cannabinoidi sintetici è stato riportato».

Dati come questi «confermano che i cannabinoidi sintetici presentano un profilo di rischio ben più elevato rispetto alla cannabis naturale e costituiscono un grave pericolo per la salute pubblica», si conclude, prima di arrivare a una definitiva conclusione. «È molto probabile - si dice - che le sigarette elettroniche che circolano in Svizzera contengano già cannabinoidi sintetici, senza che ciò sia stato rilevato o comunicato pubblicamente. In altre parole, il nostro paese soffre di una totale mancanza di vigilanza e avanza alla cieca di fronte a un grave rischio sanitario che minaccia innanzitutto gli adolescenti, ossia i primi consumatori di questi prodotti invitanti e a buon mercato». Fare luce su questo nuovo fenomeno è perciò oggi più che mai imprescindibile. Anche attraverso una inchiesta mascherata come ha fatto Weekend, commettendo un illecito, ma necessario professionalmente, se si voleva svelare dall’interno una situazione sempre più diffusa e pericolosa. E renderla nota all’opinione pubblica.

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