I bancari licenziati dalla IA

Nel settore bancario svizzero i posti di lavoro calano prima ancora che l’intelligenza artificiale arrivi davvero. A giugno i disoccupati provenienti dal ramo erano 4.474 in tutta la Svizzera, un record, con un aumento di quasi il 24% su dodici mesi secondo i dati della Segreteria di Stato dell’economia (Seco); già in maggio il tasso di disoccupazione del settore aveva toccato il 3,5%, il massimo dal 2010. E le possibilità di rientrare nel settore diminuiscono: a fine giugno le dieci maggiori banche del Paese pubblicavano appena 514 annunci di lavoro, circa la metà di due anni fa. La causa principale è nota, ossia l’integrazione di Credit Suisse in UBS con i relativi piani di risparmio, ma l’Associazione svizzera degli impiegati di banca (Asib) punta il dito contro l’IA. «Sarebbe ingiusto se un bancario che perde il posto a causa dell’IA avesse condizioni diverse da chi viene licenziato per l’integrazione di Credit Suisse», ha dichiarato recentemente al «Tages-Anzeiger» il presidente Michael von Felten, chiedendo piani sociali comparabili in tutte le banche, per circa 80 mila potenziali beneficiari.
Il sondaggio
Ma quanto è concreta, oggi, l’IA nelle banche svizzere? Da un recente sondaggio condotto dalla società di consulenza imprenditoriale zurighese Synpulse presso 26 istituti (banche di tutte le categorie secondo le definizioni della Finma, con una netta prevalenza del private banking) e fornitori di servizi in Svizzera e Liechtenstein emerge una situazione sorprendentemente «statica». Il 78% delle attività operative è giudicato rilevante per l’IA e in quasi la metà dei casi i benefici attesi sono alti o molto alti. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo un mare, o quasi: per ogni caso d’uso effettivamente adottato, quindici restano allo stadio dell’interesse e quasi tre istituti su quattro non hanno alcuna soluzione in produzione. Inoltre, gli investimenti massimi pianificati si fermano attorno al mezzo milione di franchi. Secondo gli istituti e le società interpellati, non è un problema di tecnologia, ma di strategia e di preparazione, tra riorganizzazione dei dati, scarsa disponibilità di competenze specifiche e governance dell’IA ancora da costruire.
UBS già avanti
C’è però almeno un’eccezione: UBS. Nel suo ultimo rapporto annuale si legge infatti che la banca ha chiuso il 2025 con ben 380 applicazioni di IA operative, mentre al recente Point Zero Forum di Zurigo il CEO Sergio Ermotti ha indicato circa 500 programmi e agenti in fase di sperimentazione, con l’80% degli impieghi concentrato sull’efficienza dei processi front-to-back, dal contatto con il cliente alle registrazioni contabili. Va detto che UBS è una banca enorme, con mezzi oggettivamente superiori rispetto alle altre realtà svizzere. E la sua corsa viene da lontano: già nel 2018 apriva a Manno un centro d’innovazione dedicato proprio all’IA, scelto per la vicinanza all’Istituto Dalle Molle (IDSIA). Poi, con l’integrazione di Credit Suisse l’informatica è stata centralizzata proprio lì, in un polo che ha «saputo dar vita a un ecosistema nel Cantone», secondo le parole del direttore regionale Luca Pedrotti al CdT, nel 2024, quando le strutture combinate contavano circa 230 collaboratori. Di quell’ecosistema fa parte ora anche la luganese Artificialy, nel cui capitale è entrata UBS, nel marzo di quest’anno, con un investimento «strategico». Nel frattempo, la banca che più investe nell’IA è anche quella che assume meno: a fine giugno i posti vacanti erano meno di 50, in calo del 60% su un anno. Quanto pesi l’integrazione di Credit Suisse e quanto l’automazione, tuttavia, è presto per dirlo.
Settori d’adozione
Ma quali sono i settori d’attività bancaria dove si prevede, o pianifica, che l’IA verrà adottata per prima? Il sondaggio Synpulse identifica sette attività operative quali «hotspot» ad alta rilevanza e alto beneficio atteso e in cima alla lista c’è l’elaborazione delle operazioni societarie, le cosiddette corporate action. Si tratta di eventi quali il pagamento dei dividendi, gli aumenti di capitale, le offerte di riacquisto di azioni - operazioni, queste, che arrivano in banca sotto forma di messaggi e documenti da interpretare, con scadenze strette e costi d’errore elevati, tanto più quando l’operazione è volontaria e richiede una decisione del cliente. Seguono l’apertura delle pratiche di credito, la riconciliazione dei conti, i trasferimenti di titoli e i pagamenti. Il rilevamento indica anche una sfumatura fra modelli d’affari, con le banche private che concentrano l’interesse sulle operazioni societarie volontarie e quelle retail sull’erogazione dei crediti.
L’essere umano resta al centro
Altro che compiti «umili» o ripetitivi, dunque: il potenziale (e la volontà) d’implementazione dell’IA riguarda i reparti con le attività più complesse, quelli in cui i collaboratori devono ripetutamente interpretare informazioni, estrarre dati da documenti, indagare eccezioni. Attività che, però, l’IA non svolge da sola, non essendo qualcosa di plug and play. «Vi è una crescente consapevolezza del fatto che l’IA non possa funzionare in modo autonomo», aveva detto Ermotti al forum zurighese. Nel sondaggio di Synpulse gli istituti indicano infatti che mancano persone in grado di sviluppare, sorvegliare e soprattutto mettere in discussione i sistemi, verificandone le risposte in modo indipendente: non a caso le «allucinazioni» dei modelli figurano tra i rischi più temuti. Fra i ruoli che si profilano nell’era dell’IA c’è quello del «supervisore», l’esperto di dominio che controlla il lavoro della macchina, gestisce le eccezioni e porta la responsabilità.
E così, l’occupazione bancaria appare in contrazione prima ancora che la tecnologia sia entrata davvero in produzione. Adottare l’IA nei processi aziendali non è certo un obbligo, ma in un settore che cerca costantemente di ridurre i costi per restare competitivo il sondaggio indica che la pressione si concentrerà sulle attività complesse che oggi occupano personale qualificato. Per l’Asib, del resto, l’IA non è più un’ipotesi di scenario: è una ristrutturazione in corso. E se le sue previsioni sono corrette, il grosso deve ancora arrivare.
