La barista di 101 anni che non va in pensione

Molti avranno fatto la sua conoscenza sui social. Ciò che cattura l’attenzione, non è solo il suo sguardo incredibilmente vivo, ma la lucidità delle sue risposte, in barba all’età. Lei è Anna Possi e lo scorso novembre ha soffiato su centouno candeline. È la barista più anziana d’Italia e, probabilmente, d’Europa. Osservarla mentre spacca in due la legna con l’accetta per la stufa che riscalda il suo bar Centrale, oppure mentre riempie d’acqua bollente le tazzine del tè dei suoi clienti, sembra la prova vivente che lavorare fa bene al fisico e alla mente.
Non posso andare in pensione ora perché sto pagando alcuni contributi sociali che potrò riscattare soltanto quando compirò i centocinque anni. Dovrò aspettare altri quattro anni prima di poter pensare a ritirarmi, perché non voglio perdere quei soldi», spiega con una serenità che sorprende anche uno dei tanti giornalisti che fanno la fila per intervistarla. A Nebbiuno, il tranquillo borgo della provincia di Novara dove vive e lavora, la signora Anna è ormai una istituzione. Legge senza occhiali, fa i calcoli a mente, segue l’andamento della Borsa.
Ogni mattina alle 7 alza, puntualissima, le serrande del suo bar e continua a lavorare da sola dietro al bancone fino a sera. D’estate fino alle 19,30, d’inverno fino alle 21,30. Il suo orario è continuato, perché ha l’abitudine di pranzare in piedi al bar oppure di fare un veloce spuntino al piano di sopra, dove, su un altro piano, abita anche la figlia con la sua famiglia.
La signora Anna non ricorda un giorno in cui non abbia lavorato. Gestisce il suo locale con vista sul lago Maggiore dal 1958: prima insieme a suo marito, poi da sola, con l’unico aiuto della figlia per fare i conti. Anna Renè, come la chiamano tutti in paese, non conosce giorni di riposo. Quando le chiedono dell’ultima volta in cui ha chiuso il bar, deve pensarci a lungo. «Probabilmente negli anni ’60, quando mio marito si ammalò. Non potevo lasciarlo da solo, ci volevamo un bene infinito».
La verità è che se rimane a casa da sola, le viene la malinconia. «Nel mio bar c’è sempre qualcosa da fare - racconta la donna su Instagram - quando non entra anima viva inganno il tempo facendo maglia oppure navigando in Internet per seguire il mercato immobiliare. La mia è soltanto curiosità, sia ben chiaro. Lungi da me l’intenzione di acquistare case o appartamenti». Oltre a navigare in tutta tranquillità nella Grande Rete, la signora Anna non disdegna Facebook, Instagram e Tik Tok. Il suo hashtag è molto popolare e pare che abbia anche aperto un profilo Facebook, che lei utilizza per dispensare consigli. La signora Anna è una donna al passo coi tempi. «Quando due estati fa entrarono al bar Centrale alcuni turisti stranieri in cerca di informazioni, ricordo che mia mamma usò l’app di Google traslate per tradurre le loro domande e le sue risposte. Nulla riesce a fermare il suo desiderio di essere in qualche modo utile per la comunità», ha spiegato a La Repubblica la figlia Cristina.
Quale il segreto di tanta longevità? «Mangio poco, non guardo la tv. Credo che il segreto stia proprio nel mio lavoro, che amo smisuratamente, perché mi permette di entrare in contatto con la gente; è così che mi sento viva» risponde lei.
Chissà quante persone nuove presto conoscerà, dato che ieri questa splendida barista, la più anziana d’Italia, è andata in mondovisione durante la cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali di Milano-Cortina. «Non avrei mai pensato di diventare un testimonial per le Olimpiadi - ha commentato soddisfatta - è stato davvero sorprendente anche per me».
