L'analisi

La Costa Azzurra insanguinata dai narcos

A Nizza in pochi mesi sono già una decina le vittime uccise "per sbaglio" - Tra cui un'intera famiglia
Guido Olimpio
07.06.2026 15:00

La piovra narcos si allarga in Costa Azzurra e raggiunge di nuovo Nizza. All’inizio di maggio due passanti sono stati uccisi in una piazza della zona ovest, non lontano dall’aeroporto. Erano vicini ad un negozio quando sono stati centrati dai proiettili sparati da un killer arrivato su un monopattino elettrico: vittime innocenti cadute sotto il fuoco di un Kalashnikov.

L’obiettivo del raid erano altri individui, alcuni dei quali sono rimasti feriti dal sicario poi fuggito verso un punto d’appoggio dove lo attendeva una vettura con i complici. Il veicolo è stato poi ritrovato bruciato ma la polizia è riuscita a recuperare tracce con un’indagine molto decisa, spinta dal dolore e dalla rabbia dei cittadini come dalla reazione delle forze politiche. Sì, perché le fucilate nel quartiere di Les Moulins non sono un episodio isolato: come ha sottolineato un inquirente sono già una decina gli uccisi per errore nell’arco di pochi mesi. Tra questi un’intera famiglia di sette persone asfissiata da un incendio doloso appiccato alla casa. Anche in questo caso i bersagli erano altri.

Gli agenti, dopo controlli incrociati e raccolta di DNA, hanno fermato tre sospetti ritenuti coinvolti nella sparatoria. E il filo investigativo li ha portati a guardare verso Marsiglia. Uno degli arrestati arriva da questa città, un altro è stato espulso dagli Usa dopo una serie di reati gravi. L’ipotesi è che l’incursione sia stata determinata dalla faida per il controllo dello spaccio oppure per uno scontro su una partita di droga non pagata.

Al momento chi indaga ha preso in considerazione - almeno a livello di analisi - la pista che porta ai network connessi alla DZ Mafia, la principale organizzazione di gangster marsigliesi. I boss, da tempo, hanno stabilito rapporti in altre località della Francia e spesso reclutano elementi nell’area di Nizza. Una scelta tattica per forgiare alleanze ed avere a disposizione «soldati» al di fuori del loro ambiente. Ma ci sono occasioni dove le parti si invertono e i «marsigliesi» vanno in trasferta.La minaccia dei trafficanti suscita inquietudine tra i nizzardi per una serie di aspetti. Primo. Il ripetersi, a distanza, ravvicinata di attacchi seri con uso di armi potenti. È una replica della tendenza emersa da anni a Marsiglia. Secondo. Il diffondersi del «contagio» criminoso, con rivalità intrecciate al conflitto che oppone gruppi che operano a Est e i nemici ad Ovest. Terzo. L’aumento esponenziale di giovani (a volte minorenni) ingaggiati da chi controlla lo smercio delle sostanze: diversi sono stati agganciati attraverso i social e ricompensati con forti somme di denaro quando hanno portato a termine una missione. Il web è diventato lo strumento logistico per facilitare le imboscate.

I banditi sono abbastanza scaltri per limitare le loro azioni a settori ristretti di Nizza, non superano certi confini, per cui visitatori e turisti non hanno la percezione di ciò che accade in alcuni angoli di una città comunque presidiata e sorvegliata. Ma le autorità locali hanno comunque sollecitato Parigi ad inviare maggiori risorse. Il problema, però, è che il governo deve fronteggiare pericoli analoghi in altre regioni dove le gang regolano i conti con le pallottole. Se volete un’indicazione più precisa, eccola: Nantes, colpita ripetutamente dai pistoleri.

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